L’Atalanta di Sarri non ingrana: il Cagliari passa alla New Balance Arena
I nerazzurri vanno due volte in svantaggio, pareggiano con Scamacca a ridosso dell’intervallo ma non trovano il gol del pari. I sardi vincono per 2-1, è il secondo ko consecutivo per i nerazzurri, il primo in casa. E il gioco non brilla
Bergamo. La settimana piena di lavoro non porta i frutti sperati all’Atalanta, né dal punto di vista del gioco né del risultato. La squadra di Maurizio Sarri incassa la seconda sconfitta consecutiva, la prima stagionale in casa, cedendo i tre punti ad un Cagliari che non si è fatto spaventare dall’avvio feroce nei due tempi della Dea e ha colpito dopo 19 e 16 minuti, raffreddando Ederson e compagni. Che reagiscono, pareggiano nel primo tempo, ma non trovano il modo di produrre vere occasioni da gol con trame di gioco: l’unico gol arriva su una situazione episodica. A testimonianza del fatto che il processo di costruzione di questa nuova Atalanta procede ancora a rilento.
Le scelte di Sarri
Nel prepartita è doveroso un omaggio alla Primavera nerazzurra, vincitrice in settimana della Supercoppa di categoria, con il giro di campo del gruppo di mister Giovanni Bosi e la coppa alzata al cielo sotto le due curve, che espongono gli striscioni “grazie ragazzi”. Al momento dell’annuncio delle formazioni, il nome di Kessié viene urlato con più forza: è il ritorno da titolare dopo nove anni in nerazzurro, l’esordio dal 1’ dopo lo scampolo di partita con la Roma, nel cuore del centrocampo lasciato sguarnito dallo squalificato Gaetano con la conferma del 4-3-3. Ai suoi lati capitan Ederson e Samardzic, mentre la linea difensiva continua ad essere confermata nel segno della continuità alla ricerca del meccanismo giusto, mentre davanti c’è l’altro debutto, quello assoluto di Jonathan Rowe, immediatamente titolare sul lato sinistro dell’attacco completato da De Ketelaere e Scamacca.
La partita
Il Cagliari si schiera in campo con un 4-2-3-1 per stringere parecchio le linee e con due ex nerazzurri da titolari, Adopo e Maldini, più Gagliardini e Radunovic in panchina, entrambi cresciuti nel vivaio orobico. La settimana di lavoro nerazzurra però è stata piena, senza altri impegni e si vede in campo: in avvio la squadra tiene in mano il gioco come vuole Sarri e arriva anche due volte alla conclusione con Scamacca da buona posizione. Ne esce un buon quarto d’ora di forcing e anche di pressione organizzata sul giropalla basso sardo, orchestrato consapevolmente da un Kessié che da vertice basso sembra trovarsi a suo agio.
Poi, d’improvviso, la luce si spegne. Un tentativo di Romano col mancino dal limite chiama Carnesecchi alla parata, poi dopo cinque minuti Adopo e Mendy colgono più che impreparati Scalvini e Kossounou su un lancio di Zé Pedro trovando il vantaggio ospite. Le sensazioni dello stadio sono mischiate: la curva elogia la politica di prezzi popolari mantenuta dalla società anche per la Conference League, mentre nelle tribune si percepisce maggior freddezza. Che aumenta quando Kessié resta a terra tenendosi la caviglia prima di rientrare e anche dopo un tentativo da fuori di Maldini su cui ci vuole ancora Carnesecchi.
Un destro da fuori alto di poco di Kessié ribalta ancora l’inerzia di una partita che cambia padrone a fasi alterne, ma che nel finale è sempre più in mano all’Atalanta. Che perviene al pareggio grazie alla velocità di pensiero ed esecuzione di Scalvini, al break di De Ketelaere e al tiro deviato in diagonale all’angolino basso partito dal destro di Scamacca. Genera un’onda positiva che dura anche in avvio di ripresa, quando però il grosso brivido che corre sulla schiena è per il gol annullato a Mendy per un fuorigioco di centimetri.
L’Atalanta non sembra accusare il colpo, anzi, mantiene il controllo del gioco e spinge anche se in maniera confusionaria e poco organizzata. Ma senza alcuna avvisaglia di pericolo si trova sotto quando Kolasinac salta col braccio troppo aperto e vien colpito in piena area: Arena indica il dischetto e il grande ex Daniel Maldini spiazza Carnesecchi. Per inciso, a proposito di ex, pochi minuti dopo la Nord manda un duro messaggio a De Roon: “Hai scelto di passare nella nostra storia ma non di appartenerle. Addio bandierina”.
Sarri dalla panchina pesca Krstovic e Bernasconi per cambiare caratteristiche e interpreti ma non lo spartito, così prova Samardzic con uno slalom a spezzare la trama: fa tutto bene, ma calcia fuori da due passi. E poi lascia il campo a Raspadori con il passaggio al primo 4-2-3-1 atalantino della stagione, preludio ad un finale in cui l’assalto è più di nervi che di idee. Kessié e Krstovic da buona posizione trovano le mani di Caprile, per il resto la difesa a cinque organizzata da Pisacane trova il modo di reggere. L’Atalanta resta a sei punti in quattro partite e chiuderà il primo mini-ciclo tra una settimana con la Juve. Otto giorni di lavoro in cui necessariamente dovranno esserci miglioramenti.
Atalanta-Cagliari 1-2
Marcatori: 19′ Mendy, 41′ Scamacca, 61′ rig. Maldini
Atalanta (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Kossounou, Scalvini, Kolasinac (68′ Bernasconi); Samardzic (76′ Raspadori), Kessié (86′ Pasalic), Ederson; De Ketelaere, Scamacca (68′ Krstovic), Rowe. A disp. Sportiello, Pompei, Zappacosta, Kristensen, Obric, Elmas, Zalewski, Raspadori. All. Sarri
Cagliari (4-2-3-1): Caprile; Zé Pedro (68′ Sugawara), Deiola, Juan Rodriguez, Obert; Romano, Winks; Adopo, Maldini (78′ Kofler), Fazzini (57′ Fadera); Mendy (78′ Kevin Carlos). A disp. Radunovic, Sherri, Mina, Aurelio, Gagliardini, Sulev, Akarakiri, Liteta, Massolin, Ciervo, Sugamele. All. Pisacane
Arbitro: Arena
Ammoniti: –
Espulsi: Nenci (90′, dalla panchina – preparatore portieri Atalanta)
Recupero tempo: pt 1′, st 5′
Spettatori: 21.977, incasso di € 482.428,04 €
Note: –
I gol
0-1 Mendy (19’) – Zé Pedro lancia in profondità per il taglio di Adopo, che sul filo del fuorigioco sfugge a Scalvini e attacca l’area da destra crossando basso al centro, dove Mendy anticipa Kossounou e Carnesecchi calciando in rete il gol del vantaggio ospite, con il pallone che si insacca con l’aiuto della traversa.
1-1 Scamacca (41′) – Una punizione battuta velocemente sulla propria trequarti porta De Ketelaere a strappare per vie centrali attraendo tutta la difesa e trovando uno scarico fortunoso con un rimpallo su Scamacca, che non ci pensa e incrocia col destro trovando l’angolino basso.
1-2 rig. Maldini (61′) – Un braccio troppo ampio di Kolasinac (girato e non alla ricerca della palla) su un colpo di testa in area nerazzurra convince Arena a fischiare un calcio di rigore per i sardi: dal dischetto Maldini è freddissimo, rallenta la rincorsa, aspetta il passo di Carnesecchi e lo spiazza con grande calma.




