L'iniziativa
|Bersani, Dimartino, Concita De Gregorio e Marianna Aprile tra gli ospiti di “Molte Fedi”
La nuova edizione propone un ricco programma di appuntamenti da lunedì 7 settembre a mercoledì 18 novembre in città ma anche in diversi paesi della provincia
Pier Luigi Bersani, Dimartino, Concita De Gregorio, Marianna Aprile, Gino Castaldo, Ema Stokholma, Licia Colò, Daria Bignardi, Vera Gheno e Andrea Pennacchi sono tra gli ospiti della nuova edizione di “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, la rassegna culturale delle Acli provinciali di Bergamo che ogni anno dà vita a tante preziose opportunità per riflettere sull’attualità.
L’iniziativa, che taglia il traguardo della 19esima edizione, propone un ricco programma di appuntamenti da lunedì 7 settembre a mercoledì 18 novembre in città ma anche in diversi paesi della provincia con l’obiettivo di raggiungere anche aree più periferiche rispetto al capoluogo. Come si evince dal titolo, “Nel tempo della promessa”, al centro dell’attenzione c’è il tema della promessa, intesa come legame, speranza e atto di presenza nel tempo presente.
Le promesse occupano oggi uno spazio poco rilevante nel modo in cui ci leghiamo agli altri, in amore, nel lavoro, nella vita sociale, in politica. Sono tante quelle non mantenute, quelle che si spiaggiano come cetacei sulla battigia e quelle che sembrano un modo superficiale per rimandare le discussioni che mettono in difficoltà, tra parole dette per illudere e parole vuote che perdono il loro significato. Roberto Cesa, presidente delle Acli provinciali di Bergamo, afferma: “Mi ha molto colpito un passaggio di Papa Leone XIV che, qualche giorno fa al Meeting di Rimini, ha detto “Il futuro è una promessa, non una minaccia!”. Mi ha subito fatto pensare al programma e al titolo dell’edizione di Molte Fedi che oggi presentiamo. In questi tempi duri, vogliamo custodire la possibilità di un tempo che deve ancora venire: un “non ancora” e un “altrove” che scavalca i limiti e le costrizioni del tempo presente. Siamo convinti che prometterci gli uni gli altri qualcosa può essere oggi una forma di ribellione che apre gli scenari del presente. Pur sentendoci a volte sull’orlo del baratro, nel tempo della promessa resiste la possibilità che i limiti che vediamo non siano la fine di tutto, ma una soglia da attraversare. Nel tempo della promessa rimane la possibilità che la parola diventi azione e impegno per il tempo presente e quello a venire. Molte Fedi 2026 sarà un viaggio tra promesse tradite e promesse da immaginare per garantire un futuro al nostro mondo”.
“La rassegna Molte fedi sotto lo stesso cielo è ormai un’importante occasione di incontro, riflessione e dialogo per il nostro territorio – dichiara Francesco Micheli, consigliere provinciale -. In un tempo in cui le differenze rischiano troppo spesso di trasformarsi in distanze, questa iniziativa ci ricorda il valore della cultura come luogo in cui riconoscersi, confrontarsi e costruire comunità. Come istituzione pubblica crediamo nell’importanza di creare occasioni di dialogo tra sensibilità, culture e generazioni diverse. Per questo sosteniamo con convinzione una rassegna che contribuisce a rendere la nostra comunità più consapevole, aperta e partecipe. Il programma di questa nuova edizione conferma la capacità delle ACLI di affrontare le grandi questioni del nostro presente con profondità, mantenendo sempre al centro il valore dell’incontro”.
