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Massaggio Thailandese, “quello ‘vero’ è una grande arte”

Nel fine settimana del 16 e 17 novembre alla scuola LAFONTE parte il corso. L’insegnante Daniela Guerinoni rompe pregiudizi e false immagini di una disciplina efficace anche per chi tratta

Si può praticare un massaggio e allo stesso tempo far bene al proprio corpo? Se è vero che in ogni trattamento, manuale ed energetico, si realizza sempre uno scambio che ha effetti anche sull’operatore, nel massaggio thailandese questo aspetto diventa una caratteristica principale della pratica. Si esegue, infatti, a terra su futon o materassini, vestiti con abiti comodi, e comprende tecniche di allungamento, stretching e posizioni statiche di yoga tanto per chi riceve quanto per chi tratta. Insomma, due risultati in uno. Bello, no?

TRE TECNICHE COMPLEMENTARI

A questa disciplina la scuola LAFONTE di Bergamo dedica un corso, in partenza nel fine settimana del 16 e 17 novembre. È una proposta rivolta sia a chi ha già una formazione – o una professione – nel massaggio e vuole ampliare le modalità di approccio sia a chi non ha esperienza e vuole fare proprio uno strumento di benessere per sé ed i propri cari. Si parte infatti dalle basi. Il percorso è suddiviso in tre moduli, ognuno attinge ad una diversa tradizione dell’antichissima arte thailandese del massaggio e può essere seguito singolarmente. Chi partecipa a tutti e tre i corsi riceve l’attestato di Operatore Thailandese.

Si comincia con il Thai Yoga (tre fine settimana, nei mesi di novembre e dicembre). “È una pratica che arriva dall’area di Bangkok e dal Sud della Thailandia – spiega la docente, Daniela Guerinoni – e che unisce stili e manovre differenti tra loro, dallo stretching agli sblocchi articolari, dalle digitopressioni statiche agli allungamenti. Nella successione dei movimenti il massaggiato raggiungere anche alcune posizioni yoga che aiutano la libera circolazione dell’energia in tutto il corpo”.

Daniela Guerinoni

Il Thai Nerve Touch (quattro weekend programmati da febbraio a maggio) è invece uno stile proprio del Nord, della città di Chiang Mai, e le digitopressioni sono “a rullo”, con l’effetto di sciogliere muscoli e nervi liberandoli da tensioni e contratture.

A metà del percorso è collocato il modulo Thai Oil massage (nel fine settimana del 18 e 19 gennaio) che si esegue su lettino con oli profumati ed “è caratterizzato da frizioni e pressioni che vanno a stimolare gli Sen, linee invisibili che si diramano in tutto il corpo, riequilibrando l’energia che scorre in essi. Tutte e tre le tecniche – continua l’insegnante – hanno come effetto il miglioramento dell’elasticità e della flessibilità ma anche il recupero dell’energia vitale. In tutti e tre i casi, infatti, si lavora contemporaneamente ad un livello energetico, appunto lungo gli Sen, linee di scorrimento dell’energia, e si utilizza il respiro per facilitare la risoluzione dei blocchi e far scorre più liberamente l’energia stessa e le emozioni”.

UTILE PER LO SPORT E CONTRO LE TENSIONI

Queste prerogative rendono il massaggio thailandese interessante in tutti quei casi nei quali è richiesto di sciogliere ed allungare la muscolatura. “In Thailandia – evidenzia Daniela Guerinoni – questa sorta di ginnastica passiva viene utilizzata in ambito sportivo sia nella preparazione sia dopo la pratica. È inoltre utile in tutti i casi di tensioni e contratture, come mal di schiena, al collo, alle gambe”. Dinamico e attivo, il massaggio thailandese coinvolge notevolmente anche il corpo dell’operatore, che si muove effettuando le manovre sul ricevente ed esercita la sua stessa elasticità e flessibilità.

“SFATIAMO I PREGIUDIZI”

Unisce tecniche diverse, ma non ha nulla a che vedere con l’immagine esotica e sexy (per non dire altro) generalmente associata al termine “thailandese”.

“È una visione falsa dovuta alla scarsa conoscenza della materia e a ‘centri massaggi’ con altri fini – nota con rammarico l’insegnante -. C’è anche un altro pregiudizio che penalizza il “vero” massaggio thailandese: la convinzione che sia doloroso. Non è affatto così. L’operatore procede per gradi, rispettando i limiti del ricevente. Ovviamente, per essere efficaci, manovre e manipolazioni si devono sentire, ma non sono mai invasive né effettuate senza controllo. L’intensità è sempre regolata in base alla situazione e il trattamento può essere interpretato anche in chiave rilassante. Lo stesso discorso vale per l’operatore. Non deve necessariamente possedere un fisico atletico, ma accettare di mettersi in gioco, adattarsi al ricevente e lavorare allo stesso modo sulla propria scioltezza e sullo scorrere dell’energia e del respiro. Per questo motivo non ci sono limiti di età per praticarlo, può essere una bella risorsa per il proprio benessere”.

Massaggio Thailandese

CORSO DI MASSAGGIO THAILANDESE

formula weekend, dal 16-17 novembre
> IL PROGRAMMA

LAFONTE Scuola di shiatsu e discipline bionaturali
via Buratti, 57 – Bergamo
info@lafonteshiatsu.it
Per informazioni sul corso tel. 339 2249769

 

 

 

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