Al Bernareggi la mostra “Sette opere di misericordia” di Andrea Mastrovito
Dal 28 giugno al 31 luglio al museo Bernareggi di Bergamo vengono esposte “Sette opere di misericordia”, di Andrea Mastrovito.
L’artista bergamasco è forse il primo dopo Caravaggio a interpretare e raccontare attraverso l’arte le opere di misericordia.
La commissione arriva dal servizio per la Pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana in occasione della trentunesima Giornata mondiale della gioventù nella quale papa Francesco ha dato appuntamento ai giovani a Cracovia.
In mostra i disegni originali alla base dello studio che ha portato al risultato finale: una lunga incisione, come un fregio narrativo, in cui le sette scene delle opere di misericordia sono collegate da quattro fili che diventano sia le corde da equilibrista su cui chi, con coraggio, cammina operando misericordiosamente, sia i mezzi tramite i quali le sette opere di misericordia vengono compiute.
La narrazione è trasferita nella modernità, con un linguaggio incisivo e vicino ai giovani.
Così il dare rifugio ai pellegrini è rappresentato in rapporto ai migranti, mentre nel dar da bere agli assetati entra in scena lo stesso Mastrovito, che aziona un pozzo per i bambini di un paese povero.
L’artista spiega: “Ogni singola immagine è carica di significati simbolici, dal “disegnare” il cibo e l’acqua richiamo all’atto creativo e quindi alla creazione – al cucire vestiti/persone col filo della vita stessa, dal seppellire i morti che qui è reinterpretato riprendendo la Deposizione del Cristo di Caravaggio. C’è poi una scena di recupero di un corpo di profugo da parte della protezione civile. Il visitare i prigionieri l’ho reso con il gesto di tagliare le corde che rendono prigionieri. Il curare gli infermi invece è un malato portato sulle spalle da un sano: cioè racconta la cooperazione tra portatore (sano) e portato (“malato” in questo caso) per mantenere un equilibrio nella vita”.
L’attrezzo formale e concettuale di partenza, per l’immaginazione di questo corpus di figure, ha una piccola e coerente storia alle spalle, tutta costruita attorno all’idea della linea come elemento grafico di base del lavoro dell’artista e metafora della vita umana nel suo distendersi temporale. Dalla mostra At the and of the line del 2014, allestita alla Gamec di Bergamo al fregio realizzato a pallonate con cento bambini su un muro di Brooklyn “Kickstarting”, per finire nel 2015 con il Pacco d’Artista per le Poste Italiane.
È l’invenzione di questo mondo appeso a un filo, in cui come funamboli delle figure umane danno vita alla loro commedia quotidiana, che sta alla base delle scene delle sette opere di misericordia. Anche in questo caso il senso di tutto quello che è umanamente comune sta sospeso su una sottile linea di stabilità, sulla quale, come consumati equilibristi dell’esistenza, gli esseri umani tengono in piedi il mondo esercitando gli umili e più necessari gesti della cura, della sollecitudine, della dedizione.
La mostra è aperta da martedì a domenica dalle 15 alle 18.30; lunedì chiuso.
Il biglietto di ingresso è di 5 euro intero e di 3 euro ridotto. Per avere ulteriori informazioni telefonare al numero 035.248772 oppure inviare un’e-mail a info@fondazionebernareggi.it
EVENTI SPECIALI NELL’AMBITO DELLA MOSTRA:
– 14 luglio alle 18
Incontro con artista e visita mostra
Ingresso 5 euro.
– 14 luglio alle 20.45
Iniziativa dell’Ufficio Pastorale dell’età evolutiva della Diocesi di Bergamo
Ingresso riservato ai giovani che parteciperanno alla GMG 2016 di Cracovia.

