Logo

Temi del giorno:

Non ce l’ha fatta il ciclista travolto da un bus: morto sei giorni dopo l’incidente a Caravaggio

Francesco Manzoni era in sella alla sua bici quando è stato urtato da un autobus di linea poco prima delle 17. Inutili i soccorsi, il 69enne di Treviglio è morto dopo il ricovero in ospedale

Treviglio. Non ce l’ha fatta Franco Manzoni, 69 anni, di Treviglio. L’uomo è morto martedì 1 settembre dopo aver lottato tra la vita e la morte in seguito al grave incidente avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto sulla provinciale 132, tra Caravaggio e Vidalengo, all’altezza dell’incrocio con via Donizetti.

Manzoni era in sella alla sua bicicletta elettrica e, secondo quanto ricostruito, stava percorrendo una strada sterrata in direzione nord quando si è immesso sulla Provinciale. In quel momento sopraggiungeva un autobus di linea diretto a Bergamo.

Alla vista del ciclista, l’autista avrebbe sterzato invadendo la corsia opposta nel tentativo di evitarlo. L’autobus ha però urtato Manzoni all’altezza della porta anteriore destra. Nella caduta, il 69enne avrebbe battuto violentemente la testa.

A bordo dell’autobus c’erano alcuni passeggeri. Le loro testimonianze sono state raccolte dagli agenti e hanno contribuito alla ricostruzione della dinamica. Subito dopo l’impatto, l’autista ha visto Manzoni perdere molto sangue, è sceso dal mezzo, gli ha prestato i primi soccorsi e ha dato l’allarme.

Erano circa le 17 quando è scattata la richiesta di intervento. Sul posto sono arrivati unambulanza, un’auto medica e l’elisoccorso, tutti mobilitati in codice rosso. Manzoni è stato soccorso e trasportato in ospedale. Ha lottato tra la vita e la morte, ma le ferite riportate nell’incidente erano troppo gravi.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale del Distretto della Bassa Bergamasca Occidentale, che hanno gestito la viabilità e svolto i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Franco Manzoni viveva in una delle vie afferenti alla circonvallazione interna di Treviglio insieme alla moglie. Qualche ora prima della tragedia l’uomo era al bar sotto casa, che frequentava quotidianamente, dove avrebbe detto che sarebbe andato a fare un giro a Caravaggio e dove è stato ricordato dai gestori come “un fratello”.