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Caro carburante senza freni: per un pieno servono tra i 20 e i 28 euro in più rispetto a dicembre

La benzina arrivata in media a 2,10 euro al litro, il gasolio a 2,21. I consigli di Adiconsum per combattere i rincari: “Rifornitevi ai distributori più onesti e utilizzate uno stile di guida più fluido e conservativo”

Benzina a 2,10 euro al litro, gasolio a 2,21, cifre che sulla rete autostradale subiscono un ulteriore balzello di circa 9 centesimi: continua a correre il tassametro dei prezzi dei carburanti che, secondo l’ultima rilevazione dell’apposito osservatorio del Mimit, ha registrato nuovi aumenti, portando ormai il costo alla pompa a livelli mai visti. Un trend che prosegue imperterrito da mesi, dall’impennata subita a fine febbraio dopo l’avvio dell’operazione congiunta tra Usa e Israele contro l’Iran, mitigata solo a sprazzi dagli interventi del governo sulle accise.

Una misura “spot” che l’esecutivo ha scelto di prorogare per la quindicesima volta sul diesel, ma con un termine più stretto fissato al 17 settembre: al consumatore finale vale uno sconto al litro pari a 17 centesimi su gasolio, biodiesel e Hvo, mentre è esclusa la benzina. Un provvedimento per il quale sono stati stanziati 102 milioni di euro, portando a oltre due miliardi la somma totale messa a disposizione per i tagli, iniziati a marzo 2026: un nodo, quello delle coperture, che sta creando frizioni interne alla maggioranza, dove convivono visioni differenti sul reperimento di tali risorse.

Ma mentre a Palazzo Chigi si ragiona su interventi immediati e strategie a lungo termine per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia, gli utenti finali continuano a veder crescere la spesa alla voce “carburante”. Oggi un automobilista spende in media 20,50 euro in più rispetto al dicembre 2025 per garantirsi il pieno di un serbatoio da 50 litri di benzina, oltre 28 euro per il diesel. Nove mesi fa, infatti, il costo della verde si attestava attorno all’1,69 euro, mentre il gasolio si fermava a 1,65, rispettivamente 41 centesimi e 56 centesimi in meno.

“Per la categoria dei gestori la situazione è arrivata a un punto di insostenibilità – spiega Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e consigliere nazionale della Figisc Confcommercio, Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti – E il problema maggiore è che non si vedono degli spiragli all’orizzonte. Con la scadenza dell’ultimo taglio alle accise, nel fine settimana il costo del gasolio tornerà a crescere dei 17 centesimi che oggi vengono ‘scontati’: significa che, senza repentine inversioni di tendenza, il prezzo medio al self raggiungerà i 2,40 euro sulla rete ordinaria. Sono prezzi mai visti, uno scenario inedito al quale non siamo preparati nemmeno noi come categoria”.

Il calcolo, illustra Mora, è presto fatto: “Fino a 8-9 mesi fa l’impegno economico per la gestione dell’impianto era del 40% in meno: rispetto alla fine del 2025 stiamo acquistando carburante a prezzi altissimi e, oltretutto, i nostri già erosi guadagni li possiamo riscuotere solo a giorni di distanza. Oggi la capacità finanziaria è nettamente insufficiente ed è un campanello d’allarme serissimo: ne va della distribuzione del carburante sulla rete, potrebbe diventare presto molto difficoltoso mantenerla in maniera efficiente. Impensabile che un gestore debba cercare finanziamenti per far funzionare la propria attività, ma ad oggi abbiamo un margine fisso che rischia di non coprire nemmeno le spese di gestione”.

Non così remota nemmeno la possibilità che qualcuno scelga di non proseguire più nell’attività, per non incorrere in una crisi definitiva, almeno fino a un auspicato (ma al momento alquanto improbabile) rientro del prezzo al litro.

“Succede già oggi che il cliente finale rinuncia a fare rifornimento – conclude Mora – Chi ha due macchine in famiglia, con alimentazioni differenti, oggi sceglie di non utilizzare quella a diesel. Forse questa situazione spingerà a utilizzare di più il trasporto pubblico? Se c’è possibilità e comodità la gente lo usa e in termini assoluti è anche un bene: non sempre, però, il servizio è all’altezza delle esigenze di ognuno. In questo momento non vedo purtroppo una possibile inversione di questo trend: guardiamo all’evoluzione giorno per giorno e non è normale non poter fare programmazione in un’azienda”.

DALLA PARTE DEI CONSUMATORI

Da mesi Adiconsum, insieme ad altre associazioni, sta combattendo il caro carburante in Lombardia e a livello nazionale, incalzando il governo affinché metta in campo interventi urgenti sulle accise, attivi una commissione di allerta rapida e un monitoraggio contro la speculazione sui prezzi.

“Il continuo aumento dei carburanti è il risultato di una tempesta perfetta che unisce tensioni internazionali a riforme fiscali interne – analizza Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo -. L’escalation militare e i timori legati alla sicurezza delle rotte marittime commerciali nello Stretto di Hormuz hanno spinto il prezzo del petrolio greggio (Brent) a superare la soglia critica dei 100 dollari al barile, creando un effetto domino immediato sui mercati finanziari e industriali. A livello nazionale pesa in modo significativo il provvedimento fiscale di riallineamento delle accise tra benzina e gasolio, entrato in vigore all’inizio dell’anno. Questa misura ha eliminato lo storico vantaggio fiscale di cui godeva il gasolio così il prezzo del diesel è aumentato a ritmi molto più serrati rispetto al passato. Tutto questo sta producendo a cascata aumenti sui generi di prima necessità e sulle utenze”.

Per difendersi dai rincari possono essere poste in essere alcune piccole strategie, agendo in particolare su due fronti: da un lato adottando strategie di acquisto intelligenti e dall’altro adattando e ottimizzando il proprio stile di guida, nonché manutenendo regolarmente il proprio veicolo.

“Le speculazioni – evidenzia Busi – si battono aumentando la trasparenza e premiando i distributori più onesti: rifornendosi alle pompe indipendenti, consultando i prezzi, utilizzando il self-service, consultando il prezzo medio Regionale (se è più alto della media si è difronte ad una speculazione che va segnalata alla Guardia di Finanza), evitando il rifornimento in Autostrada. Ma anche il modo in cui si guida influisce drasticamente sulla frequenza dei rifornimenti: modificando poche abitudini si può ottenere un risparmio complessivo fino al 30%, ad esempio mantenendo una velocità moderata anche in autostrada attestandosi sui 110 all’ora, evitare frenate e accelerazioni brusche, usare il condizionatore se si superano gli 80 chilometri orari per non generare troppo attrito con i finestrini aperti e inserire la marcia più alta il prima possibile senza far andare in sofferenza il motore. Un’auto inefficiente richiede più energia per muoversi, consumando di conseguenza più carburante”.

Ma il consumatore quanto è disposto a sopportare ancora, prima di decidere che a una determinata soglia non è più disposto a fare rifornimento? Per Busi il limite psicologico è già stato superato: “Era attorno ai 2 euro per la benzina – chiosa la presidente di Adiconsum Bergamo – Quando si supera notiamo tagli netti sui viaggi non essenziali e una riduzione del budget per altre spese, come lo shopping o la ristorazione”.