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Medico per un giorno con l’AI: a BergamoScienza la medicina diventa un’esperienza immersiva

Dall’analisi delle immagini diagnostiche alla valutazione del rischio cardiovascolare: allo Spazio Viterbi l’Università Vita-Salute San Raffaele mostra come l’intelligenza artificiale può affiancare il lavoro del medico

Bergamo. E se per un giorno fosse possibile vestire i panni di un medico e utilizzare l’intelligenza artificiale per aiutare a valutare un paziente? È l’esperienza proposta da HumAIn Medicine, il progetto interattivo con cui l’Università Vita-Salute San Raffaele porta a BergamoScienza una ricerca clinica sviluppata nei propri laboratori, trasformandola in un’esperienza aperta al pubblico.

Fino all’11 ottobre, nello spazio allestito allo Spazio Viterbi di Bergamo, i visitatori possono mettersi alla prova con alcuni casi clinici, analizzare dati e immagini diagnostiche e confrontarsi con strumenti di intelligenza artificiale, arrivando a formulare una valutazione del paziente e a individuare il possibile percorso di cura. L’obiettivo è mostrare concretamente come l’intelligenza artificiale possa affiancare il medico senza sostituirne il giudizio e la responsabilità. La tecnologia, in questo caso, diventa uno strumento per raccogliere ed elaborare nuove informazioni che il professionista può utilizzare nel processo decisionale.

Alla base dell’esperienza c’è Coro-Ctaiomics, progetto sviluppato dall’Università Vita-Salute San Raffaele e dall’Ircss Ospedale San Raffaele e finanziato nell’ambito del Pnrr. La ricerca utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare le immagini della coronaro-TC, l’esame che permette di studiare le arterie coronarie, ed estrarre informazioni quantitative sulle caratteristiche delle arterie, delle placche aterosclerotiche e del tessuto adiposo che le circonda.

Questi dati possono contribuire a una valutazione personalizzata del rischio cardiovascolare e della probabilità che il paziente possa andare incontro a eventi cardiovascolari nei quattro anni successivi. È proprio questo passaggio dalla ricerca al pubblico a caratterizzare HumAIn Medicine: non una semplice presentazione delle potenzialità dell’intelligenza artificiale in medicina, ma un’esperienza nella quale i visitatori possono sperimentare direttamente il rapporto tra tecnologia e competenza clinica.

Il laboratorio è sviluppato in collaborazione con il professor Antonio Esposito, presidente del corso di laurea magistrale in Health Informatics dell’Università Vita-Salute San Raffaele e ordinario di Radiologia nello stesso ateneo, e con l’Unità Advanced Imaging for Personalized Medicine. A coinvolgere i visitatori ci sono anche le studentesse di Musa, il gruppo studentesco dell’università dedicato alla divulgazione scientifica.