La 16ª edizione
|In Città Alta tornano i Maestri del Paesaggio con un “Nuovo Rinascimento”
Dal 4 al 20 settembre il festival cerca di portare l’attenzione sulla crisi climatica per sviluppare progetti concreti capaci di rendere le città più sostenibili. Nuove collaborazioni con Aiapp e con UniBg, in programma anche un’installazione satellite di Katuscia Ratto al Lavatoio
Bergamo. “Se guardate la piazza dall’alto, noterete che queste piccole isolette, con i loro colori, sembrano dei pois e ricordano quasi le opere di Yayoi Kusama. L’installazione vuole creare un dialogo tra elementi artistici, architettonici e naturali. Il paesaggio è una forma d’arte”. Cristina Mazzucchelli, paesaggista e garden designer, racconta così “Così è (se vi appare)”, il progetto di cui è ideatrice, ispirato dal titolo dell’opera pirandelliana “Così è se vi pare” e realizzato per trasformare Piazza Vecchia in una Green Square.
Insieme all’installazione satellite “Urban Haven # Rifugio Urbano”, progettata dall’architetto Katuscia Ratto e realizzata all’Antico Lavatoio di via Mario Lupo, in Città Alta, Green Square Piazza Vecchia è uno dei principali progetti della XVI edizione di Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio , in programma dal 4 al 20 settembre e presentata il 2 settembre a Bruxelles. Il programma del Festival comprende conferenze, seminari, mostre e workshop, con la partecipazione di alcuni tra i più importanti professionisti del paesaggio a livello internazionale.
Il tema della rassegna di quest’anno è New Renaissance. Un Nuovo Rinascimento in cui riscoprire e studiare la natura in ogni sua dimensione, geometria ed equilibrio. In cui impegnarsi per dare dignità alle scienze e a sostenerle nelle nuove scoperte. Talvolta si gioca con la prospettiva e l’artista, in questo caso, l’architetto, non è più un semplice artigiano manuale ma un vero e proprio intellettuale creatore. Grazie a nuove collaborazioni con Aiapp e con l’Università di Bergamo, al coinvolgimento dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini – con oltre sessanta tecnici e funzionari provenienti da tredici regioni italiane – e alle progettualità condivise con le istituzioni culturali del territorio, il festival si trasforma in una piattaforma di ricerca, formazione, divulgazione e sperimentazione urbana.
Il paesaggio diventa così un punto d’incontro tra cultura e scienza, ma anche uno spazio in cui competenze diverse si confrontano per affrontare le crisi ambientali del nostro tempo. L’obiettivo è trasformare questo confronto in progetti concreti, capaci di unire natura, arte, scienza e comunità e di rendere le città più sostenibili e vivibili. “Bergamo vuole essere sempre di più una capitale del paesaggio, non soltanto perché ospita da sedici anni un Festival di dimensione internazionale, ma perché la cultura del paesaggio che questa manifestazione ha contribuito a costruire trova sempre più spazio nelle trasformazioni della città – dichiara Elena Carnevali, sindaca di Bergamo -. Il tema di quest’anno racconta bene anche il passo in avanti di Landscape: mettere in relazione competenze diverse e passare dalla visione alla sperimentazione concreta. Piazza Vecchia ne è l’esempio più evidente: dopo quindici anni di installazioni-manifesto, diventa un laboratorio che si confronta con lo spazio reale e con chi lo vive ogni giorno”.
A esprimersi sul tema della XVIesima edizione è anche Vittorio Rodeschini, presidente di Arketipos: “C’è bisogno di un Nuovo Rinascimento. Ce lo chiedono le città, sempre più difficili da vivere a causa delle temperature elevate e dell’inquinamento, condizioni che colpiscono soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Ce lo chiedono i territori industrializzati, segnati dalle colate di cemento e spesso privi di una visione complessiva. Ce lo chiedono i suoli agricoli, sempre più ridotti e sempre più in difficoltà nel sostenere le proprie funzioni. E ce lo chiedono, soprattutto, le nuove generazioni che, con una diversa visione della vita e del tempo, esprimono la necessità di spazi pensati per la collettività, per l’incontro e per il tempo da trascorrere insieme. Vorremmo che questa edizione fosse ricordata come l’inizio di un nuovo percorso. Ci auguriamo che Landscape Festival lasci idee, conoscenze e relazioni capaci di continuare a produrre effetti anche dopo la conclusione della manifestazione. Le installazioni sono temporanee, ma le collaborazioni tra istituzioni, università, professionisti e amministrazioni possono continuare a generare cultura, ricerca e nuovi progetti. Se riusciremo a consolidare Bergamo come un luogo di riferimento per la cultura del paesaggio a livello europeo, dove competenze diverse lavorano insieme per immaginare il futuro della città, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo. Credo che questa sia la grande eredità che Landscape Festival possa lasciare ogni anno alla città”.
