Atalanta, oltre la sconfitta: qual è il gioco di Sarri? Speriamo che il tunnel non sia troppo lungo
La Dea cade per la seconda volta consecutiva, questa volta tra le mura amiche contro il Cagliari. Contro la nostra bestia nera, l’Atalanta disputa una gara generosa, ma non particolarmente brillante, anche se qualche miglioramento si è visto.
Dopo il giusto tributo ai ragazzi della Primavera vittoriosi nella Supercoppa si parte, e anche a spron battuto, perché nel primo quarto d’ora gli uomini di Sarri spingono sull’acceleratore. Ma la formazione sarda non si fa intimorire e prende subito le misure ai nostri, sfruttando al meglio inserimenti e contropiede.
Un buon Kessié, partito titolare al posto dello squalificato Gaetano, detta i tempi delle manovre atalantine che non si concretizzano: troppi fraseggi e manovre lente in orizzontale non creano alcun disagio alla difesa cagliaritana. La Dea manca di lucidità, il Cagliari ne approfitta bucando la nostra difesa e portandosi in vantaggio con Mendy (sempre lui, contro di noi…).
Accusiamo il colpo, anche se proviamo a spingere per riprendere uno svantaggio tutto sommato immeritato. L’inerzia si sposta da una parte all’altra, finché Scamacca riesce con un gran diagonale a riportare la squadra in parità. Il morale sale e resta tale anche per i primi minuti della ripresa. Giochiamo male, ma spingiamo, sugli esterni Rowe e De Ketelaere provano a creare grattacapi, anche se il tiro in porta resta una chimera. Ennesima imbeccata dei sardi nella nostra difesa, raddoppio, ah no, fuorigioco, per fortuna: era ancora il solito Mendy.
Onestamente non mi diverto, mi chiedo quale sia veramente il gioco di Sarri, perché quello che vedo fa venire il latte alle ginocchia, ma dicono che bisogna portare pazienza. E allora speriamo di vincere comunque, andrebbe benissimo. Kolasinac commette un fallo di mani in area, il rigore trasformato dall’ex Maldini ci riporta sotto.
I nostri non ci stanno a perdere, tanti cambi in avanti: Krstovic, Raspadori, Pasalic. Le proviamo tutte, servirebbe un episodio, se lo crea con una magia Samardzic ma poi spedisce incredibilmente fuori. Non è serata, questa è la conferma.
E così finisce, anche con qualche fischio dei tifosi per una Dea che non riesce ad ingranare. Paghiamo gli errori di una difesa lenta ed impacciata e da centrocampo in su siamo troppo evanescenti. Certo, il tempo per migliorare c’è, Sarri dice di vedere la luce in fondo al tunnel, speriamo che non sia troppo lungo. Ora ci aspetta la Juve.




