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L’agente di Kessié: “Ha aspettato la Juve per settimane. L’Atalanta lo ha rispettato e valorizzato”
Foto Atalanta.it

L’agente George Atangana fornisce la sua versione su quanto accaduto durante l’estate con i bianconeri e sulla firma con la Dea: “Non ha mai dimenticato il punto di partenza, i rapporti umani spesso contano di più. Ora vuole restituire”

La telenovela che ha riguardato il possibile passaggio di Frank Kessié alla Juventus è stata una delle più lunghe dell’estate. E poi, come spesso capita, si è conclusa in un nulla di fatto, visto che l’ivoriano è tornato all’Atalanta, nove anni dopo il suo addio. Giovanni Carnevali, amministratore delegato della Juventus, aveva affermato a Dazn che l’ivoriano era “un giocatore che a me interessava. Abbiamo trattato per più giorni con lui. Dobbiamo tener presente che abbiamo il settlement agreement Non è un problema economico, ma di parametri che la Uefa ci impone. A volte è complicato. Oggi bisogna tenere conto del giocatore che si vende per acquistare. Con Kessié si pensava di poter chiudere perché noi siamo riusciti con tante difficoltà a trovare cosa aveva richiesto. Probabilmente, lo penso io, non era così grande l’interesse del giocatore a venire alla Juventus, o da parte del procuratore”.

Di tutta risposta, l’agente del giocatore George Atangana ha preso parola per fare il punto e dare la sua versione dei fatti riguardo l’attesa dell’ivoriano da parte della Juventus. “La trattativa non è nata negli ultimi giorni di mercato. È iniziata molte settimane prima. Aveva deciso che avrebbe voluto sposare il progetto Juventus e lo ha dimostrato concretamente, con i fatti e con rinunce economiche enormi, rifiutando offerte irrinunciabili da altri club. Ha aspettato tutta l’estate, abbiamo accettato di dare tempo al club, per parecchie settimane. La proposta concreta della Juventus è maturata soltanto negli ultimissimi giorni di mercato e, nonostante fosse sensibilmente inferiore rispetto alle condizioni inizialmente ipotizzate, avevo avuto l’assenso del calciatore a rivedere le sue richieste, abbassandole proprio per andare incontro alle esigenze e alle difficoltà della Juventus: la sua priorità era andare alla Juventus. Ma non si è raggiunto un punto d’equilibrio”.

“Ritenendo di aver fatto il massimo, consapevole del proprio percorso, del proprio valore e al tempo stesso delle rinunce fatte per mantenere la priorità data alla Juventus, Franck, alla fine di agosto, ha tratto alcune lecite e ragionevoli conclusioni sull’effettiva determinazione del club nel volerlo. Era diventata una questione di considerazione, di fiducia nei suoi mezzi e, soprattutto, di dignità. Solo negli ultimissimi giorni di mercato c’è stata la disponibilità del club a sedersi concretamente a un tavolo. Personalmente, gli interessi dei miei assistiti vengono prima dei miei. Sempre. La decisione di interrompere la trattativa è arrivata quando, di fronte alle rigidità e alle difficoltà incontrate, Franck ha ritenuto che non esistessero più le condizioni per arrivare a una conclusione positiva; e questo è nato dalla sensazione che fossero venute a mancare, o non fossero mai state del tutto presenti, convinzione e determinazione da parte della dirigenza del club. Tengo, però, a rivolgere un ringraziamento sincero all’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, che ha dimostrato grande considerazione per Franck, motivandolo fortemente. È stata una delle ragioni, se non la principale, per cui Franck è rimasto disponibile fino all’ultimo”.

Poi è arrivato l’incontro con l’Atalanta, che ha sfruttato l’occasione e l’impasse e con un blitz lo ha portato a Bergamo. “Nella vita e nel calcio si incontrano persone capaci di ricordarti che, prima dei contratti, dei bonus e delle trattative, esistono i rapporti umani. La famiglia Percassi aveva percepito il disagio del ragazzo. Conosce Franck, la sua storia, il suo carattere e i suoi valori. Ha parlato con me e ha parlato con lui, e in quelle conversazioni non è mai stato messo al centro l’aspetto economico. Si è parlato della storia tra Kessié e l’Atalanta, del ragazzo arrivato a Bergamo tanti anni fa e dell’uomo che è diventato. Qualche volta sono proprio certi “dettagli” a fare la differenza”.

Kessie Atalanta ufficiale

“Franck Kessié non ha scelto l’Atalanta perché non aveva alternative. È importante dirlo con chiarezza. Ne aveva, anche da club prestigiosi e a condizioni economiche estremamente importanti. Ha scelto Bergamo perché lì si è sentito desiderato, rispettato e valorizzato; sia come persona sia come calciatore. E soprattutto non ha dimenticato da dove è partito e quanto abbia ricevuto. Avrebbe potuto scegliere di tornare a Bergamo a 35 anni, alla fine della carriera, per chiudere romanticamente un cerchio. E sono convinto che la famiglia Percassi lo avrebbe accolto anche allora. Ha scelto invece di tornarci adesso, nel pieno della propria maturità calcistica, per provare a restituire qualcosa all’Atalanta. A tutti i tifosi bergamaschi rivolgiamo quindi un messaggio semplice e sincero: Franck è tornato, con gratitudine verso il passato, rispetto per il presente e fiducia nel futuro”.