Piazza Vecchia
A essersi occupata di trasformare in una Green Square quella che Le Corbusier ha definito “la piazza più bella d’Europa” è stata la paesaggista Cristina Mazzucchelli, con il progetto “Così è se vi appare”. “Il mio progetto rappresenta un punto di incontro e di sintesi tra l’esigenza avanzata dalla pubblica amministrazione, orientata a ridare uniformità e dignità estetica alla piazza, e quella delle attività commerciali, desiderose di ottimizzare la funzionalità dei loro dehors che si affacciano su questo salotto urbano – spiega -. La mia proposta supera il concetto di ‘barriera’, introducendo un originale sistema di fioriere specchiate su due facce, che trasformano lo spazio in un insolito giardino contemporaneo altamente fruibile, i cui giochi di riflessione ne amplificano la percezione. Le fioriere da me disegnate sono collocate in linea con la pavimentazione a losanghe che contraddistingue la piazza: sul lato affacciato all’esterno, riflettono la superficie circostante, per un effetto mimetico; sul versante interno, invece, accolgono una folta vegetazione, per un’esperienza immersiva nel verde”.
Un progetto temporaneo, reversibile e che cerca di rispondere a problemi concreti “L’architettura del paesaggio può essere una risposta a problematiche come le isole di calore che noi stesi esseri umani abbiamo creato nelle nostre città e che può essere contrastata” Altra installazione che prova a far riflettere rispetto a un nuovo modello di vivibilità green in tempo di crisi climatica è Urban Haven # Rifugio Urbano, progettata dall’architetto Katuscia Ratto e realizzata all’Antico Lavatoio di via Mario Lupo, in Città Alta, con il supporto del leader-partner Pedrali. Qui, lo spazio si trasforma in un luogo da vivere, dove rallentare, incontrarsi e ritrovare benessere. Vegetazione, luce, ombra e arredi definiscono una sequenza di ambienti, ora raccolti e silenziosi, ora più aperti e conviviali, favorendo scoperta e relazione.
“Dal focus “Nuovo Rinascimento” proposto quest’anno dal Landscape Festival nasce Urban Haven, come risposta a una domanda: come possiamo stare meglio in città? Credo che un progetto di paesaggio consapevole possa essere uno strumento concreto per creare spazi di benessere. Deve offrire una pausa dal ritmo quotidiano, creare comfort, favorire l’incontro e restituirci il piacere di fermarci e vivere uno spazio aperto – afferma Katuscia Ratto -. Per questo non ho pensato a un giardino da osservare, ma a un rifugio urbano da vivere. All’Antico Lavatoio sono partita da quello che il contesto offre: i grandi alberi, la pietra, l’ombra, la memoria del luogo. Il progetto si inserisce lavorando con la vegetazione, con strutture leggere, con la luce e con gli arredi. La vegetazione porta freschezza, movimento e profondità. Le strutture creano filtri e trasparenze e definiscono spazi più raccolti. La sera entrano in gioco i corpi illuminanti, che cambiano la percezione del luogo rispetto alla luce naturale. Gli arredi, infine, permettono alle persone di fermarsi e incontrarsi. Il percorso cambia mentre lo si attraversa. Attorno al Lavatoio è più raccolto e contemplativo. Percorrendo il viale si attraversa una sequenza di spazi e atmosfere diverse, fino ad arrivare alla parte alta, pensata per l’incontro e la convivialità. Urban Haven ha potuto prendere forma grazie a Pedrali, che ha creduto nel progetto e ha dato l’occasione di realizzarlo, a Platek per il contributo sulla luce e ai giardinieri (Giardini Arioldi, Pezzoni Giardini e Togni Giardini), che mi hanno accompagnata nelle fasi di preparazione e in questi giorni di cantiere, permettendo di trasformare il progetto in uno spazio reale”.
