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Diastasi addominale post gravidica: un problema spesso non riconosciuto e non trattato

Il dottor Fabio Toffanetti, medico chirurgo specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, illustra questa problematica che interessa molte donne

Interessa un numero elevatissimo di neo-mamme che spesso ne soffrono in maniera inconsapevole. Se nei primi mesi dopo il parto può essere considerata un evento fisiologico, oltre i 4-5 mesi deve essere attentamente valutata in quanto può essere causa di numerose problematiche.

Il sintomo più evidente è un importante gonfiore addominale visibile, che si accentua spesso dopo i pasti o durante il ciclo mestruale. Molte volte però non si tratta solo di un problema estetico: si associa ad altri sintomi quali dolori addominali, lombalgia (dolore alla schiena), incontinenza urinaria, nausea, difficoltà a digerire o addirittura difficoltà alla respirazione. Nei casi più avanzati si accompagna alla presenza di ernia ombelicale e/o periombelicale visibile come una vera e propria sporgenza dall’ombelico.

Se non riconosciuto rischia di essere trattato per uno di questi sintomi specifici senza venire a capo del problema.

Tale alterazione funzionale e morfologica consiste in un allargamento dei due muscoli retti nella parte anteriore dell’addome che, a causa della gravidanza, si separano fra di loro allontanandosi senza però riportarsi successivamente al parto nella loro posizione originaria. Tale fenomeno può far si che fra i due muscoli retti si crei una distanza anche di oltre 6-8 cm, accentuata particolarmente a livello ombelicale e sovra-ombelicale.

Quali sono gli strumenti che permettono di arrivare ad una diagnosi certa: il primo step è l’esecuzione di un’ecografia della parete addominale, seguita spesso d accertamenti più approfonditi mediante una Tc o una RMN del l’addome. Tali esami consentono di arrivare ad una diagnosi corretta e precisa e forniscono informazioni utili su come procedere per poter risolvere il problema.

Diastasi addominale post gravidica

Nella maggior parte dei casi l’unica soluzione al problema è quella chirurgica attraverso un intervento di plastica di parete o di vera e propria addominoplastica o miniaddiminoplastica.

La plastica di parete consiste nell’ agire direttamente sui muscoli retti dell’addome in tutta la loro estensione che va dallo xifoide (parte inferiore dell’osso sternale) fino al pube: il chirurgo procede eseguendo una plicatura dei muscoli attraverso una sutura degli stessi in modo da avvicinarli e riportarli nella loro posizione fisiologica. In presenza di ernie si procede alla chiusura di eventuali brecce attraverso una sutura diretta o il posizionamento di una rete nei casi più gravi e estesi.

Tale procedura è risolutiva dal punto di vista funzionale consentendo di riportare la parete addominale nella sua posizione fisiologica. Spesso però, né esita una ridondanza cutanea eccessiva antiestetica e che può portare a macerazione delle pliche cutanee: per tale ragione nella maggior parte dei casi la sola plastica di parete, senza intervenire sull’eccesso di cute, risulta un intervento “incompleto”. Si deve allora eseguire una vera e propria addominoplastica ovvero associare la rimozione dell’eccesso adipocutaneo residuo attraverso un’incisione sottile sovrapubica che si prolunga lateralmente verso le creste iliache (meno estesa invece nei casi di miniaddominoplastica); l’ombelico viene riposizionato e spesso si esegue una liposcultura/liposuzione sia dell’addome che dei fianchi per definire meglio la siluette della paziente. Anche il pube viene assottigliato è sottoposto a lifting quando necessario.

L’accesso chirurgico è ben nascosto in un bikini anche di modeste dimensioni ed esiterà in una cicatrice molto sottile.

Numerose pazienti abbinano il rimodellamento estetico addominale con una mastoplastica additiva o mastopessi (sollevamento del seno) nello stesso intervento. Questo perché molto spesso una gravidanza ed il conseguente l’allattamento esitano in uno svuotamento ed un abbassamento (ptosi) delle mammelle che beneficiano fortemente di un intervento di chirurgia plastica di correzione.

Durante il decorso post operatorio sarà importante indossare una guaina compressiva per almeno un mese al fine di consentire un buon assestamento dei tessuti senza compromettere in alcun modo il risultato. La ripresa delle normali attività lavorative sarà possibile in circa 10 giorni mentre l’attività sportiva non prima di un mese con una ripresa graduale.

Come sempre raccomando di affidarsi esclusivamente ad un medico specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e che operi in una clinica dotata di tutti i sistemi di sicurezza (con unità di terapia intensiva): si tratta infatti di interventi complessi con un decorso post operatorio impegnativo da affrontare in assoluta sicurezza e tranquillità.

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