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“Un’altra bandiera è andata persa”, “Sarebbe stato bello salutarsi in nerazzurro”: i messaggi della Curva Morosini per De Roon

Contro il Bologna, l’Atalanta ha giocato la sua prima partita senza il suo ormai ex capitano, che ha già esordito con la maglia della Roma. In Curva Sud sono apparsi due striscioni

Atalanta-Bologna, in posticipo serale in un caldo lunedì di fine agosto. Sarebbe lecito pensare ad una sfida come tante altre se ne sono viste sul palcoscenico della New Balance Arena. E invece no. Questa ha avuto un sapore particolare o se preferite un retrogusto amaro. La Dea, infatti, è scesa in campo per la prima volta senza Marten De Roon a rappresentarla. L’ormai ex capitano nerazzurro ha salutato Bergamo. Lo ha fatto da pochi giorni dopo undici anni – inframezzati dalla parentesi Middlesbrough – nel corso dei quali è stato leader, simbolo e protagonista assoluto dell’epoca più scintillante della storia atalantina. Il classico giocatore nel quale ogni generazione di tifosi tende per forza di cose a identificarsi.

E’ successo tutto in fretta nel giro di pochissime ore. E oggi sembra ancora difficile poter realizzare bene il tutto. Nemmeno il tempo di metabolizzare la gioia per il ritorno a casa di Franck Kessié, che il popolo dell’Atalanta si è trovato a fare i conti con uno scenario inaspettato, improvviso. Uno di quelli per i quali non si è mai del tutto preparati.

Marten ha salutato quella che per un buon decennio è stata la sua casa e lo ha fatto per ricongiungersi a Gian Piero Gasperini a Roma, per indossare la mgka giallorossa con cui ha già esordito a Lecce entrando nel finale di gara. E così, i tifosi nerazzurri che hanno riempito gli spalti in occasione di Atalanta-Bologna si sono riscoperti un po’ più soli, ma con il cuore e gli occhi colmi di ricordi indelebili. Impossibile, infatti, non rendere omaggio ad uno dei pilastri della storia del club orobico, non a caso colui che detiene il record di presenze ufficiali.

Anche se così fa male… grazie Marten“, si legge su uno stendardo che ha fatto capolino in Curva Morosini a pochi minuti dal calcio d’inizio. E sempre prima del fischio iniziale dell’arbitro Doveri, anche il direttore sportivo Cristiano Giuntoli è stato chiamato a dire la sua sul caso De Roon: “Abbiamo assecondato la volontà del giocatore”, è stato il commento del ds atalantino.

Nel corso della prima frazione di gioco, sempre nel cuore della Sud atalantina sono stati  stato srotolati altri due striscioni indirizzati al centrocampista olandese: “Grazie per questi 11 anni, sarebbe stato bello salutarsi in nerazzurro“. E a seguire un altrettantl malinconico: “Una cosa è certa, un’altra bandiera è andata persa“.

A prevalere, dunque, è stato il sentimento di tristezza e di rammarico per un finale che tutti gli atalantini, sia quelli presenti allo stadio che quelli  davanti alla televisione, avrebbero voluto scrivere in maniera decisamente differente.