Crescere senza confini: dentro la scuola che forma cittadini del mondo
All’Istituto Leonardo da Vinci di Bergamo, tra inglese quotidiano, didattica attiva e attenzione alla persona, l’obiettivo è uno solo: studenti curiosi, autonomi e pronti al futuro
Una realtà storica con uno sguardo internazionale
Oggi, molte famiglie si pongono una domanda prima di scegliere una scuola: preparerà davvero i ragazzi al mondo che li aspetta? All’Istituto Leonardo da Vinci di Bergamo, la risposta prende forma in un progetto educativo che unisce tradizione e innovazione e vanta oltre 50 anni di storia e circa 1.400 studenti. “È una scuola storica”, racconta Luca Radici, head of school dell’Istituto Leonardo da Vinci di Bergamo, “ma oggi è anche una realtà in forte crescita”, diventando un punto di riferimento sul territorio anche grazie al suo inserimento in International Schools Partnership, un network globale di oltre 120 scuole in 25 Paesi.
L’inglese come esperienza quotidiana
Partire già dalla scuola media è un elemento centrale, perché è proprio in questa fase che si sviluppa una maggiore plasticità nell’apprendimento. Come viene sottolineato, la mente dei ragazzi più giovani è particolarmente ricettiva: affrontare le lingue in età scolare significa avere molte più possibilità di raggiungere livelli elevati e consolidare competenze solide nel tempo, cosa che diventa più complessa in età adulta.
È da questa consapevolezza che nasce l’approccio bilingue dell’istituto, in cui l’inglese non è solo una materia scolastica, ma uno strumento concreto e quotidiano: “Si sviluppa l’inglese parlato, non quello scolastico, grammaticale, ma l’inglese d’uso quotidiano, svolgendo diverse attività di apprendimento”.
Le otto ore settimanali di insegnamento in lingua e la presenza di discipline svolte in inglese contribuiscono a rendere l’apprendimento più naturale e immersivo. A questo si aggiungono i progetti internazionali ILOS – International Learning Opportunities for Students, che permettono agli studenti di lavorare su temi come sostenibilità, scienze, arte o filmmaking, collaborando anche con coetanei di altre scuole del gruppo internazionale e utilizzando l’inglese in contesti reali e collaborativi.
Didattica attiva: imparare facendo e percorso su misura per ogni studente
La scuola media, la più giovane dell’istituto, nata nel 2016, è stata pensata fin dall’inizio come un progetto innovativo che mette al centro lo studente e il suo benessere. L’approccio adottato è quello della didattica attiva: gli alunni partecipano in modo costante al proprio apprendimento, lavorando su progetti e attività pratiche, anche in gruppo, che intrecciano teoria ed esperienza diretta. Le lezioni tradizionali si integrano così con laboratori e attività operative, rendendo il percorso più dinamico e coinvolgente.
Questo metodo si affianca a una forte attenzione alla persona. “Portiamo attenzione all’individuo, perché ogni studente è diverso”, sottolinea Eva Haberg, principal middle school. Proprio per questo la didattica è personalizzata e adattata ai diversi ritmi e livelli di apprendimento. La scuola offre anche un progetto solido di bilinguismo, con un potenziamento dell’inglese (8 ore settimanali, anche con preparazione agli esami Cambridge) e lo studio di una seconda lingua tra tedesco e spagnolo. L’apertura internazionale, arricchita anche da metodologie diverse portate dall’esperienza del corpo docente, si traduce in una scuola moderna, in cui gli studenti sono resi responsabili e motivati.
Un elemento centrale è anche l’integrazione tra teoria e pratica: le discipline vengono spesso affiancate da laboratori, come in scienze, arte e tecnologia, dove il lavoro manuale e digitale si collega direttamente ai contenuti studiati in classe. Questo approccio, insieme alla differenziazione didattica, permette di valorizzare ogni studente e di accompagnarlo anche verso traguardi importanti, con risultati che si distinguono anche nelle prove nazionali e negli esami Cambridge.
