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Studio CREA su agricolture italiane. Confai: “Agromeccanici alleati strategici per l’innovazione”

Cattaneo (presidente): “La varietà delle imprese agricole richiede una crescente capacità di costruire sinergie”

“Lo studio del CREA dedicato ai diversi profili imprenditoriali dell’agricoltura italiana offre una chiave di lettura utile per comprendere la complessità del settore e, soprattutto, per individuare nuove forme di collaborazione tra imprese agricole e agromeccaniche”: con queste parole il presidente di Confai Bergamo, Pietro Cattaneo, ha commentato una recente analisi del CREA-Politiche e Bioeconomia, rilanciata dal portale specializzato PianetaPsr.
La ricerca evidenzia un’ampia articolazione delle tipologie aziendali, classificate in base all’età degli imprenditori, modelli organizzativi, capacità di investimento e propensione all’innovazione. In particolare, i profili caratterizzati da maggiore dinamismo imprenditoriale e orientamento all’innovazione rappresentano complessivamente poco meno del 27% delle aziende professionali analizzate. Secondo Confai, si tratta di una componente essenziale del sistema agricolo, la cui esperienza può contribuire alla diffusione di nuove tecnologie e soluzioni organizzative. D’altra parte, il dato offre spunti di riflessione sul futuro del settore.
“Non tutte le aziende agricole possono affrontare direttamente investimenti rilevanti in macchinari, tecnologie e competenze specialistiche – ricorda Cattaneo -. Proprio per questo il rapporto con le imprese agromeccaniche rappresenta una leva fondamentale per accedere all’innovazione, razionalizzare gli investimenti e mantenere elevati livelli di efficienza produttiva.”
Il ricorso a servizi agromeccanici qualificati, com’è noto, consente alle aziende agricole di beneficiare di macchinariad alta tecnologia senza dover necessariamente sostenere in proprio l’intero costo degli investimenti. Ciò rappresenta un’opportunità particolarmente significativa in una fase caratterizzata da mercati internazionali incerti e dalla crescente esigenza di migliorare la sostenibilità delle produzioni.
“Di fronte alle sfide della globalizzazione non esiste una sola dimensione possibile dell’impresa agricola – sottolinea il segretario provinciale di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo -. Esistono invece diverse esigenze produttive, alle quali occorre rispondere attraverso una maggiore integrazione tra competenze agricole e servizi agromeccanici, al fine di garantire un rapido accesso all’innovazione anche alle realtà che dispongono di minori capacità di investimento diretto”.