Bergamo: prima città a livello internazionale per l’implementazione del progetto pilota sul “fegato grasso”
Bergamo è la prima città a livello internazionale a mettere in pratica il progetto pilota sul “fegato grasso”
Bergamo. Il fegato è uno degli organi più instancabili del nostro corpo: è il “laboratorio chimico” e il “filtro” principale del corpo, essenziale per la vita.
La nostra città è stata la prima a livello internazionale a mettere in pratica il progetto di natura sperimentale sul “fegato grasso” del Centro Nazionale per la Salute globale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Approvato in Giunta l’accordo tra Comune di Bergamo e Asst Papa Giovanni XXIII per la sottoscrizione di “Mash Cities” ovvero un appello all’azione internazionale volto a porre fine alla minaccia per la salute pubblica rappresentata dalla Masld (Malattia Epatica Steatosica associata a Disfunzione Metabolica, precedentemente nota come “fegato grasso”) nelle città.
“Essere la prima città italiana ad aderire alla Dichiarazione Mash Cities e ad avviare questo percorso insieme all’Asst Papa Giovanni XXIII, è un risultato importante che rafforza il nostro impegno sulla prevenzione e sulla salute pubblica. Parliamo di una malattia molto diffusa ma ancora poco conosciuta, il cosiddetto “fegato grasso”, strettamente legata a sovrappeso, diabete e patologie cardiovascolari. Proprio perché spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali, è centrale investire in informazione, diagnosi precoce e promozione di stili di vita sani. Le città possono fare molto, agendo sugli stili di vita, sull’accesso a un’alimentazione equilibrata, sulle opportunità di movimento e sulla qualità degli spazi urbani. In questo quadro si inserisce anche il lavoro che Bergamo sta portando avanti sulle Food Policy, riconoscendo il cibo come leva strategica di salute pubblica e di equità. Con questa adesione rafforziamo la collaborazione con l’Asst, con i Medici di Medicina Generale, con le Case di Comunità e con la rete del Terzo Settore, per integrare la salute del fegato nell’agenda più ampia delle politiche di prevenzione e delle malattie croniche”. Dichiara la Sindaca Elena Carnevali
Le sue funzioni chiave includono la depurazione del sangue dalle tossine, la produzione di bile per digerire i grassi, lo stoccaggio di energia (glicogeno) e la sintesi di proteine importanti. Il progetto riguarda la malattia epatica più comune a livello globale, la Masld, malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, e della sua forma progressiva, la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (Mash), che sono in larga parte sconosciute, sotto-diagnosticate dai sistemi sanitari e non adeguatamente affrontate dalla maggior parte delle politiche di sanità pubblica.
“La scelta di Bergamo per l’implementazione di questo importante progetto rappresenta un riconoscimento che valorizza il lavoro svolto in questi anni nel porre al centro della nostra azione sia la salute delle persone, sia la città come laboratorio di buone pratiche replicabili a livello nazionale. Un impegno svolto sul fronte della prevenzione, dell’integrazione socio-sanitaria, della costruzione di reti territoriali solide e competenti. Mi piace citare, in questo senso, l’appartenenza di Bergamo nella Rete delle Città Sane, un progetto che si pone l’obiettivo di migliorare lo stato di salute della propria città, acquisendo e condividendo strumenti, idee e progetti che siano di stimolo in questo senso; e l’esperienza di Bergamo presente dal 2019 nella rete delle Fast Track Cities, l’iniziativa globale che si basa sulla libera scelta delle aree metropolitane di impegnarsi a combattere in modo più efficace e mirato l’infezione da HIV. Le città sono i luoghi in cui si strutturano le abitudini quotidiane, si costruiscono relazioni, si accede ai servizi, si formano le opportunità educative e lavorative. È a questo livello che possiamo agire in modo efficace coordinando interventi tra le diverse strutture cittadine e rafforzare le partnership territoriali – sanitarie, sociali, educative e sportive – per aumentare la consapevolezza sulla MASLD, promuovere corretti stili di vita,
sostenere la prevenzione precoce e integrare la salute del fegato nell’agenda più ampia della salute urbana.” Ribadisce l’Assessora alle politiche sociali, sport, salute e longevità Marcella Messina
La sottoscrizione dell’accordo tra Comune di Bergamo e Asst papa Giovanni XIII, che verrà formalizzato in questi giorni, rappresenta un impegno ad affrontare la sfida contro la Masld e la Mash, come previsto dall’iniziativa Mash Cities, attraverso le otto azioni:
1. Riconoscere Masld/Mash come minaccia per la salute pubblica nell’ambito dell’agenda cittadina relativa alle malattie non trasmissibili, all’equità in materia di salute e allo sviluppo urbano sostenibile.
2. Aumentare la consapevolezza e migliorare l’alfabetizzazione sanitaria promuovendo campagne informative locali per aumentare la consapevolezza, nella popolazione e tra i professionisti sulla Masld, sui suoi fattori di rischio e sui collegamenti con altre condizioni metaboliche.
3. Favorire l’identificazione tempestiva e l’accesso ai percorsi di cura collaborando con i servizi sanitari locali, i medici di famiglia e i centri di salute della comunità per supportare la valutazione opportunistica del rischio e aumentare la consapevolezza tra gli operatori sanitari, in particolare nell’assistenza primaria e negli ambulatori di diabetologia, di obesità e di cardiologia.
