Aeroporto, Arpa: “A Colognola qualità dell’aria in linea col resto della provincia. Traffico veicolare prima fonte di inquinamento”
Le rilevazioni della nuova centralina installata nel quartiere, insieme ai dati ottenuti da una campagna con un mezzo mobile, hanno messo in mostra una situazione del tutto simile a quanto accade in città. La richiesta della sindaca Carnevali: “Auspico monitoraggi simili anche al Villaggio degli Sposi e a San Tomaso”
Nessun collegamento diretto, in termini di inquinanti registrati, con le emissioni legate al traffico aereo mentre è evidente l’impatto generato dal traffico veicolare: l’analisi della qualità dell’aria effettuata a partire dai rilievi della nuova centralina posizionata in via Lagrange, nel quartiere di Colognola, in piena traiettoria di decollo/atterraggio degli aerei, ha mostrato dati in linea con il resto della provincia e quasi perfettamente sovrapponibili con la situazione di via Garibaldi, in centro città.
Sono le conclusioni alle quali è giunta Arpa Lombardia, che dal prossimo 1 ottobre prenderà direttamente in gestione l’impianto, installato a fine 2025 da Sacbo di intesa con il Comune di Bergamo, grazie a un investimento di 234.000 euro: l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale sull’area non si è limitata ad analizzare le rilevazioni, ma ha anche messo in campo una campagna con una centralina mobile che è andata avanti dal 14 settembre 2024 al 3 febbraio 2025, osservando e monitorando nel dettaglio la composizione delle sostanze intercettate.
“In generale il 2025 ha mostrato segnali di un ulteriore miglioramento dal punto di vista della qualità dell’aria – ha spiegato Fabio Cambielli, direttore di Arpa Lombardia – L’ozono rimane l’unico valore per cui non si riescono a rispettare i limiti annuali, ma accade in tutta la regione. Particolare attenzione è riservata ai NOx, gas inquinanti generati principalmente dai processi di combustione. Abbiamo visto che il traffico veicolare è la prima sorgente e incide per circa il 37%, coi motori diesel come prima fonte, seguiti dalla combustione industriale. Le emissioni aeroportuali concorrono per il 5,7% del totale a livello provinciale, mentre in città la quota sale al 10% circa, comunque lontana dal 56% rappresentato dal traffico stradale. È importante sottolineare una particolarità delle emissioni dell’aeroporto: si distribuiscono su un territorio ampio e non ricadono immediatamente al suolo. Su Colognola gli aerei transitano a 500/600 metri e ciò che viene prodotto a quella quota ricade sicuramente al di fuori dei confini provinciali”.
Minimo, secondo quanto rilevato, l’impatto dell’attività aeroportuale sulla produzione del particolato Pm10: “Siamo allo 0,14% a livello provinciale – ha evidenziato Cambielli – Anche in questo caso il maggior responsabile è il traffico veicolare. Ma c’è un altro elemento interessante: la componente principale non è quella dipendente dalla combustione dei motori, bensì quella da attrito”.
A supporto di tale osservazione, il direttore regionale di Arpa ha mostrato l’andamento della concentrazione di biossido di azoto, prodotto dai gas di scarico dei veicoli a motore, soprattutto diesel e in condizioni di traffico intenso: il picco si registra nelle ore serali attorno alle 19 e alle 8 del mattino, esattamente le fasce di maggior presenza di veicoli su strada.
“Ma anche la composizione chimica del Pm10 ha evidenziato elementi che ci conducono alla medesima conclusione – ha aggiunto Cambielli – Vi abbiamo trovato soprattutto rame, ferro, cromo, manganese e zinco, che sono tipici dei componenti installati sulle auto. In via preliminare mi sento di dire che i prossimi dati che analizzeremo una volta avvenuto il passaggio di gestione non si discosteranno molto da questi”.
Una delle centraline Arpa per il monitoraggio della qualità dell'aria
Guardando nel dettaglio ai dati registrati durante la campagna di monitoraggio a Colognola, effettuata in un punto prossimo alla testata della pista 28 dell’aeroporto ma anche prossimo alla A4 e alla tangenziale, si nota come i valori siano confrontabili con quelli rilevati nello stesso intervallo di tempo nelle altre stazioni della rete di rilevamento della provincia di Bergamo: il Pm10 per 22 volte ha superato la soglia limite di 50 microgrammi per metro quadrato, a fronte dei 21 della centralina di via Garibaldi e dei 26 di quella installata a Casirate D’Adda, mentre le concentrazioni medie di biossido d’azoto e di benzene a Colognola sono nuovamente pari a quelle di via Garibaldi.
“Quella con Arpa è una collaborazione seria e rigorosa, nell’interesse di tutte le comunità – ha sottolineato Giovanni Sanga, presidente di Sacbo – Un lavoro che facciamo da tantissimi anni e che ci ha visti avviare una trentina di campagne per approfondire questi aspetti: non è un’iniziativa improvvisata o legata al piano di sviluppo aeroportuale. Volevamo mettere a disposizione dati scientifici, validati e verificati, che ci hanno dimostrato come la situazione sia sotto controllo. La nostra attenzione per l’ambiente è tanta e lo dimostrano anche l’elettrificazione progressiva della flotta di mezzi di assistenza a terra, arrivata al 43%, l’installazione di un impianto fotovoltaico che copre il 10% del nostro fabbisogno e le sollecitazioni alle compagnie aeree per avere velivoli sempre più performanti in termini di emissioni”.
Soddisfatta dai preziosi risultati anche la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, convinta che il passaggio di proprietà della centralina di Colognola da Sacbo ad Arpa sia “importante garanzia di terzietà e precisione. Sono elementi che ci consentono di valutare e orientare meglio le nostre scelte, partendo da basi oggettive, utili anche per avere un dibattito più sereno sul piano politico. Mi auguro che la campagna non si fermi qui: mi piacerebbe che Sacbo e Arpa si impegnino per una simile rilevazione anche nei quartieri del Villaggio degli Sposi e di San Tomaso. Intanto accogliamo positivamente i miglioramenti in atto, ricordando che sono il frutto dell’impegno di tutti”.