La collaborazione tra Arketipos e Unibg
Arketipos e UniBg hanno avviato una collaborazione triennale che si pone come obbiettivo quello di sviluppare un programma condiviso di ricerca, formazione e progettazione culturale dedicato al paesaggio. La finalità è quella di costruire un dialogo stabile tra mondo accademico, professioni e istituzioni. La collaborazione interesserà gli appuntamenti di alta formazione del Festival, che trovano sede nel complesso universitario di Sant’Agostino, ma soprattutto avvierà un percorso destinato a proseguire durante tutto l’anno. L’accordo coinvolgerà gli studenti della Laurea Magistrale in Geourbanistica, del Dottorato di ricerca in Landscape studies e di altri percorsi universitari, favorendo inoltre il dialogo con alcune delle più autorevoli realtà accademiche italiane. Uno degli obiettivi più ambiziosi riguarda inoltre lo sviluppo dell’Hub del Paesaggio di Astino, destinato a diventare un luogo permanente dedicato alla ricerca, all’osservazione, alla sperimentazione e alla divulgazione della cultura del paesaggio. L’accordo testimonia la volontà di trasformare Landscape Festival in una piattaforma permanente di produzione culturale, capace di generare conoscenza e nuove progettualità ben oltre il periodo della manifestazione.
Programmato per il 14 settembre dalle 17.30 alle 19, nei Giardini PwC dell’Accademia Carrara, in via della Noce 7 e in caso di maltempo, nella sala 12 dell’Accademia Carrara, l’incontro “La natura in città. Idee per ripensare i paesaggi urbani”: un evento per un pubblico non specialistico dedicato al ritorno della natura nei centri urbani come elemento di benessere e sostenibilità in cui studiosi ed esperti proporranno nuove idee per ripensare i paesaggi urbani a partire da quelli della città di Bergamo.
“La partecipazione dell’Università degli studi di Bergamo all’organizzazione del Landscape Festival è un tassello significativo del percorso che porta Bergamo a proporsi come capitale del paesaggio – ha dichiarato Sergio Cavalleri, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo -. La collaborazione, pensata in una prospettiva di rete con le istituzioni e le associazioni che operano in città e sul territorio, rappresenta anche un esito naturale per l’Ateneo. L’Università degli studi di Bergamo sta infatti crescendo come uno dei riferimenti nazionali nell’ambito degli studi sul paesaggio: negli ultimi anni ha avviato percorsi specifici su questo tema, nella ricerca, nella didattica e nella terza missione, a partire dalla realtà del Centro Studi sul Territorio, fino all’inaugurazione di un Corso di laurea magistrale in Geourbanistica e di un Corso di dottorato (Landscape Studies). La collaborazione dell’Università con il Landscape Festival riguarderà principalmente gli eventi di alta formazione del Festival, che quest’anno si terranno negli spazi universitari e che vedranno anche specifici incontri pensati dai nostri docenti”.
Internazionalità: seminari, masterclass e convegni
Come da tradizione tornerà anche l’International Meeting of Landscape and Garden, in programma il 18 e 19 settembre nell’Aula Magna dell’Università di Bergamo, in Sant’Agostino e ospiterà alcuni tra i più autorevoli interpreti contemporanei del progetto di paesaggio, provenienti da tutti i Continenti. Architetti del paesaggio, garden designer, botanici, artisti, ricercatori, direttori di giardini sperimentali e progettisti urbani saranno chiamati a confrontarsi sulla stessa domanda: come progettare oggi paesaggi capaci di durare nel tempo, funzionare ecologicamente e migliorare la vita delle persone?
Il programma di alta formazione comprende anche la Garden Masterclass del 16 settembre con James Hitchmough, professore emerito di Ecologia Orticola all’Università di Sheffield. Insieme al compianto Nigel Dunnett, è tra i fondatori della Sheffield School. La Masterclass approfondirà un approccio che ha trasformato il rapporto tra ecologia, botanica e progetto e sarà anche occasione per ricordare il contributo scientifico e culturale di Dunnett.
Il 17 settembre, invece, l’International Seminar sarà dedicato al rapporto tra paesaggista e giardiniere: l’idea di fondo sarà che un paesaggio debba continuare a essere sottoposto a cambiamenti e nuovi progetti. Saranno due i casi studio internazionali analizzati: The Field a Maiorca, il giardino di Luciano Giubbilei raccontato attraverso il dialogo con Artur Serra, e Knepp Estate nel West Sussex, con Charlie Harpur e l’esperienza del Rewilded Walled Garden.