4. Creare ambienti che sostengano la salute del fegato utilizzando le politiche comunali e gli strumenti di pianificazione per creare ambienti che promuovano l’attività fisica, un’alimentazione sana e il benessere complessivo.
5. Rafforzare i dati locali e l’innovazione sostenendo la raccolta e la condivisione di dati relativi al rischio metabolico, all’obesità e alla salute del fegato, per orientare le politiche comunali.
6. Costruire partnership intersettoriali e di comunità promuovendo la collaborazione tra i diversi dipartimenti comunali e coinvolgendo associazioni di pazienti, organizzazioni di migranti e giovanili, e organizzazioni della società civile, per co-progettare soluzioni.
7. Garantire equità e inclusione dando priorità alle comunità che affrontano svantaggi sociali ed economici, assicurando che le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione raggiungano i gruppi a maggiore rischio.
8. Monitorare i progressi e mantenere la responsabilità definendo obiettivi misurabili per le azioni locali correlate alla Masld e valutare i progressi annualmente, nell’ambito della rendicontazione cittadina su salute e benessere.
“Nella Masld e nella Mash lo stile di vita non è solo prevenzione: è la prima terapia. Per questo le azioni urbane hanno un ruolo strategico nel rendere la scelta salutare più semplice e accessibile, attraverso informazioni corrette, ambienti favorevoli e interventi di comunità. Le città possono inoltre rafforzare la prevenzione secondaria, favorendo la diagnosi precoce, l’identificazione
dei soggetti a rischio e percorsi assistenziali dedicati, contribuendo concretamente a ridurre l’impatto futuro della malattia. È questo l’impegno che oggi il Comune di Bergamo ha scelto di assumere, e per il quale desidero esprimere un sincero apprezzamento: una sensibilità istituzionale che si traduce nella volontà di passare dalle dichiarazioni alle azioni, insieme all’Asst Papa Giovanni XXIII e all’Istituto Superiore di Sanità. La collaborazione, sviluppata nell’ambito del progetto nazionale Ita-Masld promosso dall’Iss e inserita nel network globale Mash Cities – iniziativa del Think-Tank on Steatotic Liver Disease guidata dal Prof. Jeffrey V. Lazarus (Barcelona Institute for Global Health), segna la prima sottoscrizione internazionale di questo percorso e un apripista per modelli urbani replicabili.” Afferma Loreta Kondili, Centro Nazionale per la Salute Globale Istituto Superiore di Sanità.
“La firma della Dichiarazione Mash Cities rappresenta un passaggio importante. Come Asst Papa Giovanni XXIII mettiamo a disposizione competenze cliniche, scientifiche e organizzative per rafforzare il collegamento tra ospedale e territorio, lavorando insieme al Comune di Bergamo, ai medici di medicina generale, agli infermieri di famiglia e alle realtà del territorio. Il nostro obiettivo è intercettare precocemente il rischio, promuovere educazione sanitaria e sostenere scelte di vita sane, a partire dall’alimentazione e dall’attività fisica. Questa alleanza tra istituzioni sanitarie e amministrazione locale è un modello concreto di sanità pubblica moderna: integra cura, prevenzione e informazione. Investire oggi nella consapevolezza significa ridurre le malattie di domani. La salute del fegato è parte integrante della salute metabolica e cardiovascolare: parlarne apertamente è un atto di responsabilità verso i cittadini.” Commenta Simonetta Cesa, Direttore sociosanitario Asst Papa Giovanni XXIII
“La steatosi epatica associata alla sindrome metabolica ha visto numerose modifiche tassonomiche nel corso degli anni. Attualmente riconosciamo la forma “iniziale” (Masld) e la forma progressiva (Mash), caratterizzata da infiammazione sistemica con un rischio importante di evoluzione a malattia epatica avanzata o epatocarcinoma. Epidemiologicamente, si tratta di un problema clinico sempre più rilevante, che nel mondo Occidentale può arrivare a coinvolgere fino al 10-20 % della popolazione. Mancano dati adeguati relativamente alla reale prevalenza delle due forme. Tale carenza ha delle ovvie implicazioni in termini di programmazione sanitaria, percorsi di case-finding e accesso alle cure. Oramai sono disponibili nuovi farmaci in grado di modificare la storia naturale della condizione, e molti altri sono in avanzata sperimentazione. Questo deve rappresentare uno stimolo all’implementazione di politiche di screening e successiva presa in carico di pazienti candidabili a gestione della malattia evolutiva. L’attività di informazione della popolazione generale, di pari passo con la formazione nel territorio promosse dalla attiva collaborazione tra Istituzioni (Comune di Bg, Iss, Strutture Sanitarie Ospedaliere e Territoriali) rappresentano le basi indispensabili per attuare politiche sanitarie adeguate e costo-efficaci in questo
contesto.” Spiega Stefano Fagiuoli, Direttore u.o.c . Gastroenterologia Epatologia e Trapiantologia Dipartimento di Area Medica Asst Papa Giovanni XXIII, Professore Ordinario di Gastroenterologia Dipartimento di Medicina e Chirurgia Università degli Studi Milano Bicocca.


