Bergamo
|Due anni dopo l’alluvione il Morla aspetta ancora la messa in sicurezza. E sul fronte giudiziario si decide la causa
Il 9 settembre 2024 l’esondazione del torrente mise in ginocchio i quartieri a nord della città: lungo la Greenway la vegetazione continua a ostruire l’alveo, in via Maironi si attende un intervento da 1,5 milioni con una scogliera in “massi ciclopici” per ridurre il rischio idraulico. E nella prossima assemblea il condominio al civico 3 di via del Guerino deciderà se andare fino in fondo sul piano civile
Bergamo. Passeggiando lungo la Greenway, sul fondo del Morla si vedono rocce e piccoli ciottoli. L’acqua è pulita, non si notano schiume. Il problema, però, è un altro. In diversi punti il torrente appare non manutenuto: su entrambe le sponde la vegetazione è fitta, a tratti invasiva al punto da soffocare l’alveo. Non distante dal Campo Utili, un grande tronco è caduto di traverso al corso d’acqua. I muri di contenimento sono spesso ricoperti di edera e muschio, e la loro ultima ispezione appare lontana nel tempo. I rami e la vegetazione che cresce sui bordi restringono la sezione in cui l’acqua scorre libera.
A due anni dall’alluvione del 9 settembre 2024, camminare lungo il Morla significa osservare da vicino i fenomeni che rientrano nel concetto di dissesto idrogeologico: erosione spondale, ostruzione degli alvei, riduzione della capacità di deflusso. Frane o smottamenti dei versanti, per fortuna, non se ne contano. Ma, in caso di piena, un torrente ingombro di vegetazione e legname caduto può creare tappi che fanno esondare l’acqua a monte, aggravando il rischio idraulico anche se il torrente, agli occhi, appare “pulito” come qualità dell’acqua.
Una pulizia integrale dell’alveo, nel tratto cittadino, è stata eseguita nel 2025 dal Consorzio di Bonifica su incarico di Regione Lombardia, che ha competenza diretta sul Morla in quanto parte del reticolo idrico principale. “La manutenzione andrebbe fatta ogni anno – osserva il direttore generale del Consorzio Mario Reduzzi -. Sul territorio abbiamo notato alcune criticità e le abbiamo segnalate, più volte, ma non possiamo operare senza autorizzazioni: come braccio operativo siamo pronti a intervenire, ma nei tratti di rete che non sono in capo a noi la decisione burocratica spetta ad altri”. Nelle prossime settimane, conferma, non risultano opere di contrasto affidate.
Il Consorzio di Bonifica, del resto, aveva già fatto la sua parte sulla carta, anche per rafforzare le difese nel tratto di Morla più esposto al rischio di esondazione. L’ente aveva affidato a una società specializzata i rilievi topografici lungo il torrente, da Ponteranica fino a via Gavazzeni, e consegnato la documentazione all’Utr a dicembre 2025. “Da allora non se n’è più fatto niente – prosegue Reduzzi -. Eppure quei rilievi parlano molto chiaro e indicano con precisione i punti dove è più facile che si verifichino esondazioni durante le piene. Resta, come sempre, la variabile delle risorse disponibili”.
Un tratto del Morla lungo la Greenway. Foto Bergamonews lunedì 7 settembre 2026
Qualcosa, in realtà, si muove: pochi mesi fa l’Ufficio territoriale regionale (Utr) ha affidato al Comune di Bergamo il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore di un intervento da 1,5 milioni di euro finanziato dalla Regione, denominato “Adeguamento delle opere di presidio idraulico esistenti del torrente Morla, da Valtesse a viale Giulio Cesare”. La progettazione è affidata all’ingegnere Giuseppe Pasinetti, con studio in via Paglia. “Concluderemo la progettazione entro metà ottobre, forse anche fine settembre – spiega l’ingegnere -. La soluzione progettuale è stata individuata ed è in corso la modellazione delle opere nel tratto di torrente a monte del ponte di via Maironi”.
