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Mancanza del tesserino, quantità massima, orari vietati: già 17 sanzioni per la raccolta dei funghi

I controlli dei Carabinieri Forestali nelle zone più frequentate dai cercatori nelle valli: “Aumento degli appassionati: fenomeno positivo, ma che porta con sé alcune criticità”

Sono 17, al momento, le sanzioni amministrative contestate dai Carabinieri Forestali nell’ambito dei controlli sulla raccolta dei funghi in Bergamasca. Un’attività che proseguirà per tutta la stagione micologica e che sta interessando in particolare le aree montane a maggiore vocazione, dall’Alta Val Brembana all’Alta Val Seriana, passando per la Val di Scalve.

I controlli sono condotti dai Nuclei Carabinieri Forestali di Piazza Brembana-Sedrina, Gromo, Vilminore di Scalve, Costa Volpino e Gandino, anche attraverso l’utilizzo delle mountain bike di reparto. Tra le zone maggiormente battute dai cercatori ci sono i territori di Averara, Taleggio e Santa Brigida, dove soltanto negli ultimi giorni sette fungaioli sono stati sanzionati dai militari coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale di Bergamo. Attenzione anche ad Ardesio, Val Canale e Schilpario.

Tra le violazioni più frequenti c’è innanzitutto la raccolta senza il necessario titolo autorizzativo o tesserino, che comporta una sanzione di 33 euro. Sono inoltre previste multe di 50 euro per la raccolta effettuata in orari non consentiti e per l’utilizzo di calzature non idonee.

La normativa regionale stabilisce che la raccolta può essere effettuata esclusivamente a mano, dall’alba al tramonto, e riguarda soltanto i corpi fruttiferi epigei. Il limite massimo è di tre chilogrammi al giorno per persona, con l’eccezione dell’Armillaria spp., per la quale non sono previsti limiti quantitativi. In caso di superamento del quantitativo consentito, oltre alla sanzione minima scatta una multa aggiuntiva di 25 euro per ogni chilogrammo, o frazione, eccedente il limite, con la contestuale distruzione sul posto del quantitativo raccolto in eccesso.

I funghi riconosciuti come eduli devono essere sottoposti a una pulitura sommaria direttamente sul luogo della raccolta. Non è invece obbligatorio pulire gli esemplari destinati al riconoscimento da parte degli ispettorati micologici. Sono vietati anche l’utilizzo di rastrelli e altri attrezzi per la raccolta, la movimentazione dello strato umifero e del terriccio, la raccolta di funghi decomposti e di ovuli chiusi di Amanita cesarea. I funghi devono essere trasportati in contenitori idonei e aerati, con fondo retinato per favorire la diffusione delle spore.

Obbligatorie anche le calzature adeguate, come pedule o scarponi con suola antiscivolo. La raccolta è inoltre vietata nei terreni di pertinenza degli immobili destinati a uso abitativo, salvo ai proprietari, e nelle aree di nuovo rimboschimento fino a quindici anni dalla messa a dimora delle piante. È vietata, infine, la distruzione dei carpofori. Proprio quest’ultimo aspetto viene sottolineato dai Carabinieri Forestali per il suo valore ambientale. Anche i funghi che non hanno interesse alimentare svolgono infatti un ruolo importante nell’ecosistema del bosco. I funghi saprofiti contribuiscono alla degradazione della materia organica, mentre quelli micorrizici instaurano rapporti di simbiosi con le piante, favorendone lo sviluppo e contribuendo all’equilibrio e alla salute delle foreste.

Un capitolo specifico riguarda i tesserini. Il possesso del titolo di pagamento è obbligatorio durante la raccolta; qualora non sia disponibile fisicamente al momento del controllo, può essere esibito entro dieci giorni dalla contestazione. Il costo varia a seconda della zona: 10 euro in Val Brembana e 5 euro in Val Seriana e Val di Scalve. I proventi vengono destinati dalle Comunità montane alla gestione e alla manutenzione del territorio.

I Carabinieri Forestali segnalano inoltre un aumento del numero di appassionati, trasversale alle diverse fasce d’età. Un fenomeno considerato positivo per la riscoperta del territorio e per una maggiore sensibilità verso l’ambiente, ma che porta con sé anche alcune criticità. Non tutti i cercatori, infatti, sembrano avere un’adeguata preparazione rispetto alle caratteristiche del territorio montano, all’abbigliamento necessario e ai repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche.

C’è poi il tema della sicurezza. La raccolta notturna è vietata anche per ridurre il rischio di incidenti e smarrimenti nei boschi, soprattutto per chi conosce poco il territorio. I Carabinieri Forestali ricordano inoltre l’importanza di informare familiari o amici sulla propria destinazione quando si affrontano zone isolate, considerando che in molte aree montane la copertura telefonica può essere assente. È consigliabile avere con sé acqua e cibo e prestare particolare attenzione all’orientamento, dal momento che i percorsi utilizzati dai cercatori di funghi non sono necessariamente sentieri tracciati.

I controlli riguardano anche la circolazione sulle strade agrosilvopastorali e la sosta dei veicoli. L’aumento dei cercatori può infatti tradursi in una pressione maggiore su strade caratterizzate normalmente da una viabilità molto ridotta, con casi di accessi non autorizzati e parcheggi a bordo strada dove non consentiti.

Infine, l’invito a prestare attenzione prima di consumare i funghi raccolti. Soprattutto nel caso di esemplari ricevuti in regalo o acquistati al di fuori dei normali circuiti commerciali, i Carabinieri Forestali raccomandano di sottoporli al controllo dell’Ispettorato Micologico dell’ATS. Da evitare anche i venditori itineranti lungo le strade: la vendita con queste modalità è vietata e può comportare sanzioni. Nelle passate stagioni i controlli dei nuclei di Gandino, Almenno San Salvatore e Curno avevano portato anche a cinque sequestri.