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Ciclista investito da un bus e-Brt, l’allarme di Aribi: “Ce l’aspettavamo, ora servono soluzioni”

Il 27enne è finito in ospedale con traumi alla testa e due costole rotte, la sindaca di Lallio Sara Peruzzini: “Mi aspetto interventi immediati”. A Bergamo in programma un incontro tra l’associazione e l’assessore Berlanda

Lallio. “È brutto da dire, ma ce l’aspettavamo”. Claudia Ratti, presidente dell’Associazione per il Rilancio della Bicicletta di Bergamo (Aribi), pronuncia queste parole poche ore dopo l’incidente che martedì mattina ha coinvolto un ciclista di 27 anni e un autobus e-Brt sulla Provinciale 525, a Lallio. La dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Ponte San Pietro, ma secondo la versione fornita da Atb il giovane stava pedalando nella corsia riservata ai bus elettrici quando un mezzo lo ha raggiunto nella sua corsa verso Dalmine: il conducente avrebbe tentato di superarlo mantenendo la distanza di sicurezza, ma il ciclista avrebbe improvvisamente modificato la propria traiettoria verso sinistra.

Dipendente della Baldassari Agnelli di via Madonna, il 27enne è stato soccorso sul posto da un’ambulanza e trasportato in codice giallo al Papa Giovanni XXIII. L’episodio ha riportato immediatamente al centro del dibattito la sicurezza delle biciclette lungo il tracciato del nuovo sistema di trasporto pubblico. A poche ore dai fatti la sindaca di Lallio, Sara Peruzzini, chiede interventi senza ulteriori rinvii. “Al netto della dinamica dell’incidente, negli ultimi giorni ci sono già stati due casi, per fortuna non gravi (il primo è stato l’incidente alla rotonda di Dalmine, ndr) – ricorda -. Sono sufficienti per dire a chi di dovere che la situazione presenta delle criticità sul fronte della sicurezza dei cittadini”. La Provinciale 525, sottolinea, è una strada molto frequentata: “Mi aspetto, e sono certa, che chi è deputato a gestire queste evidenti criticità lo faccia subito. Soluzioni non sono più derogabili”.

Le parole della sindaca si innestano su un confronto aperto da settimane. Il nodo è la convivenza tra biciclette, traffico ordinario e i nuovi bus elettrici: con le modifiche al Codice della strada, le bici non possono più utilizzare le corsie riservate ai mezzi pubblici e, in alcuni tratti, sono costrette a condividere la carreggiata con auto, furgoni e mezzi pesanti. Già nelle settimane precedenti l’entrata in servizio dell’e-Brt, Aribi aveva posto una domanda semplice quanto scomoda: dove devono stare i ciclisti? Non basta indicare dove non possono transitare, sostiene l’associazione: serve uno spazio in cui possano viaggiare in sicurezza, soprattutto nei tratti extraurbani dove la carreggiata è condivisa con un traffico intenso.

A dare un’immagine concreta di queste difficoltà è anche un video pubblicato nei giorni scorsi dal vicepresidente di Aribi, Nicola Freti. In sella alla propria bicicletta, diretto verso la stazione di Bergamo per prendere un treno, ha ripreso un tratto di via Bonomelli: da una parte l’e-Brt e gli autobus di linea, che lì possono utilizzare in deroga la corsia riservata, dall’altra le auto che sfrecciano. “Devo stare in mezzo, nel limbo”, commenta nel video, descrivendo lo spazio ristretto in cui si trova costretto a pedalare.

Dopo l’incidente di martedì, Ratti non nasconde la preoccupazione: “Sono senza parole, temo sia il primo di una lunga serie”. Racconta di aver ricevuto, proprio lunedì 31 agosto, una convocazione dall’assessore alla Mobilità Marco Berlanda per discutere possibili alternative: l’incontro, al quale parteciperà anche Fiab, è fissato per mercoledì 2 settembre. Ma per la presidente di Aribi arriva tardi: “Queste cose andavano pensate prima, non dopo. La settimana scorsa avevo inviato una Pec al Comune, da tempo evidenziamo le criticità. Tutti i correttivi posti fino a oggi sono a vantaggio delle auto: per le bici non è ancora stato fatto niente”. “Stiamo studiando delle soluzioni che vorremmo proporre alle associazioni – spiega l’assessore Berlanda -. Si ragionerà sull’ipotesi di ripristinare o realizzare ex novo delle corsie ciclabili nelle vie del centro città attraversate dal tracciato”.

Il nodo più stretto resta però quello sollevato nelle settimane scorse: individuare una soluzione per i tratti della 525 dove non esistono percorsi ciclabili alternativi adeguati. “La corsia e-Brt è e-Brt, non del trasporto pubblico – afferma Ratti -. Serve una deroga che consenta alle biciclette di utilizzare le corsie riservate nei tratti più a rischio. Sono stati sottratti metri di strada e ora serve un cambio nella normativa”.

Il primo giorno di e-brt

Nel comunicato diffuso dopo l’incidente, l’associazione alza però il tiro: chiede che vengano resi pubblici e verificati gli studi, le valutazioni e le simulazioni condotti in fase di progettazione sulla convivenza tra e-Brt, biciclette e utenti vulnerabili, e vuole sapere quali risorse siano state destinate alla messa in sicurezza dei ciclisti lungo l’intero tracciato.