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Corso di riflessologia plantare, tutto il bello di lavorare con i piedi

Alla scuola LAFONTE al via una nuova edizione del percorso per operatore. La docente: "Trattamento efficace, non invasivo e versatile"

Costretti in scarpe scomode, maltrattati, spesso dimenticati, i piedi, in realtà, sono una via privilegiata per ritrovare il benessere e l’equilibrio psicofisico. “Coccolarli” aiuta a distendersi, a ritrovare calma e serenità: basta provare per rendersene conto ma c’è anche una spiegazione fisiologica del perché questo accade.

Se ad ispirarvi è una disciplina naturale che “parte dal basso”, la riflessologia plantare fa per voi e alla scuola LAFONTE di Bergamo mercoledì 16 ottobre parte una nuova edizione del corso di formazione.

È un percorso professionalizzante che tuttavia, grazie all’organizzazione in moduli e livelli, è adatto anche a chi per interesse e crescita personale desidera appropriarsi di una tecnica efficace e studiare un campo affascinante e ricchissimo di contenuti e implicazioni. “Il presupposto sul quale si fonda la riflessologia – spiega la docente Elisabetta Fumagalli – è che sul piede, nella sua visione tridimensionale, vi siano riflessi i sistemi e gli apparati dell’intero corpo umano e che la stimolazione di questi punti e zone riflesse attraverso un’apposita manualità risulti utile per ottenere o mantenere una buona omeostasi dell’organismo, a restituire perciò equilibrio dove si incontra una disarmonia”. L’origine del riflesso risiede nella trasmissione nervosa delle informazioni a tutto il corpo: i messaggi viaggiano dai piedi al sistema nervoso centrale e da lì si genera una risposta che interessa tutti i sistemi corporei nelle loro peculiarità.

riflessologia plantare

Se è vero, però, che si tratta di una tecnica conosciuta e diffusa, non sempre è chiaro in cosa effettivamente consista il trattamento. “Fare riflessologia plantare non significa imparare una mappa e premerne i punti – precisa l’insegnante –. Apprendere la tecnica è fondamentale, ma non basta; appartenendo alla sfera delle discipline bionaturali, la riflessologia plantare considera la persona nella sua globalità, di conseguenza è necessario che l’operatore possa sviluppare capacità che vadano oltre il classico binomio causa-effetto. Parliamo di comprensione, accoglienza, ascolto, di sentire il ricevente nella sua totalità, anche energetica ed emozionale”.

Impostato su questa visione, il corso è ampio e articolato. Si sviluppa in tre anni per un totale di 500 ore tra lezioni frontali settimanali e tirocini. Un modulo propedeutico di quattro lezioni introduttive permette di conoscere i principi della disciplina e la base della tecnica. Dopodiché si studiano, nel primo anno, l’anatomia del piede, i punti riflessi e le mappe zonali, l’anatomia degli apparati e la correlazione con i punti riflessi, secondo un approccio di stampo “occidentale”, mentre l’anno successivo si approfondiscono gli aspetti energetici con maggiore riferimento all’impostazione orientale, fino al master che prevede anche lo studio di casi. “Si lavora sulla costruzione del valore dell’operatore, di una figura professionale  – continua la docente –, per questo è necessario fornire molte informazioni complementari e poi occorrono tempo e pratica per fare esperienza”.

Insomma, riflessologi non ci si improvvisa. Chi però intraprende questo cammino potrà far proprio uno strumento di benessere efficace oltre che versatile. Per ricevere un trattamento, infatti, non occorre troppo tempo e non ci si deve spogliare, può essere perciò facilmente inserito nella routine sempre più frenetica di oggi, soprattutto come pratica di prevenzione. “Solitamente non si ha difficoltà a mettere a disposizione i piedi – rileva Elisabetta Fumagalli –, anzi farseli toccare è quasi sempre considerato piacevole e rilassante. Il vantaggio di trattarli è duplice. Da un lato si lavora “lontano dalla testa” e quindi è più facile per chi riceve non pensare troppo a quanto sta succedendo, dall’altro, proprio attraverso la manipolazione, si ottiene l’effetto di reintegrare i piedi nel corpo, di ricordare il loro ruolo di sostegno, di contatto con la terra e di radicamento, funzioni legate alla consapevolezza corporea a cui spesso non attribuiamo il giusto valore”.

Elisabetta Fumagalli

La riflessologia plantare può anche rappresentare un utile complemento in tutte le discipline che lavorano sul corpo, dall’estetica alla massoterapia. Alla scuola LAFONTE, inoltre, il primo anno del corso rientra nel programma formativo per la figura dell’operatore in tecniche manuali olistiche secondo gli standard definiti dalla Regione Lombardia.

CORSO PER OPERATORE IN RIFLESSOLOGIA PLANTARE

dal 16 ottobre, il mercoledì dalle 20 alle 23

Scuola LAFONTE – Bergamo
>> IL PROGRAMMA

www.lafonteshiatsu.it

info@lafonteshiatsu.it

tel. 327 2374228

 

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