La manifestazione
|Paladina-Sedrina, la mobilitazione di un’intera Valle per risolvere i problemi della viabilità
Appuntamento alle 10 di sabato 3 ottobre a Villa d’Almè, in Largo Risorgimento, vicino alla rotatoria di Arlecchino per chiedere una soluzione ai problemi della viabilità
Bergamo. L’appuntamento è per sabato 3 ottobre alle 10 a Villa d’Almè, in Largo Risorgimento, vicino alla rotatoria di Arlecchino. Una mobilitazione pubblica di un territorio che da anni chiede una soluzione ai problemi della viabilità, in particolare sulla variante Paladina-Sedrina. Dopo gli incontri sul territorio si scende in piazza.
L’ultimo scontro tra Vivi e Milesi sulla Paladina-Sedrina
Sabato 26 settembre in Sala Viterbi della Provincia di Bergamo c’è stato un vivace dibattito sul progetto della Paladina-Sedrina, illustrato dai tecnici, soprattutto nella parte relativa agli interventi previsti per ridurre al minimo l’impatto ambientale: 4.500 arbusti, 300 alberi, viadotti che si mimetizzeranno con il paesaggio e un ecodotto, ovvero un sovrappasso erboso, per il passaggio della fauna nella piana di Petosino. Interventi che, però, non hanno convinto il sindaco di Sorisole, presente con un’ampia rappresentanza del fronte del no.
Il primo cittadino di Sorisole, Stefano Vivi, ancora una volta ha voluto rimarcare il suo no alla Paladina-Sedrina come disegnata dalla Provincia: “Sposterà semplicemente l’inquinamento da Villa d’Almè alla piana di Petosino, in casa nostra. Uno scempio per il Parco dei Colli”.
Dall’altra il vicesindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi, ha ribadito la necessità dell’opera come ora prevista. In un lungo intervento scritto spiega: “Chi non si siede ai tavoli non può fermare un’opera attesa da trent’anni”. E passa all’analisi dell’intervento di Vivi: “Se eravamo preoccupati prima, adesso dopo l’illustrazione lo siamo molto di più”.
Con queste parole il Sindaco di Sorisole Stefano Vivi ha aperto sabato 26 settembre il suo intervento all’incontro in Provincia. Mi soffermo su tre parole: “dopo l’illustrazione”. Significano che i contenuti di quel progetto sono stati conosciuti in quella sede. E questo, da parte del Sindaco di un Comune territorialmente interessato dall’opera, è inaccettabile. Non è un’impressione. Una settimana fa, nell’incontro ad Almè, lo stesso Sindaco contestava tra le altre cose la presenza dei camini di sfiato delle gallerie. Quei camini nel progetto approvato non ci sono più. Sono stati eliminati. E sono stati eliminati oltre che in osservanza a nuove norme di legge proprio grazie al lavoro fatto in quegli anni, ai tavoli, dai Comuni che hanno partecipato. Perché la variante Paladina-Sedrina è stata elaborata in anni di lavoro, e in quegli anni i Comuni interessati sono stati chiamati al confronto. Molti hanno risposto: Valbrembo, Paladina, Almè, Villa d’Almè, Sedrina e il Parco dei Colli hanno partecipato ai tavoli, presentato osservazioni, chiesto modifiche. Hanno fatto il loro mestiere: si sono seduti dove si decide, hanno letto le carte e hanno difeso il loro territorio nel merito.
Sorisole aveva lo stesso diritto e lo stesso dovere. Gli elaborati erano disponibili, i tavoli erano convocati, il percorso era pubblico.
E la contrarietà di Sorisole all’opera non è una novità: è una posizione dichiarata da anni. Proprio per questo ci si sarebbe aspettati che fosse il Comune più presente a quei tavoli, con le osservazioni più puntuali e le richieste più documentate. Invece dagli atti quel contributo non risulta. Una contrarietà portata avanti per anni senza mai entrare nel merito, fino al punto di contestare oggi soluzioni progettuali che sono già state superate”.
Milesi puntualizza: “Questa è la differenza tra fare opposizione a un’opera e limitarsi a dirsi contrari. L’opposizione è legittima e si esercita nel merito: osservazioni, prescrizioni, mitigazioni, compensazioni. È così che gli altri Comuni hanno ottenuto modifiche al progetto — compresa quella che il Sindaco di Sorisole, una settimana fa, chiedeva ancora. Il no di principio, invece, non protegge nessuno: lascia il proprio territorio senza voce nel momento in cui si scrivono le prescrizioni. I cittadini di Sorisole non hanno avuto meno bisogno di garanzie degli altri. Hanno avuto chi non è andato a chiederle. Noi aspettiamo da trent’anni. Trent’anni di studi, tavoli, annunci e rinvii, mentre i nostri pendolari restano in coda, le nostre aziende pagano ogni giorno il costo di una viabilità inadeguata e chi ha bisogno di cure fa i conti con tempi di percorrenza che nessun’altra area della provincia accetterebbe. Una contrarietà mai tradotta in proposte, e che arriva a discutere di un progetto diverso da quello realmente approvato, non può diventare oggi la ragione per rallentare o per fermare un’opera costruita nel confronto di anni e attesa da una generazione.
Un ringraziamento sentito al Presidente della Provincia Gafforelli e all’intero Consiglio Provinciale, che con l’approvazione unanime dell’ordine del giorno hanno riconosciuto la priorità di quest’opera. Il valore di quel voto sta proprio nell’unanimità: dice che la variante Paladina-Sedrina non è la rivendicazione di un territorio contro un altro, ma un’infrastruttura di interesse provinciale, riconosciuta tale da forze politiche diverse e da amministratori di tutta la Bergamasca. La Valle Brembana non chiede favori: chiede che un’opera approvata e riconosciuta prioritaria venga finalmente finanziata e realizzata. E lo chiede a voce alta, tutti insieme”.



