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Si torna in classe con oltre 30 gradi. Meglio rinviare l’inizio della scuola al 1° ottobre? Vota il sondaggio

Una docente campana ha lanciato una petizione per posticipare l’inizio delle lezioni. E, mentre il dibattito si accende, anche a Bergamo le previsioni indicano temperature ancora estive

Bergamo. Tornare sui banchi a metà settembre, come previsto dal calendario scolastico, oppure aspettare che il caldo lasci spazio a temperature più autunnali? La domanda, alla vigilia della ripresa delle lezioni, arriva da una petizione lanciata nei giorni scorsi da una docente campana che chiede di posticipare l’inizio dell’anno scolastico al 1° ottobre.

Una proposta che sta facendo discutere, soprattutto in un’estate in cui si sono avvicendate ondate di calore: secondo le attuali proiezioni, il clima non sembra intenzionato a lasciare subito spazio all’autunno. Anche in Bergamasca il ritorno in classe potrebbe avvenire con un clima ancora decisamente estivo: le previsioni per i prossimi giorni indicano temperature massime che in città e in pianura supereranno ampiamente i 30 gradi. Anche ipotizzando una lieve discesa, i valori si dovrebbero attestare sopra la media stagionale anche nella seconda metà del mese.

Maria Cuono, insegnante di lettere alle scuole superiori in Campania, il 30 agosto ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org indirizzata alle istituzioni nazionali e locali. La richiesta è quella di rinviare l’apertura delle scuole in presenza qualora le condizioni climatiche risultino incompatibili con il normale svolgimento delle lezioni e, più in generale, di ripensare gli edifici scolastici alla luce di temperature sempre più elevate.

Il problema non riguarda soltanto il calendario. Molte aule italiane non dispongono di sistemi di climatizzazione e il caldo può rendere più difficile trascorrere diverse ore consecutive in classe, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature elevate e afa.

La petizione riporta così al centro una questione più ampia: il calendario scolastico è ancora adeguato al clima di oggi? Oppure sarebbe più opportuno distribuire diversamente le pause durante l’anno, accorciando la lunga pausa estiva e prevedendo periodi di vacanza in altri momenti?

Ma voi cosa ne pensate?