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Cinquecento persone sabato mattina alla protesta organizzata dai sindaci del territorio. Le richieste: la nomina di un commissario straordinario che segua l’iter dell’opera, il finanziamento dell’intervento e un tavolo permanente che ne verifichi lo stato di avanzamento

Villa d’Almè. “Quando mia figlia andava a scuola a Bergamo, per arrivare a lezione in tempo doveva partire alle 6,10 del mattino. Quasi due ore per fare poco più di trenta chilometri”. “Per la mia impresa non riesco a trovare personale. Nessuno vuole venire a lavorare qui a causa del tempo che perderebbe nel traffico”. “Tanti giovani vorrebbero continuare a vivere in valle ma devono spostarsi in città per non passare ore della propria giornata nel traffico”. “Il traffico è diventato insostenibile, si perde sempre almeno un’ora”.

Sono le parole di alcuni cittadini e imprenditori della Val Brembana e della Valle Imagna, scesi in strada sabato 3 ottobre in largo Risorgimento a Villa d’Almè. “Siamo stanchi”, “La pazienza è finita”, “Serve la strada del futuro”, si leggeva sugli striscioni. A quasi trent’anni dalla nascita del progetto della Tangenziale Sud, cittadini e istituzioni chiedono di sbloccare il finanziamento della variante Paladina-Sedrina, il lotto che completerebbe l’opera. “Un’opera da fare, non c’è più spazio per i rinvii”, sentenzia Gianfranco Gafforelli, presidente della Provincia di Bergamo.

Vittorio Milesi, vicesindaco di San Pellegrino Terme, riassume in cinque punti le richieste della manifestazione: “L’immediato completamento delle indagini sulla discarica di Sorisole; la nomina di un commissario straordinario che segua passo passo l’iter autorizzativo e realizzativo dell’opera; il finanziamento dell’intervento; un tavolo permanente con gli imprenditori che verifichi con continuità lo stato di avanzamento dei lavori e interventi immediati sulla viabilità esistente, perché mentre aspettiamo la nuova infrastruttura, le persone continuano a vivere in questi territori”.

Per Milesi è in gioco il futuro dei territori: “Dalla realizzazione di questo progetto dipende il futuro della Valle Brembana, della Valle Imagna e dei comuni del fondo valle, oggi soffocati da un traffico che condiziona in modo pesante la vita di cittadini e aziende. Senza questa strada la nostra valle rischia di spopolarsi. Una viabilità adeguata è la condizione fondamentale perché la gente continui a rimanere sul territorio”.

Sulla stessa linea Valeriano Bianchi, presidente della Comunità Montana e sindaco di Piazzatorre: “Questo progetto ci permetterebbe di vivere la valle, non di sopravvivere in valle. È inoltre un aiuto per i paesi di fondo valle, che non dovrebbero più subire l’inquinamento del traffico costante. Per noi, senza questa strada, diventerà sempre più difficile vivere la valle”.

“I nostri territori sono soffocati dal traffico e hanno infrastrutture viabilistiche non adeguate al 2026 – concorda Valentina Ceruti, sindaca di Villa d’Almè -. Il territorio chiede a gran voce una strada alternativa che risponda anche alle esigenze di viabilità. È un progetto pensato anni fa, ma che negli ultimi anni ha subito grosse modifiche a seguito delle richieste dei territori e di mitigazioni ambientali molto importanti, in linea con quello che i territori chiedono”.

Con il tempo sono cresciuti anche i costi. “Nel 2006 l’opera era stimata in 90 milioni di euro. Oggi parliamo di 527 milioni”, ricorda Milesi. A chi parla di spreco, il sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti replica che, visto che due lotti sono già stati realizzati, lo spreco vero sarebbe non completare l’opera. “L’aumento dei costi – chiarisce Gafforelli – è condizionato inevitabilmente sia dal passare degli anni sia dai tentativi di venire incontro alle esigenze manifestate dai comuni nella stesura del progetto”.

Tra queste esigenze ci sono le mitigazioni ambientali. “I costi sono aumentati anche in seguito alle mitigazioni ambientali e a uno studio di incidenza ambientale – spiega Ceruti -. Se un’opera viene fatta, deve essere fatta bene, con le mitigazioni necessarie per tutelare i territori”. Milesi aggiunge: “La tutela ambientale deve essere parte del progetto ed è stata parte del percorso progettuale, con discussioni, confronti, richieste di modifiche e interventi di mitigazione”. E rilancia: “Anche il traffico è un problema ambientale. Non c’è nulla di ecologico in migliaia di auto e camion fermi a motore acceso per ore sotto le finestre dei centri di Valbrembo, Paladina, Almè e Villa d’Almè. La vera sostenibilità è permettere a un territorio di respirare, di lavorare e di restare vivo”.

La manifestazione è arrivata dopo tre incontri informativi, a San Pellegrino Terme, Almè e in Provincia a Bergamo, dedicati rispettivamente agli aspetti economici, alla salute e qualità della vita dei cittadini e alle questioni ambientali.

Sui tempi di realizzazione le posizioni divergono. Bianchi non si dice pessimista e ipotizza “7-8 anni”. Per Veniero Arrigoni, sindaco di Valbrembo, i 15 anni previsti sono invece “una follia dal punto di vista economico e ambientale”, ma precisa: “I tempi vanno ridotti, ma il progetto è da fare”.

Costi, impatto ambientale e durata dei lavori non convincono soprattutto il Comitato Salviamo il Parco dei Colli, che propone come alternativa l’allargamento a quattro corsie della Strada Statale 470 e il prolungamento della T2 fino a Zogno. “Credo non si sia lasciato nulla di intentato – commenta Gafforelli -. Chiedere alternative dopo trent’anni è impensabile: se non siamo riusciti in trent’anni a trovarne una, non so cosa possiamo inventare di nuovo”.

L’ipotesi delle quattro corsie ha raccolto poco sostegno tra le istituzioni presenti. “La Paladina-Sedrina è il terzo lotto, dopo i due già realizzati. Nasce come completamento: è l’unica alternativa possibile – dichiara Ceruti -. L’allargamento della statale non è possibile per questioni di spazio: dopo la rotonda dell’Arlecchino ci sono le abitazioni, quindi si potrebbe allargare solo fino a un certo punto. Non risolverebbe il problema”. Anche tra i cittadini c’è chi non la condivide e insiste sulla necessità di una seconda strada: “Se c’è un incidente è tutto bloccato”.

Più favore ha incontrato la mobilità dolce, vista però come progetto parallelo e non alternativo alla tangenziale. “Siamo assolutamente favorevoli alla tranvia – chiarisce Milesi -, ma non risponde completamente alle esigenze delle persone e delle aziende. Sono due strade parallele”. E conclude: “La Paladina-Sedrina è l’ultimo lotto della Tangenziale Sud, gli altri due sono già stati realizzati. Abbiamo aspettato con pazienza, ora è arrivato il nostro turno e questo progetto ha la priorità”.