Paladina-Sedrina, per la Provincia: “Intervento infrastrutturale prioritario”
Con un ordine del giorno approvato giovedì 10 settembre, la Provincia di Bergamo ha indicato il completamento della Tangenziale Sud di Bergamo, con il terzo lotto denominato Paladina-Sedrina, come “intervento infrastrutturale prioritario del territorio provinciale”, chiedendo inoltre che l’opera venga inserita nel programma Anas 2026-2030.
“Credo che la Provincia abbia ritenuto opportuno presentare questo ordine del giorno proprio per evitare che potesse sembrare che si fosse disinteressata o tirata indietro rispetto a un’opera che, invece, considera prioritaria -. commenta il presidente Gianfranco Gafforelli -. È chiaro che ci sono i costi e tutte le considerazioni del caso, ma credo che, se il cantiere dovesse durare sette o otto anni, per Anas questo non rappresenterebbe necessariamente un problema. Quello che dobbiamo fare è dare una risposta concreta alle Valli e, per farlo, dobbiamo ribadire che per la Provincia questo progetto è importante. Tenendo conto di tutte le considerazioni e delle difficoltà che ci sono, dobbiamo rendere possibile che quest’opera possa essere concretamente calata e realizzata all’interno del territorio. Come Provincia abbiamo stanziato 250.000 euro per le analisi e gli approfondimenti che Anas ci aveva richiesto. Per quanto riguarda le attività che spettavano alla Provincia, noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare. E proprio per questo la Provincia non si sottrarrà al proprio ruolo: continuerà a essere di pungolo e a sollecitare tutti i soggetti coinvolti, perché finalmente su quest’opera si possa vedere qualcosa di concreto e si possa arrivare alla sua realizzazione”.
“Il territorio aspetta una risoluzione del nodo del traffico da trent’anni. Non possiamo continuare a pagare, in tempi di percorrenza e spopolamento, l’incompletezza di un’infrastruttura decisa nei primi anni Novanta -. dichiara Gabriele Giudici, segretario provinciale del Partito Democratico di Bergamo -. Per questo, bene le intenzioni, ma il centrodestra non si limiti alle parole: il Governo dica chiaramente se ha intenzione di finanziare l’opera. Le risorse, ad oggi, non ci sono: lo dice lo stesso ordine del giorno quando chiede al Governo la copertura integrale del finanziamento. Ma è proprio la maggioranza che governa Regione e Paese a dover dare ai cittadini le risposte che finora non ha dato. È il momento che ci dicano quante e quali risorse intendono destinare al territorio, anche per valutare una realizzazione a lotti sul nodo più cogente fino a Villa d’Almè. È abbastanza singolare che si facciano mozioni e dichiarazioni roboanti a vicenda, quando basterebbe una chiamata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini per ribadire le necessità del territorio. Da bravi bergamaschi, passino ai fatti concreti”.
“Comprendiamo le ragioni e le difficoltà quotidiane di chi vive e lavora in Valle Brembana e ha urgente bisogno di risposte sulla mobilità. Ma la risposta non può essere l’ennesima grande opera faraonica, costosa, inutile e devastante, l’ennesima follia ciclopica che brucia risorse pubbliche per calpestare il futuro. – rimarca Sinistra Italiana Bergamo -. Siamo a fianco delle associazioni e dei comitati contrari a questo progetto infrastrutturale, e denunciamo con la massima asprezza la scelta irresponsabile del Consiglio provinciale, che si è espresso in modo compatto a favore dell’opera. Una decisione scellerata che, calpestando l’ambiente, dimostra una pericolosa e totale rimozione della crisi climatica.Il centrodestra al governo della Provincia, agendo con la complicità attiva, imperdonabile e subalterna del Partito Democratico: insieme hanno votato in modo unanime a favore di questa devastazione, che colpirà duramente il Parco dei Colli. È ora di dire basta a queste larghe intese del cemento che calpestano la transizione ecologica e ignorano i bisogni reali dei territori. Sappiamo benissimo – e lo dicono i fatti, non le ideologie – che ci vorranno moltissimi anni prima di vedere un cantiere finito, e ci troveremmo di fronte a una soluzione già vecchia prima ancora di nascere, incapace di risolvere alcunché e destinata unicamente a peggiorare nel tempo la mobilità, la stanzialità abitativa e la qualità della vita del nostro territorio. Continuare a inseguire il dogma della cementificazione significa voler mercificare una terra che invece amiamo, difendiamo e proteggiamo da sempre, piegandola a logiche i cui veri fini sono ben lontani dall’essere disinteressati o nell’interesse generale. I problemi strutturali della nostra provincia e delle nostre valli non si risolvono con la logica della sopraffazione, con le prove di forza o con un sovranismo territoriale miope che in questi decenni ha fallito miseramente su tutta la linea. Questo scempio non viene fatto in nostro nome”.


