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Normativa sul “greenwashing”: il commento di Confai
L. Szmigiel (Unsplash)

Cattaneo (presidente): “Le nuove regole europee invitano le imprese a rendere più concreti i propri impegni ambientali”

“Le nuove disposizioni sul cosiddetto greenwashing rappresentano un passaggio importante per rendere più trasparente la comunicazione ambientale delle imprese, comprese quelle agricole e agroalimentari”: con queste parole il presidente di Confai Bergamo, Pietro Cattaneo, commenta l’entrata a regime, dal prossimo 27 settembre, delle nuove disposizioni introdotte dal decreto legislativo n. 30/2026 in attuazione della normativa europea.
La nuova disciplina impone maggiore attenzione nell’utilizzo di espressioni generiche riferite alla sostenibilità ambientale, richiedendo che le dichiarazioni rivolte ai consumatori siano adeguatamente circoscritte e supportate da elementi verificabili. Le nuove regole riguardano non soltanto le etichette, ma anche siti internet, pubblicità, materiale promozionale e altri strumenti di comunicazione commerciale.
“Si tratta di un’evoluzione normativa comprensibile – osserva Pietro Cattaneo -. Quando un’impresa comunica un determinato risultato ambientale, è giusto che questo possa essere documentato e ricondotto a caratteristiche o comportamenti effettivamente riscontrabili. In questo modo si valorizzano le aziende che investono concretamente nella sostenibilità, evitando che messaggi generici possano creare confusione tra i consumatori intermedi o finali”
Secondo Confai Bergamo, la nuova disciplina può inoltre favorire una maggiore consapevolezza all’interno delle imprese agricole rispetto alla necessità di misurare e documentare i risultati ottenuti in materia ambientale.
“Per le aziende del settore primario si apre anche una prospettiva di maggiore attenzione alla qualità delle informazioni – aggiunge il segretario provinciale di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo -. Innovazione tecnologica, razionalizzazione dei consumi e pratiche produttive sostenibili acquistano maggiore valore quando possono essere accompagnate da dati e informazioni affidabili.”
Confai Bergamo invita pertanto le imprese interessate a verificare, in vista del 27 settembre, le principali dichiarazioni su temi ambientali utilizzate nelle proprie attività commerciali. “La sostenibilità – conclude Pietro Cattaneo – non dovrebbe essere soltanto un elemento della comunicazione, ma innanzitutto una caratteristica concreta dei processi produttivi. Le nuove regole possono contribuire a rafforzare questa impostazione, a difesa dell’autentico Made in Italy e nell’interesse delle imprese e dei consumatori.”