Romano, un nuovo quartiere al posto dello stadio San Defendente: a fine mese il bando
Escluso l’interesse culturale dell’impianto, fermo da circa sette anni: per il Ministero ha solo un “limitato interesse testimoniale”. I proventi finanzieranno anche la demolizione di Palazzo Muratori
Romano di Lombardia. Un’area residenziale e commerciale al posto dello stadio San Defendente. È il progetto del Comune per il futuro dell’impianto di via Stadio, fermo da circa sette anni. L’area è stata messa in vendita attraverso un bando pubblico che si chiuderà a fine settembre.
La messa sul mercato del compendio è successiva alla verifica dell’interesse culturale richiesta dal Comune al Ministero della Cultura. La Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia ha stabilito che il San Defendente non presenta i requisiti per essere sottoposto alla tutela prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
La decisione è contenuta nel provvedimento trasmesso al Comune l’8 settembre. Il Ministero riconosce comunque il valore storico dell’impianto. Il San Defendente venne realizzato tra il 1926 e il 1930 su iniziativa dell’Opera Pia Giovan Battista Rubini Casa del Fanciullo e fu il primo campo da calcio di Romano di Lombardia.
Nella documentazione esaminata dalla Commissione compare anche una fotografia d’epoca del 1930, relativa a una partita tra l’Audax e il Fortis, oltre alle immagini della tribuna, del corpo di ingresso e del campo da calcio. A pesare sulla decisione sono state però le trasformazioni avvenute nel corso degli anni. Dopo l’acquisizione dello stadio da parte del Comune, nel 1983, la maggior parte dei manufatti originari è stata demolita e sono state realizzate nuove strutture.
Pertanto, per la Commissione, oggi, è riconoscibile “solo un limitato interesse testimoniale, insufficiente – comunque – a legittimare la sottoposizione a tutela diretta”. A entrare nel merito dell’operazione è il vicesindaco Andrea Nozza: “La base d’asta per l’alienazione del compendio è stimata attorno a 1,6 milioni di euro, cifra da cui andranno detratti tra i 400 e i 500mila euro necessari per la bonifica dei terreni inquinati emersa dai carotaggi, portando il ricavato netto stimato a circa 1,1 o 1,2 milioni di euro”.
i proventi della vendita verranno utilizzati per finanziare parte “delle operazioni di demolizione di Palazzo Muratori e – conclude Nozza – la contestuale riqualificazione e ricostruzione della piazza”.


