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Treviglio, bambino riammesso al post scuola: botta e risposta “social” tra Tura e Imeri

Il piccolo era stato escluso dal servizio per la necessità di somministrare un farmaco salvavita in caso di emergenza. Tura annuncia la soluzione, il sindaco interviene sulla ricostruzione della vicenda

Treviglio. È sfociata in un dibattito social tra la consigliera e il sindaco la notizia della riammissione al post scuola del bambino di tre anni che era stato escluso dal servizio per la necessità di poter somministrare un farmaco salvavita in caso di emergenza. Sotto il post con cui la capogruppo del Pd Matilde Tura ha annunciato la soluzione raggiunta per il nuovo anno scolastico è intervenuto il sindaco Juri Imeri, dando una lettura diversa dei tempi e del percorso che hanno portato alla soluzione.

Imeri ha innanzitutto rivendicato che il percorso fosse già iniziato prima dell’intervento della consigliera: “Per onestà intellettuale e per correttezza nei confronti delle tante persone e istituzioni che hanno lavorato a questa situazione devo doverosamente sottolineare che il percorso è iniziato prima della sua sollecitazione, che è stata comunque utile e stimolante, seppur viziata in alcuni momenti da toni eccessivi”. Il sindaco ha quindi indicato il contributo degli educatori di Ygea, di Asst Bergamo Ovest, del Comune e delle Direzioni scolastiche.

Per Imeri, però, la soluzione trovata per il nuovo anno non chiude definitivamente la questione. “Non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo finale: il tema è complesso, abbraccia anche altri servizi e richiede un protocollo unitario sovracomunale che stiamo sollecitando, discutendo e per il quale stiamo lavorando praticamente quotidianamente”, ha spiegato.

Tura ha replicato ricostruendo, invece, il motivo del proprio intervento. “È stato proprio a seguito delle difficoltà di interlocuzione incontrate dalla famiglia con l’Amministrazione che sono stata coinvolta. Come ho sempre fatto in questi cinque anni in Consiglio Comunale, mi sono messa a disposizione e sono intervenuta”, ha scritto la capogruppo Pd, aggiungendo che la ricostruzione dei fatti è documentata.

Al centro della sua replica anche il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale, previsto dalla DGR XII/4483 del 30 giugno 2025. Secondo Tura, il documento “prevede l’attivazione di questo percorso, in presenza del bisogno, al fine di garantire la somministrazione di farmaci salvavita in ambito scolastico ed educativo”. La consigliera ha richiamato anche l’intervento del Codacons sul caso e ha sottolineato la necessità di una soluzione strutturale per situazioni analoghe.

Il sindaco è tornato quindi sulla questione del protocollo, contestando l’interpretazione della consigliera: “Come già chiarito, quel protocollo si applica solo in presenza di attività scolastiche e non ai servizi extrascolastici; diversamente non ci sarebbe stato e non ci sarebbe ancora bisogno di protocolli e indicazioni dagli enti competenti e non staremmo lavorando quotidianamente per far sì che quel protocollo possa ampliarsi”.

Imeri ha poi precisato che, a suo giudizio, il nodo non riguarda Ygea “che – dice – ha agito a tutela del minore, ma è questione di norme e regole e di un vuoto normativo che qui a Treviglio abbiamo colmato grazie all’assunzione di responsabilità da parte di diversi soggetti istituzionali e degli educatori di Ygea”. E rivolgendosi direttamente a Tura ha concluso: “Su questo, mi scusi, ma la storia è un pò diversa da come la racconta”.