il progetto
A Bergamo il progetto R.I.S.E. mette in rete i servizi per i minori stranieri non accompagnati
Nel primo episodio del progetto video e podcast “Oltre l’arrivo” la voce di Martina Pinetti, project manager di CESVI
Per i minori stranieri non accompagnati (MSNA) l’arrivo in Italia è l’inizio di una nuova vita, e i primi passi vanno quasi sempre nella direzione del lavoro. Sono ragazzi e ragazze che si trovano nel nostro Paese senza genitori né altri adulti legalmente responsabili di loro: a 15, 16 o 17 anni, senza punti di riferimento in un mondo di cui non conoscono lingua e cultura, molti pensano soprattutto a cambiare la propria vita e quella di chi hanno lasciato indietro. A raccontarlo è Martina Pinetti, project manager di CESVI.
“Ancora prima di manifestare il bisogno di imparare l’italiano, la prima cosa che i ragazzi chiedono è di trovare un lavoro, perché hanno bisogno di costruirsi una vita qui ma anche e soprattutto aiutare la famiglia a casa”.
Il quadro normativo, come ricostruisce il costituzionalista Alessio Rauti (Università Mediterranea di Reggio Calabria) in uno studio del 2024 pubblicato su Gruppo di Pisa, è stato a lungo frammentario e dominato da una logica emergenziale. Solo con la legge 7 aprile 2017, n. 47 (la cosiddetta legge Zampa) la materia è stata riordinata in modo organico: il minore non accompagnato non è più visto come uno straniero da rimpatriare, ma come una persona in stato di vulnerabilità da accompagnare verso la maggiore età. Parte di quell’organicità si è persa con il decreto Cutro (d.l. 20/2023) e con il successivo d.l. 133/2023, che hanno rimesso mano ad accoglienza, procedure accelerate per l’accertamento dell’età, permessi di soggiorno e protezione speciale, rendendo in parte più precaria la condizione dei MSNA. Uno dei fronti più delicati, secondo lo studio, è il passaggio ai 18 anni, quando i ragazzi rischiano di perdere la regolarità del soggiorno.
È qui che il lavoro diventa decisivo, e non solo per prendersi cura dei propri sogni e di chi è rimasto indietro, anche attraverso le rimesse. Al compimento dei 18 anni, per restare in Italia, le strade principali sono lo studio e il lavoro: i ragazzi possono ottenere il prosieguo amministrativo che permette di prolungare gli interventi educativi e di accoglienza fino ai 21 anni d’età oppure, in caso di diniego del prosieguo, il loro permesso da minorenne può essere convertito in un permesso della durata massima di un anno. È una fase che diventa uno spartiacque per il loro futuro.
Proprio per accompagnare i ragazzi in questo passaggio è nato, sul territorio bergamasco, il progetto R.I.S.E. (Rete Integrata di Servizi per l’Empowerment dei MSNA). Mette in rete i servizi per i minori stranieri non accompagnati e per i neomaggiorenni in prosieguo amministrativo dell’Ambito di Bergamo, cioè i giovani che, dopo i 18 anni, restano seguiti dai servizi fino ai 21 su decisione del Tribunale per i minorenni.
Il progetto nasce con il sostegno di Fondazione Cariplo che ha dato mandato alla Fondazione della Comunità Bergamasca di riunire gli enti del territorio che lavorano a vario titolo con i ragazzi, per co-progettare azioni capaci di migliorare la vita dei giovani e il sistema di accoglienza già esistente a Bergamo. CESVI, ONG bergamasca attiva da oltre quarant’anni su scala globale, guida il progetto insieme ad altri sei partner (ASST Papa Giovanni XXIII, Comune di Bergamo, Consorzio Solco Città Aperta, Fondazione Don Resmini, Il Piccolo Principe Società Cooperativa Sociale e Mestieri Lombardia, sezione di Bergamo), che fanno rete su accoglienza, formazione e lavoro, salute e comunità. L’intento è fare da ponte tra i ragazzi e il territorio, creando uno spazio sicuro in cui amministrazioni locali e minori possano crescere insieme e dare vita a una vera accoglienza e a una reale integrazione.
A spiegare obiettivi e strumenti è ancora Pinetti, nella prima puntata di Oltre l’arrivo, il podcast ideato da BergamoNews e CESVI. L’obiettivo, dice, è duplice: da un lato continuare a sostenere i ragazzi nei percorsi di accoglienza, inserimento lavorativo e accompagnamento all’autonomia abitativa; dall’altro “rafforzare la rete di quegli enti” che, a vario titolo, lavorano per e con i MSNA a Bergamo. Perché “un ente da solo non ha l’opportunità di offrire al ragazzo tutte queste diverse attività”, dallo sport alla formazione, dal lavoro all’autonomia abitativa. Serve “una visione comune e coesa“, in modo che il percorso di ogni ragazzo non venga “spezzettato” tra realtà diverse.
Sul fronte dell’autonomia, l’obiettivo è inserire i ragazzi in percorsi e laboratori di orientamento al lavoro e in academy aziendali, per fare “esperienze lavorative vere e proprie” e capire quali sono le loro competenze e i loro desideri. Dopo i 18 anni possono essere accompagnati in un percorso progressivo di autonomia abitativa tramite l’inserimento in appartamenti per la semiautonomia, all’interno dei quali i ragazzi gestiscono autonomamente la quotidianità, ma beneficiano della supervisione e del supporto di un’équipe di educatori ed operatori sociali con presenze temporanee e mirate.
C’è poi il community matching, che abbina un minore straniero non accompagnato a un giovane che vive già in Italia o vi è nato e cresciuto, per costruire “una vera e propria relazione di scambio reciproco“: un’amicizia in cui ciascuno può mettere a frutto competenze, interessi e passioni. Nasce da un bisogno cresciuto negli ultimi anni, racconta Pinetti: quello di sostegno psicologico e relazionale, che emerge quando i ragazzi arrivano in un contesto più tranquillo e “tutta la fatica e difficoltà del viaggio che hanno vissuto chiaramente arrivano e si manifestano”. Arrivano soli, senza amici né parenti di riferimento, e serve quindi una rete che non sia solo quella con l’operatore ma anche quella con i pari, perché possano vivere il territorio “in maniera reale” e non solo come un luogo in cui vengono accolti per un periodo.
Ciò che l’ha sempre colpita, dice, è la loro voglia di farcela.
Di questo progetto, delle persone coinvolte e delle loro storie parliamo in Oltre l’arrivo. Racconti di accoglienza, crescita e futuro a Bergamo, il progetto video e podcast ideato da BergamoNews e CESVI nell’ambito di R.I.S.E.
È possibile ascoltare il podcast Oltre l’arrivo. Racconti di accoglienza, crescita e futuro a Bergamo su Spotify