Competenze per la vita, non solo per la scuola
Le competenze trasversali sono uno dei punti di forza dell’Istituto: due ore a settimana sono dedicate ad attivitàcomplementari pensate per sviluppare autonomia, pensiero critico e capacità di lavorare con gli altri. Si tratta di percorsi che cambiano periodicamente, ogni circa 4-5 settimane, e che permettono agli studenti di sperimentare ambiti diversi, dal public speaking, attraverso podcast e teatro, alla conoscenza di sé stesso e le proprie emozioni tramite il progetto di competenze di vita, fino alla tecnologia con progetti di coding.
Accanto a questo, grande attenzione è dedicata al metodo di studio, all’organizzazione personale e all’autovalutazione così da rendere i ragazzi sempre più autonomi nella gestione del proprio apprendimento. Alcuni progetti riguardano anche l’uso consapevole della tecnologia, e l’educazione digitale, con un focus su sicurezza online e riconoscimento delle fake news, per sviluppare uno spirito critico più solido. Un ruolo centrale è dato anche al lavoro di gruppo e alla crescita personale, con attività che aiutano gli studenti a conoscere meglio se stessi, le proprie emozioni e a sviluppare capacità relazionali e assertività, competenze fondamentali anche oltre il contesto scolastico.
Il valore delle relazioni
“Il benessere è la base per un buon apprendimento”, sottolinea Haberg. L’attenzione alla scelta dei docenti permette di creare un ambiente in cui lo studente viene seguito anche dal punto di vista umano, non solo scolastico. Il rapporto con gli insegnanti diventa così parte integrante del percorso di crescita.
Orientarsi al futuro già dalle medie
La presenza della scuola superiore nello stesso istituto offre agli studenti un’opportunità concreta di orientamento continuo, che accompagna tutto il percorso e non si limita al momento della scelta finale. I ragazzi possono conoscere da vicino i diversi indirizzi, tecnici, liceali e professionali, attraverso laboratori e attività condivise, costruendo così un’idea più chiara e realistica del proprio futuro scolastico.
In questo passaggio vengono rafforzate non solo le competenze di base nelle varie materie, ma anche aspetti personali come la gestione delle emozioni e le relazioni. Un ruolo importante è svolto dal progetto di autovalutazione, che aiuta gli studenti a riflettere sul proprio lavoro e a sviluppare maggiore consapevolezza dei propri progressi. La stretta collaborazione tra scuola media e superiore rende questo percorso ancora più graduale e permette un orientamento efficace e progressivo.
Ascoltare le famiglie per migliorare
L’istituto raccoglie regolarmente il feedback delle famiglie attraverso survey interne e globali, due volte l’anno, che permettono di monitorare lo stato d’animo della comunità scolastica. I risultati raccontano un livello di soddisfazione molto alto: a livello europeo, tra 16 scuole del gruppo, l’Istituto Leonardo da Vinci è risultato il migliore per feedback dei genitori, con il 62% delle famiglie che assegna punteggi tra 9 e 10 e una media complessiva di 8,4. Ma il dato più interessante è l’utilizzo di questi riscontri: dai commenti emergono suggerimenti, nuove idee e anche criticità, che diventano la base per interventi concreti e continui miglioramenti. “Non vediamo il questionario solo come una classifica”, spiega Radici, “ma come uno strumento per migliorare”.
Progetti e sviluppi per il domani
Tra i progetti in sviluppo ci sono l’introduzione di un servizio di trasporto e l’ampliamento degli spazi, soprattutto esterni, per rendere la didattica ancora più dinamica e in linea con le esigenze degli studenti.
Coltivare menti curiose e sicure
Alla base di tutto resta una visione chiara, sintetizzata nel motto utilizzato a tutti gli open day: “Growing curious and confident minds”. “Vogliamo coltivare menti curiose e sicure di sé”, conclude Haberg, indicando una direzione che guarda oltre la scuola e verso il mondo che gli studenti saranno chiamati ad affrontare.
Per maggiori informazioni visita il sito della Scuola Secondaria di primo grado Leonardo da Vinci.
