L'iniziativa
|Aeroporto di Orio, una petizione contro il nuovo Piano di sviluppo: “Prima salute e qualità della vita”
I comitati hanno lanciato una raccolta firme per chiedere di fermare l’iter del piano 2029-2043 e verificare gli effetti dell’aumento dei passeggeri sulla vivibilità dell’area intorno allo scalo
I comitati e le associazioni dei quartieri bergamaschi interessati dall’attività dell’aeroporto di Orio al Serio tornano a mobilitarsi contro il nuovo Piano di Sviluppo Aeroportuale 2029-2043. È partita online, sulla piattaforma Change.org, una petizione alla quale si affianca una raccolta firme cartacea per chiedere di fermare l’iter del nuovo piano e verificare gli effetti dell’ulteriore crescita dello scalo.
L’aeroporto bergamasco, sottolineano i promotori, è arrivato in pochi anni a circa 18 milioni di passeggeri all’anno, mentre il nuovo Piano di sviluppo prevede una crescita fino a 25 milioni. Un incremento che, secondo i comitati, non può essere valutato esclusivamente dal punto di vista economico, ma deve essere accompagnato da un’analisi degli effetti sulla popolazione e sul territorio. “Prima di autorizzare un ulteriore aumento del traffico – sostengono – chiediamo che vengano verificati e resi pubblici gli effetti sulla salute, sul rumore, sulla qualità dell’aria, sulla viabilità, sul consumo di territorio e sulle infrastrutture”. I comitati chiedono inoltre di verificare tutte le prescrizioni già previste dalla Valutazione di impatto ambientale del 2022 relativa al precedente Piano di sviluppo aeroportuale 2030.
Tra le richieste avanzate c’è innanzitutto lo stop al nuovo sviluppo dello scalo fino alla verifica delle prescrizioni già esistenti. I promotori chiedono poi una fascia notturna senza voli dalle 23 alle 6, il rispetto dei limiti sul rumore e controlli che definiscono “trasparenti e indipendenti”. Un altro punto riguarda l’indagine epidemiologica sulla popolazione residente nell’area aeroportuale. I comitati chiedono la pubblicazione integrale dello studio e, in particolare, del rapporto scientifico relativo alle fasi 3 e 4, comprensivo della metodologia utilizzata, delle analisi e dei dati necessari a verificare le conclusioni.
La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo il recente comunicato di Ats Bergamo, nel quale veniva indicata una sostanziale stabilità del quadro epidemiologico rispetto all’indagine del 2015. I comitati affermano di non aver ancora ricevuto una risposta completa alle richieste formulate lo scorso 11 agosto. “Riteniamo che, senza poter conoscere integralmente la documentazione scientifica, non sia possibile valutare in modo completo e trasparente le conclusioni dell’indagine epidemiologica”, affermano. Da qui la richiesta di rendere disponibile l’intero rapporto scientifico.
Nel documento diffuso, le associazioni chiedono anche una riduzione della pressione sullo scalo e una valutazione di una gestione più equilibrata del traffico aeroportuale lombardo, compreso un maggiore utilizzo dell’aeroporto di Montichiari.
C’è poi il tema della viabilità. I comitati chiedono che venga valutato l’impatto della crescita del traffico aeroportuale sulla rete viaria dell’area vasta, indicando con chiarezza “chi realizzerà, chi pagherà e chi manterrà” le infrastrutture necessarie a sostenere l’aumento dei passeggeri.
L’appello è rivolto anche alle istituzioni locali. I promotori invitano la sindaca di Bergamo e il presidente della Provincia, anche in virtù del loro ruolo di azionisti di Sacbo, a sostenere le istanze dei cittadini e a tutelare salute e qualità della vita. “Il lavoro e lo sviluppo economico sono importanti, ma non possono essere messi in contrapposizione con la salute”, sostengono i comitati, invitando quindi i cittadini a sottoscrivere la petizione contro il nuovo Piano di sviluppo aeroportuale.
A promuovere l’iniziativa sono l’associazione di promozione sociale Per il Villaggio, il Comitato Ambiente e Salute S. Tomaso De Calvì, il Comitato Aeroporto Campagnola, il Comitato Aeroporto Colognola, il Comitato di Quartiere di Boccaleone e Progetto BASE – Bergamo Accogliente Solidale Ecologista.


