Le nomine
|Istituti Educativi, il nuovo Cda è tutto centrodestra: “Più velocità nelle decisioni, ora valorizziamo il patrimonio”
Confermato alla presidenza Ivan Tassi, due nuovi ingressi in quota Fratelli d’Italia. Il Pd: “Rammaricati per la mancanza di apertura”. Tra i dossier anche il tracciato della Bergamo-Treviglio: “Si rischia un’importante svalutazione dei terreni”
Bergamo. L’8 settembre, data al vaglio per la prima seduta, cinque persone si siederanno attorno a un tavolo per decidere le sorti di un patrimonio che affonda le radici nel 1532. Sono i nuovi vertici della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo (Fieb), uno degli enti più antichi e meno appariscenti del territorio bergamasco: nato dalle opere assistenziali di San Girolamo Miani per gli orfani, oggi gestisce un patrimonio immobiliare imponente e finanzia progetti che vanno dall’educazione al sostegno della marginalità sociale.
Lunedì 31 agosto il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli ha firmato le nomine: confermato alla presidenza il sindaco di Misano Gera d’Adda Ivan Tassi (Forza Italia), confermati anche i due consiglieri di area Lega, Romina Rigamonti di Telgate e Jacopo Riganti di Castel Cerreto. Il Cda, che resterà in carica cinque anni, si completa con due volti nuovi in quota Fratelli d’Italia: l’avvocata Silvia Belotti, già candidata sindaca a Entratico, e Federico Carpanoni, consigliere comunale a Brignano e membro del direttivo provinciale di Gioventù Nazionale, considerato dai vertici del partito una vera e propria promessa politica.
Dietro la formalità burocratica delle nomine si nasconde una manovra politica precisa. A fine luglio il presidente e i due consiglieri di centrodestra si erano dimessi in blocco, provocando la decadenza anticipata dell’organo: un fatto mai accaduto prima nella storia della Fondazione. Secondo quanto previsto dallo Statuto, la mossa ha di fatto attivato quello che in gergo viene chiamato “spoil system” – letteralmente ‘sistema del bottino’ -, una pratica politica tipica dei cambi di governo con cui i nuovi vertici sostituiscono i dirigenti nominati dalla giunta precedente per collocare persone di fiducia nei ruoli chiave. Il meccanismo garantisce continuità politica al programma dell’esecutivo, ma espone anche al rischio opposto: quello di premiare la fedeltà partitica più della competenza.
Il risultato è un Cda espressione esclusiva del centrodestra, con due consiglieri di Fdi e tre riconducibili all’area Lega-Forza Italia. Tassi era stato nominato per la prima volta presidente di Fieb nel gennaio 2024, dopo la bocciatura di Anac sulla nomina di Mauro Bonomelli (Pd). Gafforelli non nasconde la natura della scelta. “Sono nomine politiche – spiega -. Sono stati i partiti a volere il ricambio: insieme abbiamo condiviso i nomi dei nuovi consiglieri. Affidiamo la guida della Fondazione a persone chiamate a mettere competenze e responsabilità al servizio di un’istituzione profondamente legata alla comunità bergamasca”.
Silvia Belotti
Federico Carpanoni (a destra) con il presidente della Provincia GafforelliSulla stessa linea il neopresidente confermato Tassi, che indica subito la rotta: “Mi attendo che il Cda saprà focalizzarsi su quello che conta davvero per la Fondazione: mettere a rendita le risorse del patrimonio”. Tra i dossier aperti, i lavori per l’asilo e il borgo di Castel Cerreto e la riqualificazione di diversi immobili in città. “Avremo una marcia in più nei tempi decisionali”, assicura Tassi, che guarda anche alla continuità con la gestione precedente: “Con lo scorso Cda, al netto di alcune divergenze, si è lavorato tutto sommato bene. Se c’è armonia di intenti tra i membri potremmo decidere ancora più rapidamente, rafforzati anche dall’unità politica”.
A pagare il conto sono i due consiglieri dem uscenti, Elisa Riva e Matteo Rossi. Proprio Rossi, sindaco di Bonate Sopra e vicesegretario regionale del Pd, non usa mezzi termini: “La nuova maggioranza in Provincia si è dichiarata autosufficiente sul piano politico e ha deciso di chiudere la stagione della collaborazione istituzionale. Legittimo, ma a mio avviso sbagliato: la decadenza anticipata del consiglio di Fieb ne è una diretta conseguenza”. Sulla stessa linea Erik Molteni, consigliere provinciale di Civici e Democratici: “C’è dispiacere per la mancanza di apertura, in una Fondazione che ha sempre fatto della trasversalità il suo punto di forza. L’auspicio è che i progetti già avviati vengano realizzati. Siamo consapevoli che la nomina è a discrezione del presidente, ma il rammarico è non vedere nemmeno una persona vicina alla nostra sensibilità politica”.
La Fondazione dal 2003 è un ente di diritto privato senza scopo di lucro: è soprattutto il suo peso patrimoniale e la capacità di indirizzare risorse verso il territorio a renderla un ente osservato con attenzione anche dalla politica. Non è un caso che il suo Cda venga nominato direttamente dal presidente della Provincia e non è un dettaglio da poco che l’organo sia composto quasi interamente da amministratori legati alla Bassa Bergamasca, dove gravitano buona parte degli interessi di Fieb. È lì, tra Treviglio e Castel Cerreto, che la Fondazione custodisce gran parte del proprio patrimonio immobiliare: terreni ed edifici accumulati in secoli di eredità e lasciti, in un’area oggi al centro di importanti trasformazioni urbanistiche. Le decisioni di questo Cda, insomma, non resteranno confinate ai palazzi della politica bergamasca.
Tra i temi con cui il neo-Cda dovrà misurarsi c’è anche quello, delicato, del tracciato dell’autostrada Bergamo-Treviglio, che attraversa i terreni degli Istituti Educativi. “Operiamo per tutelare l’interesse della Fondazione, che è quello di preservare il patrimonio – spiega Tassi -. Il tracciato così come previsto comporta criticità evidenti anche nei nostri possedimenti, con una svalutazione importante”. Da qui la proposta, già avanzata in passato, di un percorso alternativo: “Se l’autostrada arriva a nord di Treviglio, si potrebbe andare verso est, creare la tangenziale di Treviglio e collegarsi al casello BreBeMi di Caravaggio”.