Il bando “Strade verdi” di Regione Lombardia
Il programma di alta formazione del Landscape Festival 2026 si inaugura con un obiettivo ambizioso: portare all’attenzione di amministratori e funzionari pubblici, architetti e paesaggisti, la sfida della nuova qualità nel progetto di paesaggio urbano, a partire dalla riprogettazione delle strade. In Italia la riprogettazione delle infrastrutture stradali è stata a lungo orientata prevalentemente a criteri funzionali e ingegneristici, relegando il paesaggio a una fase successiva dell’intervento.
In controtendenza, Regione Lombardia ha promosso il Bando Strade Verdi, volto a incentivare una nuova concezione delle infrastrutture, basata sulla riduzione delle superfici impermeabili e veicolari, il recupero del suolo, l’incremento del verde e della mobilità dolce, la gestione sostenibile delle acque e il miglioramento della sicurezza e della qualità dello spazio pubblico. Il convegno presenta cinque esperienze progettuali realizzate nel territorio bergamasco, selezionate nell’ambito del Bando, per approfondire approcci, strategie e soluzioni innovative applicate alla trasformazione sostenibile delle infrastrutture stradali.
Musei e arte
Il 12 e 13 settembre l’Alpine Seminar, realizzato in collaborazione con Accademia Carrara e Museo Diocesano Adriano Bernareggi di Bergamo Alta, sarà dedicato a “Il paesaggio come identità culturale: i Santacroce”. L’evento, ruoterà attorno alla storia dei Santacroce, una famiglia di pittori del Rinascimento veneziano originari dall’omonima frazione di San Pellegrino Terme. Sarà quindi un’occasione per leggere il paesaggio come una vera e propria matrice culturale.
Alla biblioteca civica Angelo Mai, “Il giardino manifesto”
Nell’atrio della Biblioteca Civica Angelo Mai, che si affaccia su Piazza Vecchia, sarà allestito il “Giardino Manifesto” un progetto espositivo di Mauro Piantelli / De8_Architetti. La mostra ripercorre i primi 15 anni del Landscape Festival e racconta le trasformazioni della piazza nelle diverse edizioni.
“un’occasione per riflettere sull’indubbio contributo che questa manifestazione ha saputo creare circa un tema, quello del Paesaggio, così articolato e complesso – afferma Mauro Piantelli -. Certo non ci poteva essere luogo più adatto della Biblioteca Mai – il suo meraviglioso atrio – per raccontare 15 anni di trasformazioni, seppur temporanee, di Piazza Vecchia: a volte anche provocatoriamente, questi progetti hanno reso visibile come lo spazio urbano possa essere ri-naturalizzato, declinato in modalità differenti da quelle a cui siamo abituati. Come la Biblioteca Mai, che nella sua stratificazione storica è oggi uno degli edifici più iconici della città, così la riflessione sul paesaggio spero possa portare ad immaginare spazi urbani sempre più stratificati, aperti a politiche di ri-naturalizzazione diffusa e cultura urbana. Per questa mostra la Biblioteca Mai ci regala la possibilità di visitare un piccolo giardino, direttamente collegato all’atrio. È una scoperta dalle potenzialità enormi: la facciata dello Scamozzi non è più la chiusura della piazza, ma uno spazio poroso che ricollega Piazza Vecchia a un paesaggio allargato”.
Sulla mostra in programma si esprime anche Cristina Iommi, direttrice della Biblioteca Angelo Mai. “Il “Giardino Manifesto”, attraverso pannelli con un layout inedito, illustra le visioni emerse nel tempo, dando voce alla narrazione di Landscape. Un tema di trasformazioni che si inserisce in perfetta sintonia nella visione di Piazza Vecchia come hub cultural. La Mai sta vivendo una fase di grande apertura verso l’esterno, offrendo una rinnovata varietà delle proposte culturali, delle iniziative di promozione del patrimonio e di accoglienza verso nuovi pubblici. Un luogo di forte identità e appartenenza che aspira ad essere luogo di inclusione e partecipazione”.
Il percorso della mostra collega diversi spazi: il portico del Palazzo della Ragione, Piazza Vecchia, il loggiato, l’atrio della Biblioteca e il piccolo giardino nascosto affacciato sui Colli, normalmente non accessibile al pubblico. Nel loggiato, inoltre, è prevista anche una piccola open library, con posti a sedere e libri consultabili.









