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La parabola dell’eco-anarchico: dalle inchieste per terrorismo alla multa da 100 euro per il blitz no-vax

Condanna ‘simbolica’ per le scritte al Matteo Rota di Bergamo, assolto per quelle all’hub vaccinale di Zogno: la storia di Costantino Ragusa, dagli ordigni contro le multinazionali alle bombolette durante la pandemia, fino alla svolta saggistica contro la rete 5G

Una semplice multa da 100 euro per le scritte no-vax negli spazi del presidio sanitario Matteo Rota di Bergamo e un’assoluzione con formula piena per gli imbrattamenti all’hub vaccinale di Zogno. Costantino Ragusa, cinquant’anni, si è visto attribuire dal giudice Elisabetta Piccinelli una responsabilità minima per le scritte comparse nel settembre del 2021, in pieno periodo pandemico, a fronte di una richiesta di condanna a due mesi avanzata dalla pubblica accusa.

Negli anni Duemila, Ragusa si trovò al centro di inchieste per reati ben più gravi. Legato con la moglie Silvia Guerini – in aula al suo fianco – all’area dell’anarchismo ecologista, il suo nome era finito nelle cronache nazionali ed europee per fatti legati all’uso di esplosivi e all’attivismo radicale. Già nel 2005, la coppia fu coinvolta in un’importante operazione a Pisa a seguito degli attentati a un traliccio Enel e a un’agenzia interinale. Le accuse erano pesantissime: associazione con finalità terroristiche e detenzione di materiale esplosivo. Ragusa trascorse quasi due anni in carcere prima che il processo si concludesse con il proscioglimento e l’assoluzione con formula piena per non aver commesso il fatto. Pochi anni più tardi, nel 2010, i due vennero nuovamente arrestati in Svizzera con dell’esplosivo a bordo dell’auto e volantini dell’Earth Liberation Front volti a rivendicare un attentato contro la sede della multinazionale Ibm, episodio per il quale seguì una condanna definitiva a 3 anni e 8 mesi per Ragusa e a 3 anni e 4 mesi per la moglie.

Anche il capitolo del risarcimento per i fatti di Pisa si è chiuso in modo amaro. La Corte di Cassazione ha respinto in via definitiva la richiesta di indennizzo per ingiusta detenzione avanzata dalla coppia. I giudici supremi hanno chiarito che, pur essendo stati assolti nel merito, la custodia cautelare dell’epoca fu giustificata da una loro “colpa grave”, individuata nel possesso in casa di materiale compromettente — tra cui un dvd con le istruzioni per confezionare inneschi incendiari identici a quelli usati negli attentati — e nella frequentazione di ambienti contigui a quelle dinamiche.

Mettendo a confronto le due stagioni giudiziarie, la recente condanna da 100 euro appare come l’epilogo di una parabola ormai ridimensionata: dalle inchieste internazionali per terrorismo ed esplosivi della metà degli anni Duemila si è arrivati a un dibattimento su poche scritte tracciate a bomboletta durante le proteste del periodo pandemico. Ragusa e la moglie, oggi, tra le altre cose, scrivono libri. L’ultimo è stato pubblicato nel 2024 e si intitola ‘L’ideologia del tecno-mondo. Resistere alla megamacchina’. “La rete 5G – si legge nella presentazione del testo – è il nodo fondamentale per l’implementazione del tecno-mondo a guida algoritmica che prepara alla rete 6G, a quel passaggio in cui sfumerà totalmente il confine tra il mondo esterno, i dispositivi digitali e i corpi che diventeranno dei nodi di un’immensa rete informatica”.