I rilievi topografici per questo intervento, affidati allo Studio tecnico Caccia di San Paolo d’Argon, sono arrivati allo studio Pasinetti a fine agosto e hanno ricostruito nel dettaglio sponde e alveo del Morla nel tratto interessato. “Sulla sponda destra – illustra Pasinetti – si trovano sedimentazioni storiche che verranno rimosse per riportare il torrente alla sua sezione originale. Sulla sponda sinistra, invece, verrà realizzata una scogliera in massi ciclopici”, enormi blocchi di pietra naturale sovrapposti o affiancati. Il piano di fattibilità tecnico-economica passerà quindi al Comune e, dopo l’approvazione della giunta, si andrà verso la conferenza dei servizi. “L’obiettivo – aggiunge l’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota – è arrivare al completamento delle opere entro il 2027″.
Sul fronte giudiziario, lo scorso giugno la consulenza tecnica disposta dal Tribunale aveva stabilito che sul piano civile le responsabilità per il disastro alluvionale che il 9 settembre 2024 ha colpito il condominio F78 di via del Guerino ricadono su Comune di Bergamo e Teb. La relazione si concentrava sul singolo caso, anche se l’evento aveva interessato un’area ben più ampia della città, con criticità enormi soprattutto nelle via Baioni e via Maironi da Ponte. Il torrente Tremana aveva invaso abitazioni, box e cantine, isolando le persone per circa 13 ore senza elettricità né acqua, con danni inizialmente stimati in 500 mila euro per le sole parti condominiali. Secondo la relazione dell’ingegnere Paolo Fabio Galli, nell’ambito della causa promossa dai residenti del condominio al civico 3 assistiti dall’avvocato Tommaso Ghisalberti, la pioggia caduta il 9 settembre da sola non sarebbe mai bastata a provocare l’esondazione.
L’accertamento tecnico preventivo si è chiuso, e ora la palla passa ai condòmini: sta a loro decidere se trasformare quel giudizio tecnico in una causa vera e propria contro Palazzo Frizzoni e Teb. Al Comune sarebbero imputabili possibili criticità nella manutenzione ordinaria del torrente, tali da ridurne la capacità di deflusso; alla società di trasporti, le condizioni del cantiere della linea tranviaria T2, dove alcune misure di sicurezza per la gestione del rischio idraulico non sarebbero risultate pienamente attuate. Dal Comune, per ora, non arriva alcun segnale. “I soggetti danneggiati, in esito alla consulenza, possono decidere se iniziare la causa o meno – spiega l’assessora agli Affari legali Claudia Lenzini -. Sarà la parte lesa a decidere. Al momento non abbiamo ricevuto notifiche”.
La discesa dei box allagata nel condominio di via del Guerino
Nel condominio di via del Guerino 3, la linea non è ancora tracciata. C’è chi vuole fermarsi e chi, come Alberto Traetta, vuole andare fino in fondo. “Stiamo parlando con i condòmini – spiega -: alcuni non vogliono andare avanti, altri, come me, vorrebbero procedere con la causa”. La parola passerà all’assemblea condominiale, convocazione attesa nelle prossime settimane. “Deciderà la maggioranza”, chiarisce il residente.
Sull’esito della consulenza, però, l’unanimità c’è. “Quando è stata accertata la responsabilità di Comune e Teb, ognuno di noi si è sentito sollevato – continua Traetta – Lo pensavamo tutti”. Un sollievo che porta con sé anche l’amarezza di chi ha aspettato mesi per sentirsi dare ragione, e che affonda le radici nei giorni dell’alluvione, quando i problemi sembravano saltare agli occhi anche a chi di cantieri capisce poco: “Ci sembrava di essere presi in giro: era evidente anche a uno non esperto come il cantiere non fosse in sicurezza. La Tremana già non confluiva in modo regolare nella Morla”.








