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Quando l’unghia incarnita diventa un problema

L’intervento precoce dello specialista toglie il dolore ed evita che il problema si ripresenti

L’onicocriptosi, comunemente chiamata “unghia incarnita”, è una delle condizioni podologiche più diffuse e più dolorose. Si verifica quando il margine dell’unghia penetra nei tessuti molli del solco ungueale, causando infiammazione, gonfiore, rossore e, nei casi più avanzati, infezione. Il fastidio può essere così intenso da limitare la deambulazione quotidiana, rendendo difficile anche indossare una semplice scarpa. Pur essendo un disturbo molto comune, l’onicocriptosi non va mai sottovalutata: se trascurata, può evolvere in quadri infettivi, granulomi e deformazioni che richiedono interventi più invasivi. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, un intervento tempestivo e corretto da parte di un professionista permette non solo di risolvere il dolore, ma anche di evitarne la ricomparsa attraverso percorsi preventivi personalizzati. Ne parliamo con il Dott. Fabio Ricci, il nuovo podologo di Habilita Sport Medicine, il centro medico all’interno della New Balance Arena.

Dott. Fabio Ricci habilita marketing

“L’onicocriptosi (unghia incarnita) può avere cause differenti, che spesso si sommano tra loro: una delle cause principali è una pressione anomala sull’unghia dovuta a un appoggio scorretto del piede. Piede pronato, alluce valgo, sovraccarichi o alterazioni della postura possono generare microtraumi ripetuti sulla lamina ungueale, portando l’unghia a cambiare la sua forma o creando una pressione anomala e incarnirsi. Un’altra possibile causa è il taglio scorretto dell’unghia. Tagliare le unghie troppo corte, arrotondate o con angoli scavati favorisce la ricrescita deviata verso i tessuti molli. Anche le calzature non adeguate (troppo strette o rigide) possono provocare questo problema. Altri soggetti hanno una predisposizione anatomica: unghie ricurvate a pinza o unghie onicodistrofiche, letti ungueali stretti o solchi profondi aumentano il rischio. Infine, anche traumi ripetuti o microtraumi da attività sportive possono innescare processi infiammatori”.

Come si può risolvere il problema?

“Il podologo è un esperto che è in grado di valutare il grado di onicocriptosi e infezione presente così permettendo di scegliere il trattamento più adatto. Si possono attuare dei trattamenti conservativi come la pulizia del solco, rimozione della spicola (porzione ungueale), medicazioni antinfiammatorie ed educazione preventiva come il corretto taglio dell’unghia questo permette spesso un sollievo immediato. Nel caso in cui l’origine sia una combinazione di fattori che risiede anche nella biomeccanica, i plantari su misura correggono e aiutano a dare un vantaggio meccanico al piede e permettono anche di ridurre sovraccarichi che possono creare recidive in futuro”.

Nel caso di recidive come si deve intervenire?

“Nei casi recidivanti, la fenolizzazione elimina la porzione ungueale responsabile dell’incarnimento. Si tratta di una procedura rapida, con un fastidio minimo e quasi nessuna recidiva. Si interviene con l’applicazione di una sostanza, il fenolo, sulla porzione della matrice ungueale (cioè la “radice” dell’unghia) responsabile della crescita del bordo che tende a incarnirsi. In questo modo l’unghia continuerà a crescere, ma leggermente più stretta, evitando che il bordo torni a penetrare nella pelle”.

Perché è sempre consigliato farsi seguire da un professionista?

“Un intervento domestico può peggiorare la situazione e un trattamento estetico non permette creare una prevenzione clinica in tutti gli aspetti involucrati nella produzione di questa patologia. Un professionista può valutare l’origine del problema, prevenire infezioni, personalizzare il percorso terapeutico e risolvere definitivamente anche i casi cronici. Affrontare subito un’onicocriptosi significa evitare dolore prolungato e complicazioni”.

Per informazioni o prenotazioni con il podologo di Habilita Sport Medicine

T 035.4815970

335 5839837 (solo messaggistica)

infosportmedicine@habilita.it