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Housing sociale in Lombardia: 96 milioni di euro per rispondere all’emergenza abitativa
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Housing sociale in Lombardia: 96 milioni di euro per rispondere all’emergenza abitativa

28 luglio 2026 | 11:03


La misura approvata punta a incrementare il patrimonio destinato ai servizi abitativi sociali entro il 2029


Regione Lombardia ha varato un piano da 96 milioni di euro per aumentare l’offerta di alloggi a canone calmierato destinati a chi non riesce a permettersi un affitto sul mercato libero, ma allo stesso tempo non ha i requisiti per accedere alle case popolari. La misura, approvata con la delibera di Giunta n. XII/6209 del 25 maggio 2026 e presentata in dettaglio l’11 maggio scorso nell’ambito del “Patto per lo sviluppo”, punta a incrementare il patrimonio destinato a servizi abitativi sociali entro il 2029.

A chi è rivolta la misura

Il target di riferimento della misura sono i nuclei familiari con un ISEE compreso tra 14.000 e 40.000 euro, che non rientrano nei parametri per l’edilizia residenziale pubblica ma faticano a sostenere i prezzi degli affitti privati. Per questi nuclei sono previsti canoni inferiori a quelli di mercato, in genere sul modello del canone concordato disciplinato dalla legge 431/1998.

Tra i potenziali beneficiari potranno essere individuate categorie preferenziali, tra cui giovani coppie, persone con disabilità, lavoratori dei servizi pubblici, dipendenti di aziende in difficoltà nel reperire personale, studenti, ricercatori, dottorandi, lavoratori temporanei, parenti di pazienti ricoverati in strutture sanitarie, donne vittime di violenza e genitori separati.

Come sono ripartiti i fondi

Le risorse, provenienti per metà dall’Unione Europea e per metà dallo Stato attraverso i programmi FESR e FSC 2021-2027, sono suddivise in tre linee di intervento:

– Linea 1 – 48 milioni di euro: incentivi per mettere a disposizione in locazione, prioritariamente attraverso la riqualificazione di edifici già esistenti, patrimonio immobiliare pubblico e privato. Possono partecipare Comuni, ASST, imprese e cooperative.

– Linea 2 – 35 milioni di euro: un programma straordinario di riqualificazione dei quartieri di proprietà delle ALER, anche attraverso collaborazioni tra pubblico e privato.

– Linea 3 – 13 milioni di euro: sostegno a progetti promossi da enti del terzo settore, per favorire l’autonomia abitativa e i servizi abitativi temporanei.

I criteri per accedere ai finanziamenti

Per essere ammessi ai bandi, i progetti dovranno rispettare alcuni requisiti di base: la piena disponibilità dell’edificio da parte di chi presenta la domanda, la compatibilità urbanistica, il rispetto della normativa sull’edilizia e sui servizi abitativi, un vincolo di destinazione d’uso di almeno 20 anni e un canone di locazione inferiore a quello di mercato.

Nella fase di valutazione peseranno invece elementi come il numero di alloggi effettivamente riqualificati, l’intensità del fabbisogno abitativo nel Comune in cui si realizza l’intervento, la capacità del progetto di rispondere a tale fabbisogno, anche tramite politiche di attrazione e mantenimento dei lavoratori, la durata dell’impegno oltre i 20 anni minimi e la rapidità di realizzazione dei lavori. Verranno premiati, infine, gli interventi su interi edifici, la presenza di servizi di gestione sociale e il possesso di certificazioni ambientali.

I tempi

I soggetti interessati avranno tempo fino a fine ottobre 2026 per presentare le proposte.

Con questa misura, la Regione punta a coniugare due obiettivi da tempo al centro del dibattito sulla casa in Lombardia: aumentare l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili e rilanciare, allo stesso tempo, la riqualificazione dei quartieri di edilizia pubblica più bisognosi di interventi.

“Grazie a una gestione virtuosa dei fondi europei e a un intenso lavoro politico-istituzionale siamo riusciti a convogliare ulteriori finanziamenti su una delle sfide più importanti del nostro tempo: sostenere la fascia di cittadini con redditi medi e medio-bassi che non riesce ad accedere al mercato privato degli affitti e dei mutui, né può partecipare alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica. Una platea sempre più ampia.

La Lombardia – ha evidenziato Franco – è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo: l’obiettivo è aiutare persone e famiglie comuni,  che però a causa del crescente costo della vita non riescono nemmeno a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete, all’insegna del pragmatismo lombardo”.