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Ops Ubi, i vantaggi per il territorio e le misure per rilanciare Bergamo

Sono molte le iniziative messe in campo a sostegno delle persone e delle imprese: l'obiettivo è favorire la ripresa e affrontare le difficoltà derivanti dalla pandemia Covid-19

È di grande attualità l’Offerta Pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo a febbraio e che, nelle intenzioni della banca, porterà benefici anche ai territori storicamente legati a Ubi.

Il progetto di integrazione tra Intesa Sanpaolo e UBI prevede la creazione di quattro nuove direzioni regionali, di cui una a Bergamo, nuove assunzioni e misure per lo sviluppo delle aree di presenza. Sono previste ulteriori erogazioni di credito per 10 miliardi di euro all’anno nel triennio 2021-2023: in totale 30 miliardi. Una particolare attenzione verrà prestata alla stipula di accordi a beneficio delle comunità locali: patrimonio immobiliare e artistico, erogazioni al territorio, innovazione e ricerca scientifica, welfare, social housing, assistenza sanitaria.

Il Ceo Carlo Messina ha affermato: “Siamo convinti che nello scenario attuale e in quello che seguirà nei prossimi mesi, la nostra proposta nei confronti degli azionisti di UBI acquisisca maggiore valenza strategica e rappresenti per UBI una prospettiva ancor più rilevante: elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora più valore che in tempi normali. Offriamo agli azionisti di UBI la possibilità di unirsi con l’operatore più forte nel Paese e uno dei più forti in Europa, Intesa Sanpaolo: un gruppo che ha sempre operato a vantaggio delle sue persone, di tutta la clientela, dei propri azionisti e nell’interesse delle comunità di cui è parte. Porteremo questi tratti qualificanti nei territori di presenza di UBI”.
Intesa Sanpaolo ha poi storicamente espresso una redditività superiore e ha pagato dividendi in misura maggiore rispetto a UBI e garantisce elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati: negli ultimi anni è stata capace di ridurne l’ammontare di circa il 50% senza alcun onere per gli azionisti continuando a garantire utili e dividendi in costante e progressiva crescita. Ubi d’altro canto presenta livelli di copertura dei crediti deteriorati inferiori rispetto alle principali banche italiane e non ha effettuato rettifiche sul portafoglio crediti di rilievo in relazione allo scenario Covid-19. Proprio di recente, anche alla luce del nuovo contesto generale, l’agenzia di rating Fitch ha ridotto il giudizio a “speculative grade”. Per contro, l’outlook positivo che Fitch conferma per il futuro di UBI Banca dipende proprio dalla possibilità di successo dell’operazione con Intesa Sanpaolo, in relazione alla quale l’agenzia sottolinea i chiari benefici che UBI Banca trarrebbe entrando a far parte di un gruppo con un rating migliore, più solido e forte.

E mossa con l’obiettivo di far ripartire i territori duramente compiti dal Coronavirus, in particolare Bergamo, Intesa Sanpaolo ha messo in campo numerose iniziative a sostegno delle persone e delle imprese.
Più precisamente, insieme al Comune di Bergamo ha presentato il “Programma Rinascimento” a supporto delle microimprese della città e per promuovere la mobilità sostenibile. L’operazione, del valore complessivo di 30 milioni di euro messi a disposizione dalla banca, sostiene le piccole attività, i piccoli esercizi commerciali e artigianali di Bergamo rivolgendosi a chi si trova in difficoltà ma non usufruisce di interventi o agevolazioni da parte delle istituzioni centrali o regionali. Il programma prevede innanzitutto 3 milioni di euro di contributi a fondo perduto per coprire le spese che le piccole realtà hanno accumulato durante il lockdown, accompagnati da uno strumento molto innovativo, quello dei prestiti d’impatto (per una cifra di 20 milioni di euro, con lunghe scadenze e tassi vantaggiosi) per consentire di affrontare gli investimenti che saranno necessari per adattare i propri spazi e servizi al nuovo contesto di “convivenza” con il Covid-19, a loro volta abbinabili a contributi a fondo perduto per ulteriori 7 milioni di euro.

Gli interventi potranno riguardare anche attività penalizzate da una forte contrazione di fatturato anche dopo la riapertura o start-up che nasceranno per far fronte a nuove esigenze o incontrare nuovi stili di vita che caratterizzeranno il contesto post-Covid. E nella consapevolezza dell’impatto delle misure di prevenzione sanitaria sulla mobilità urbana – a partire dalla forte riduzione di capienza del trasporto pubblico – viene favorita la diffusione di strumenti di mobilità sostenibile alternativi all’utilizzo dell’auto privata. Anche il contributo di 5 milioni al progetto “Ricominciamo insieme” della Diocesi di Bergamo va nella stessa direzione di sostegno alle famiglie in difficoltà.

Inoltre sul fronte emergenza sanitaria Intesa Sanpaolo ha donato 5 milioni di euro all’ospedale Papa Giovanni XXIII per l’acquisto di ventilatori polmonari, sistemi radiologici, apparecchi per laboratorio analisi, monitor, aspiratori, produttori di ossigeno e altri materiali sanitari e al contributo di 350 mila euro per la realizzazione dell’ospedale da campo dell’Associazione Nazionale Alpini nella Fiera di Bergamo si è aggiunta la raccolta fondi sul sito forfunding.it di Intesa Sanpaolo. Il risultato è andato oltre ogni aspettativa portando il totale della raccolta fondi a circa 800mila euro. interventi che si aggiungono alla donazione di 100 milioni di euro a favore della Protezione Civile, a sostegno delle operazioni nelle zone più colpite in Italia, come la Lombardia.

La priorità di Intesa Sanpaolo è quella di aiutare tutti i settori a riprendersi, rivolgendo particolare attenzione a quelli oggi più in difficoltà. a seguito del DL liquidità In Lombardia sono già oltre 9.000 mila le pratiche fino a 25 mila euro fra erogate e in erogazione, mentre le richieste di moratoria processate sono circa 60 mila per oltre 7 miliardi di finanziamenti residui complessivi tra privati e imprese. Per molte aziende infatti il lockdown ha determinato un drammatico calo dei fatturati e una conseguente necessità di liquidità, fenomeno che ha interessato in particolar modo la Lombardia toccando un ampio numero di settori, a partire dal turismo, inteso in senso lato che comprende le strutture di accoglienza, la ristorazione, le agenzie per il trasporto. Ad hoc per l’intera filiera nazionale il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione 2 miliardi di euro, di cui 280 milioni destinati a sostegno della liquidità e degli investimenti delle imprese lombarde di questo settore.

Non è tutto: Tesmec S.p.A, società a capo di un gruppo leader nel mercato delle infrastrutture relative al trasporto e alla distribuzione di energia elettrica, dati e materiali, ha comunicato di aver finalizzato un contratto di finanziamento di complessivi 10 milioni di euro erogato da Intesa Sanpaolo con Sace tramite Garanzia Italia, lo strumento del Decreto “Liquidità” messo in campo per le imprese. “L’operazione con Tesmec è la prima stipulata in Lombardia da Intesa Sanpaolo grazie alla garanzia Sace prevista dalle misure governative a supporto delle imprese” – ha dichiarato Tito Nocentini, direttore regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo. “Si tratta di un segnale importante, che simboleggia la rinascita del tessuto imprenditoriale lombardo, e in particolare bergamasco, dopo l’emergenza Covid”.

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