MindFit Clinic: salute e benessere
La dieta planetaria: mangiare bene per noi e per il pianeta
Mangiare in modo sano per noi deve essere compatibile con un sistema alimentare sostenibile nel tempo e questo non significa né seguire una dieta rigida né rinunciare ad intere categorie di alimenti
Attualmente viviamo in un’epoca in cui il tema dell’alimentazione sembra essere sempre sulla bocca di tutti. Ci vengono proposti continuamente modelli alimentari diversi e purtroppo, nella maggior parte dei casi, non basati su evidenze scientifiche. Passiamo da modelli come la “carnivore diet”, che estremizza il consumo di alimenti di origine animale a regimi che contemplano solo il consumo di frutta e verdura crude. In mezzo a quest’infinita varietà di proposte, spesso diventa difficile orientarsi in maniera corretta e riuscire a distinguere ciò che è un modello alimentare valido da ciò che non è altro che una nuova tendenza social.
Nella complessità di questo scenario, il rapporto della EAT-Lancet Commission di ottobre 2025 , offre un modello concreto e valido per tutti, che possiamo davvero prendere come riferimento. Il grandissimo punto di forza di questo modello è quello di unire la salute delle persone alla salute del pianeta. Ed oltre a questo, viene considerato anche un altro concetto importantissimo ed essenziale e cioè il concetto di giustizia, che include l’obiettivo di costruire sistemi alimentari capaci di garantire cibo sano e accessibile a tutti, rispettando al tempo stesso i limiti ecologici del nostro pianeta. È proprio sulla base di questi tre punti fondamentali che nasce il concetto di Planetary Health Diet o “dieta per la salute planetaria”. Il messaggio è che mangiare in modo sano per noi deve essere compatibile con un sistema alimentare sostenibile nel tempo e questo non significa né seguire una dieta rigida né rinunciare ad intere categorie di alimenti. Infatti, quello proposto è un sistema flessibile e adattabile non solo ai gusti personali ma anche alle diverse culture e alle diverse tradizioni alimentari.
Una dieta a prevalenza vegetale, non una dieta “senza”
Come anticipato, la dieta planetaria non è una dieta di privazione ma è certamente essenziale che sia una dieta a base e prevalenza vegetale. Il documento ufficiale della commissione fornisce delle grammature medie di riferimento basate su una dieta da circa 2400 Kcal e vengono riportati anche dei range di consumo per le varie categorie alimentari, a cui poter far riferimento in maniera piuttosto flessibile e personalizzabile secondo le esigenze di ognuno.
Nella pratica vengono proposti obiettivi medi giornalieri per quanto riguarda il consumo di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, semi e frutta secca. Vengono indicate invece delle frequenze di consumo settimanali, e non giornaliere, per quanto riguarda carne rossa, pollame e pesce mentre risulta consentito un consumo quotidiano di latte, yogurt e latticini. Gli alimenti di origine animale, dunque, non vengono eliminati ma molto ridimensionati. La grande differenza rispetto al consiglio generico di mangiare “più vegetale” è sostanziale. Legumi, cereali integrali, verdura, frutta, frutta secca e semi diventano le colonne portanti e non sono più solo un contorno, mentre carne e altri alimenti di origine animale possono continuare ad esserci, ma occupando uno spazio decisamente più marginale.
Perché si parla di salute del pianeta?
Il tema della salute del pianeta è essenziale, perché il modo in cui produciamo e consumiamo cibo ha un impatto enorme sull’ambiente. Dal rapporto del 2025 risulta infatti che i sistemi alimentari attuali, contribuendo a circa il 30% dei gas serra, sono il principale motore della trasgressione di cinque dei nove limiti planetari (come il cambiamento climatico, l’acidificazione degli oceani, l’utilizzo globale dell’acqua dolce, eccetera…).
Per questo motivo, il concetto di sana alimentazione non può più essere svincolato dal parlare di alimentazione sostenibile. L’ecosostenibilità dei regimi alimentari non può essere un trend di discussione passeggero né un optional, perché una dieta equilibrata dal punto di vista nutrizionale non può essere considerata adeguata se per essere mantenuta richiede livelli di consumo di risorse incompatibili con la capacità del pianeta di rigenerarsi.
Non è solo una questione individuale
Ovviamente, quanto sopra riportato non può essere lasciato solo alla responsabilità del singolo consumatore. Il documento sottolinea infatti che la trasformazione del sistema alimentare richiede anche interventi sulle politiche agricole, sull’accessibilità economica degli alimenti, sulla produzione, sugli sprechi e sulle condizioni di lavoro. Secondo i dati riportati dalla commissione, attualmente meno dell’1% della popolazione mondiale vive in una condizione in cui i bisogni alimentari e i diritti fondamentali sono contemporaneamente soddisfatti senza superare i limiti del pianeta.
Quest’ultimo punto rende ancora più importante il messaggio che il modello della dieta planetaria vuole trasmettere. Non si chiede solo alle persone di mangiare meglio ma è importante che vi sia uno sforzo generale per rendere più facile, accessibile e normale scegliere un’alimentazione che sia al contempo sana e sostenibile. Per tornare dunque alle considerazioni iniziali, possiamo dire che in un panorama alimentare ricco di estremismi, forse il valore più grande che possiamo ricercare è quello che ci viene fornito da questo modello, cioè quello di riportare il tema dell’alimentazione alla normalità: mangiare bene non significa mangiare perfettamente, né rinunciare a tutto ciò che piace. Significa costruire un’alimentazione che faccia bene alla persona, che ne rispetti i diritti e che possa essere sostenuta anche dal mondo in cui quella persona vive.
Dott.ssa Giada Piazzini
Dietista con laurea magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana
MindFit Clinic
Fonti:
The EAT–Lancet Commission on healthy, sustainable, and just food systems – Johan RockströmShakuntala Haraksingh ThilstedWalter C WillettLine J GordonMario HerreroChristina C Hickset al. – The LancetVol. 406No. 10512P1625-1700
https://eatforum.org/wp-content/uploads/2026/04/EL_Summary-Report_2025_v1.pdf


