la serata conclusiva
Terre del Vescovado Teatro Festival, il gran finale del Festival con Davide Iodice: un manifesto poetico e politico sulla diversità
L’opera, prodotta dalla Compagnia Scuola Elementare del Teatro APS, nasce dall’esperienza di un laboratorio permanente che unisce ragazzi con disabilità cognitive a giovani in uscita dal circuito carcerario
La VII edizione del festival curato da Albanoarte Teatro giunge alla sua serata conclusiva, suggellando un percorso dedicato all’indagine del contemporaneo attraverso i linguaggi più intensi della scena nazionale. Sabato 19 settembre 2026 alle ore 21.15, il Cineteatro “G. Gavazzeni” di Seriate ospiterà un appuntamento di straordinario spessore artistico e civile: “Pinocchio / che cos’è una persona?”, spettacolo con ideazione, drammaturgia, regia, scene e luci firmate da Davide Iodice. Regista e drammaturgo tra i più autorevoli del panorama contemporaneo, figura chiave del teatro sociale italiano, Iodice è stato celebrato dai massimi riconoscimenti del settore, tra cui spiccano due Premi Ubu e due Premi della Critica, tra cui uno proprio per Pinocchio. La sua presenza è stata di recente assoluta protagonista alla Biennale Teatro diretta da Willem Dafoe. Proprio il celebre attore e direttore artistico americano è rimasto letteralmente incantato ed emozionato dalla visione di questo progetto inclusivo, lodandone pubblicamente la straordinaria purezza, la totale semplicità e l’unicità della sua forza poetica.
L’opera, prodotta dalla Compagnia Scuola Elementare del Teatro APS, si configura come un potente rito collettivo corale. Il lavoro nasce dall’esperienza di un laboratorio permanente in cui ragazzi con disabilità cognitive si uniscono a giovani in uscita dal circuito carcerario, adulti, genitori e amici, condividendo un cammino umano in grado di tramutare la fragilità in espressione viva, creativa e dirompente. In questa riscrittura scenica, il burattino collodiano diventa il fratello simbolico di tutti i “diversi”, di coloro che abitano la complessità della crescita al di fuori dai canoni normalizzanti. Attraverso improvvisazioni, testimonianze e folgoranti invenzioni visive, la scena rifiuta ogni forma di pietismo o retorica consolatoria. Al contrario, rivendica con orgoglio il diritto alla gioia, alla bellezza e alla totale condivisione.
A guidare la genesi dello spettacolo è una profonda urgenza etica, come spiega lo stesso Davide Iodice nelle sue note di regia: “Pinocchio incarna un’adolescenza incomprensibile, nel cui tormento si specchia una società di adulti in rovina. È tutti i diversi con la loro carica anarchica, ma è pure il legno ‘stuprato’ dalla perversione dell’immagine e somiglianza di una società normalizzante. Nella pancia della balena, Pinocchio chiede a Geppetto: “E dopo?”. Questo “dopo” è la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo ‘straordinario’, fuori dall’ordinario. La risposta spetta alla comunità intera. Sento l’esigenza di fare un vero manifesto sulla disabilità. Ai ragazzi spiego che la normalità è il diritto ad avere momenti di felicità, di espressione, di condivisione”.
L’evento è in collaborazione con BGY Milan Bergamo Airport “per il territorio e la cultura” e Cineteatro Gavazzeni. Il Festival è realizzato con il contributo di Regione Lombardia, della Provincia di Bergamo e dei Comuni ospitanti.
Biglietto unico € 10 +1,5 prevendita Acquisto: www.gavazzeni.it

