Atalanta, a Roma una vittoria immeritata buttata al vento nel finale
Dopo un primo tempo lento e impacciato, la Dea ha avuto le occasioni per prendersi i tre punti, ma si è abbassata troppo. Troppo poco quanto visto, restano tanta rabbia e la necessità di resettare velocemente
Come buttare al vento una immeritata vittoria: a questo abbiamo assistito in Roma-Atalanta, con i capitolini che si sono presi i 3 punti nel recupero. La squadra di Gasperini ha letteralmente dominato il match, chiudendolo addirittura con 36 tiri verso la porta di Carnesecchi che purtroppo non è riuscito ad impedire la vittoria dei padroni di casa.
Nei primi 45 minuti si è vista in campo solamente la squadra giallorossa, che ha fatto quello che ha voluto, con i nostri giocatori incapaci di orchestrare qualsiasi manovra, lenti ed impacciati, pronti solo a cercare di impedire che le folate avversarie si traducessero in pericoli. Nonostante ciò, i pericoli sono arrivati eccome, ma San Marco ha fatto gli straordinari impedendo il vantaggio giallorosso.
Nella ripresa dentro Krstovic per uno Scamacca versione ghost. Il montenegrino è sembrato subito darsi da fare cercando di tenere in apprensione la difesa avversaria. Sull’unica incursione di De Ketelaere in area romanista la palla è arrivata al momento giusto con Ederson capace di superare Svilar. Vantaggio! “Non ci credo”, penso. Al primo tiro in porta. Qui l’inerzia della gara è sembrata cambiare, perché i nostri hanno iniziato ad operare in contropiede cercando di togliere le sicurezze dei romanisti.
La palla del 2-0 è capitata, fantastica, sui piedi di Krstovic ma è uscita di un niente. Probabilmente avrebbe chiuso la partita. Ma qui, invece che insistere, i nostri sono arretrati, smettendo di difendere alto e di pressare gli avversari che quindi hanno attaccato a testa bassa (lo dirà anche Sarri in conferenza stampa).
“Dai che è fatta, ennesima partita vinta senza meritare”, ho pensato dopo il palo e la traversa di Castro, subentrato a Malen. E invece nei minuti finali prima Hermoso di testa (senza marcatura) e poi Soulé hanno piazzato un uno due che, per come è arrivato, ha fatto malissimo.
Mi arrabbio, parecchio, ma il calcio è questo. Nell arco dei 90 minuti non vi è dubbio che la Roma abbia strameritato, ma come sempre le partite sono fatte di episodi e se ti capitano quelli favorevoli puoi anche vincere senza meritarlo.
Così sembrava fino all 89′, ma poi la Dea, quella bendata, ha smesso di esserlo e la Roma si è presa l’intero bottino.
Il Gasp gongola, Sarri mastica amaro speriamo davvero che le sue idee vengano fuori, perché finora si è visto davvero poco.
Forse l’inserimento di Rowe avrebbe consentito di tenere alta la squadra, ma la stanchezza dei centrocampisti ha costretto ad effettuare altri cambi. Ora resettare velocemente, sabato altra sfida da vincere col Cagliari senza Gaetano, espulso – pare – senza alcun motivo.




