Camera di commercio
Energia e nuove rotte, Mussetti (Limes): “L’Italia guardi all’Africa, è il continente del futuro”
Dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente alla dipendenza energetica europea: l’analista di Limes indica le vulnerabilità che pesano anche sulle imprese bergamasche. Zambonelli: “Conoscere gli scenari internazionali aiuta le aziende a decidere”
Bergamo. Guardare all’Africa, diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e mantenere aperto il dialogo con i Paesi che controllano le rotte strategiche del commercio internazionale. Per l’Italia, stretta tra la dipendenza energetica dall’estero e un quadro geopolitico sempre più instabile, la risposta passa anche dalla capacità di costruire nuove relazioni e guardare oltre i fornitori
tradizionali. È una delle indicazioni emerse dall’intervento di Mirko Mussetti, analista di geopolitica e strategia di Limes, ospite dell’incontro promosso dalla Camera di Commercio di Bergamo –
tenutosi venerdì 25 settembre in sala Sestini –, per offrire alle imprese strumenti con cui leggere le conseguenze economiche delle crisi internazionali.
“L’Italia può guardare con fiducia all’Africa – sottolinea Mussetti –. Spesso è un continente sottostimato, a volte persino disprezzato, ma in realtà potrebbe essere il continente del futuro”.
Un continente giovane, aggiunge, con un potenziale che può tradursi anche in nuove forme di collaborazione economica e produttiva con l’Europa e con l’Italia. Il punto di partenza dell’analisi è la crescente vulnerabilità europea. Da un lato la guerra tra Russia e Ucraina, dall’altro le crisi mediorientali, che per l’Italia hanno un peso particolare. Il Paese si trova infatti al centro del Mediterraneo e buona parte dei suoi scambi passa attraverso alcuni dei principali snodi del commercio mondiale, da Gibilterra a Suez fino a Bab el-Mandeb. A questo si aggiunge la dipendenza dall’importazione di idrocarburi.
“Senza energia non può esserci industria – osserva Mussetti – e l’Europa non è autosufficiente energeticamente”. Una condizione che, a differenza di quanto accade per grandi attori come Stati
Uniti e Russia, rende il Vecchio Continente – e l’Italia – strutturalmente dipendente dalle forniture provenienti da altre aree del mondo. Da qui la necessità, secondo l’analista di Limes, di diversificare il più possibile gli approvvigionamenti, senza legarsi a un unico interlocutore e guardando anche alle opportunità offerte dal Nord Africa per lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Ma la questione non riguarda soltanto l’energia. Per un’economia esportatrice come quella italiana, la sicurezza delle rotte commerciali diventa altrettanto strategica.
“È fondamentale dialogare con i Paesi che controllano gli stretti o che si affacciano su di essi – spiega Mussetti – perché da lì devono passare le nostre navi mercantili”, sia per importare materie prime e idrocarburi sia per esportare i prodotti italiani.Uno scenario che ha ricadute concrete anche su un territorio manifatturiero ed esportatore come quello bergamasco. Sono soprattutto tre i fattori che Mussetti invita le imprese a tenere sotto stretta osservazione nei prossimi mesi: energia, alimenti e assicurazioni.
“Sicuramente i costi dell’energia: senza energia non c’è industria”, ribadisce. Ma l’attenzione, secondo l’analista, dovrà spostarsi anche sulle derrate alimentari e in particolare sui cereali. Mussetti prevede infatti per il 2027 il rischio di una crisi alimentare globale, legata anche alle difficoltà nelle forniture di fertilizzanti provenienti dal Medio Oriente e dal Golfo Persico, aree dalle quali, sottolinea, arriva circa un terzo dei fertilizzanti. Il terzo elemento riguarda invece il commercio internazionale: il costo delle polizze assicurative. L’insicurezza delle rotte marittime e il moltiplicarsi delle aree di tensione possono infatti rendere più complesso e costoso assicurare le merci trasportate via mare.
Le variabili geopolitiche incidono così direttamente sulle scelte di investimento delle aziende. Ed è proprio per questa ragione che la Camera di Commercio di Bergamo ha scelto di portare la geopolitica dentro un appuntamento rivolto al sistema produttivo.
“È nel ruolo della Camera di Commercio dare al mondo economico tutte le informazioni che possono supportare le decisioni – spiega il presidente Giovanni Zambonelli –. Le scelte di un’impresa devono essere prese conoscendo il quadro economico e geopolitico e tutto ciò che può condizionarne lo sviluppo”.
La geopolitica non è più materia lontana dalla vita quotidiana delle aziende. E proprio per questo, accanto alla necessità di comprendere le crisi in corso, la sfida è capire dove guardare per costruire nuove opportunità. Per Mussetti, una di queste direzioni porta verso sud: all’altra sponda del Mediterraneo e, più in generale, all’Africa.

