Lago d’Iseo, “La Capitanio” torna a navigare nell’anno del suo centenario
Concluso il progetto di restauro sostenuto dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano con Intesa Sanpaolo attraverso “I Luoghi del Cuore”. A Lovere la restituzione alla comunità della storica motonave, dopo il complesso intervento di manutenzione straordinaria dello scafo del 1926 in lamiera chiodata, che ha coinvolto istituzioni, aziende e professionalità specializzate
Lovere. Cento anni dopo il suo varo, La Capitanio è tornata a navigare sulle acque del lago d’Iseo, al termine dell’importante intervento di restauro dello scafo in lamiera chiodata, lo stesso del 1926, realizzato grazie al contributo del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”.
Sabato 5 settembre Lovere ha ospitato la giornata di restituzione pubblica del progetto, promossa dall’Associazione La Capitanio 1926 per condividere con la comunità il risultato dei lavori e raccontare il percorso che ha permesso alla storica motonave di tornare alla navigazione in condizioni di sicurezza. Il pomeriggio si è aperto al pontile del Parco Marinai, con La Capitanio nuovamente protagonista sul lungolago, per proseguire poi presso la Sala degli Affreschi dell’Accademia Tadini, dove istituzioni, partner, tecnici e pubblico hanno ripercorso le diverse fasi dell’intervento attraverso fotografie, immagini di cantiere e confronti tra lo stato dell’imbarcazione prima e dopo il restauro.
Restaurare La Capitanio non ha significato intervenire su una normale imbarcazione. Costruita nel 1926, la motonave porta con sé cento anni di storia, trasformazioni e navigazione sul Sebino. I lavori hanno quindi richiesto competenze specifiche, capacità di adattare tecniche e materiali alle caratteristiche del bene e, soprattutto, la capacità di affrontare difficoltà e imprevisti emersi durante le diverse fasi dell’intervento. Aggiungere breve descrizione dell’intervento di restauro e le caratteristiche dello scafo, in quali condizioni era e com’è ora Un lavoro condotto in tempi particolarmente contenuti grazie alla collaborazione tra enti, aziende, tecnici e professionisti specializzati.
Fondamentale è stata la collaborazione della Navigazione Lago d’Iseo e dell’Autorità di Bacino Lacuale dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro, che hanno accompagnato operativamente il percorso di recupero. Alle diverse fasi dei lavori hanno inoltre contribuito professionalità e aziende specializzate, tra cui I.A.P. Industrial & Aeronautical Painting S.R.L. di Brindisi, GAPI S.P.A. di Castelli Calepio e Belleri S.r.l. di Pisogne. Particolarmente prezioso è stato anche il contributo tecnico e strategico di Palini Vernici, che ha supportato il progetto nell’individuazione di soluzioni e professionalità adeguate alle specificità dell’intervento.
“Rivedere La Capitanio navigare proprio nell’anno dei suoi cento anni è un’emozione difficile da descrivere”, dichiara Max Barro, Presidente dell’Associazione La Capitanio 1926. “Questo risultato è stato possibile grazie a un lavoro straordinario di squadra. Voglio ringraziare tutti gli operatori, i tecnici e i professionisti che hanno affrontato, in tempi molto contenuti, le complessità e gli imprevisti di un intervento su un’imbarcazione centenaria. Un ringraziamento particolare va alla Navigazione Lago d’Iseo e all’Autorità di Bacino per la collaborazione operativa e a Palini Vernici per il prezioso supporto tecnico e strategico. Ma soprattutto questo risultato non appartiene soltanto alla nostra Associazione. La Capitanio è un bene del territorio, della comunità e dell’intero lago d’Iseo. Il nostro impegno sarà quello di continuare a conservarla, valorizzarla e farla vivere, perché possa continuare a raccontare la storia del Sebino alle generazioni future”
Il recupero de La Capitanio è stato reso possibile grazie al contributo ottenuto nell’ambito del programma del FAI “I Luoghi del Cuore” e alla partecipazione di tutte le persone che hanno sostenuto il progetto fin dalla fase del censimento. Nel 2024, infatti, la Motonave ha partecipato al 12° censimento de “I Luoghi del Cuore”, raccogliendo il voto di 8.965 persone grazie all’impegno dell’Associazione La Capitanio 1926 APS. Un risultato importante che ha permesso al bene di raggiungere il 46° posto nella classifica nazionale e accedere al bando che FAI e Intesa Sanpaolo lanciano dopo ogni edizione del censimento per assegnare contributi a una selezione di luoghi tra i più votati. Dal singolo voto espresso per La Capitanio fino alla realizzazione concreta dell’intervento, il progetto ha rappresentato un percorso di partecipazione collettiva capace di trasformare l’attenzione verso un bene storico in un’azione concreta di tutela.
“Il programma ‘Luoghi del Cuore’ ha l’obiettivo di offrire un futuro ai luoghi di valore identitario. Non si rivolge tanto ai grandi monumenti, già noti e tutelati, ma ai piccoli Beni che costituiscono l’anima di un territorio e il cuore di una comunità. La Capitanio ne è un perfetto esempio. Il restauro del suo scafo, inoltre, era fondamentale per raggiungere l’originale visione proposta dall’Associazione che ha fatto rinascere la motonave: renderla un museo itinerante attraverso il lago di Iseo. Per tutte queste ragioni il FAI, insieme a Intesa Sanpaolo, ha scelto di sostenere il recupero di questo, così particolare, luogo del cuore” dichiara Federica Armiraglio, responsabile del progetto “I Luoghi del Cuore”.
“Riportare La Capitanio sul lago nell’anno del suo centenario rappresenta per noi un risultato straordinario e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza», dichiara Massimiliano Barro, Presidente dell’Associazione La Capitanio 1926 APS. «Questo intervento è stato possibile grazie al fondamentale sostegno del FAI e di Intesa Sanpaolo e alla collaborazione di istituzioni, aziende, tecnici e professionisti che hanno creduto insieme a noi nel valore di questa imbarcazione. La Capitanio appartiene alla storia del lago d’Iseo e il nostro impegno è continuare a farla vivere, navigare e conoscere, mettendola a disposizione della comunità e delle generazioni future”.
La giornata del 5 settembre non ha rappresentato soltanto la conclusione dei lavori, ma l’avvio di
una nuova fase nella storia della motonave. L’obiettivo dell’Associazione La Capitanio 1926 è continuare a rendere l’imbarcazione un patrimonio vivo, fruibile e condiviso, capace di raccontare la storia della navigazione sul lago d’Iseo e di diventare occasione di cultura, conoscenza e incontro per il territorio. A cento anni dal suo primo varo, La Capitanio torna così al lago e alla sua comunità: non soltanto
come testimonianza del passato, ma come bene da preservare e far vivere nel futuro.