L’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi, evidenzia: “Molte Fedi ‘mantiene la promessa’ e continua a portare in città occasioni di confronto e approfondimenti, scegliendo quest’anno un tema, Nel tempo della promessa appunto, che trovo particolarmente importante, e necessario, per il momento storico che stiamo vivendo. Con delicatezza e sensibilità culturale, la rassegna sceglie di restituirci una parola di speranza e di futuro entro un contesto globale drammatico, segnato da conflitti sempre più pesanti, laceranti crisi climatiche e dal progressivo inasprimento delle relazioni umane. Molte Fedi sotto lo stesso cielo si conferma un momento di alto valore per Bergamo, capace di offrire momenti di riflessione libera sui grandi nodi del presente grazie alla quasi totale gratuità degli eventi e a un parterre di ospiti eccezionale. Importante è anche il suo respiro territoriale, con una diffusione capillare che tocca ogni angolo della città – e quest’anno della provincia — da Borgo Santa Caterina a Longuelo, fino ad aule universitarie e teatri, garantendo a tutte e tutti la possibilità di partecipare, incontrarsi e sentirsi parte attiva di una comunità condivisa”.
“Il tema scelto quest’anno da Molte Fedi sotto lo stesso cielo – spiega il professor Sergio Cavalieri, rettore dell’Università degli studi di Bergamo – ci invita a guardare al futuro non come a qualcosa di già scritto, ma come a una responsabilità condivisa. È una prospettiva che sentiamo particolarmente vicina al ruolo dell’Università, chiamata non solo a produrre e trasmettere conoscenza, ma anche a interrogarsi sul mondo che cambia e sulle sfide che ci attendono. La collaborazione con Molte Fedi rappresenta per il nostro Ateneo un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra la comunità accademica e la società, favorendo confronto, consapevolezza e partecipazione. Un contributo che si concretizza anche attraverso la partecipazione di alcuni nostri docenti, tra cui Anna Chiara Cimoli, Francesca Morganti e Paolo Barcella, che porteranno nella rassegna le proprie competenze e prospettive. Anche quest’anno siamo quindi felici di contribuire a una rassegna che, attraverso linguaggi e visioni diverse, ci invita a prenderci cura del presente e a immaginare insieme le promesse del futuro”.

“Molte Fedi, in modo particolare con la sezione ‘Terre Alt(r)e’, interpreta molto bene un’idea di cultura nella quale la Fondazione crede: una cultura accessibile, capace di raggiungere anche i territori più periferici, ma soprattutto di coinvolgere le persone e le comunità nella costruzione delle proposte che le riguardano – osserva Simona Bonaldi, vicepresidente della Comunità Bergamasca -. È particolarmente interessante che alcuni degli eventi della rassegna non siano semplicemente portati sul territorio, ma l’esito di percorsi di ascolto, partecipazione e co-progettazione con le realtà locali. In questo modo la cultura diventa uno spazio nel quale incontrarsi, confrontarsi e costruire insieme consapevolezza attorno a questioni che riguardano tutti, come le trasformazioni ambientali e climatiche. C’è poi un altro elemento che consideriamo importante: creare una relazione tra il centro e le aree più periferiche della provincia, riconoscendo a queste ultime non soltanto il diritto di accedere alle opportunità culturali, ma la capacità di produrre cultura, pensiero e partecipazione. Sostenere Terre Alt(r)e significa per noi contribuire a comunità più attive e consapevoli, nelle quali la cultura può diventare uno strumento per rafforzare legami, generare partecipazione e immaginare insieme il futuro dei propri territori”.
Il calendario è molto articolato. “Nel presentarvi il programma di quest’anno mi piace far emergere alcune promesse a cui, come comitato scientifico, teniamo molto – dichiara Simone Pezzotta, referente dell’area cultura e formazione delle Acli di Bergamo -. In primis la promessa che riguarda il mondo che ci ospita. Abbiamo incominciato la nostra rassegna a Vilminore di Scalve con un bellissimo monologo di Petruzzelli, “La terra degli ulivi”, partendo da un’esperienza molto semplice: piantare un ulivo significa garantire un futuro ai propri figli. Nella rassegna 2026 troverete diversi eventi dedicati all’ambiente e alla crisi climatica: da Matteo Motterlini che affronterà la questione dal punto di vista cognitivo a Serena Giacomin con cui affronteremo la narrazione della crisi climatica all’esperienza di Licia Colò. Ma non solo: avremo l’onore di ospitare Amitav Ghosh, lo scrittore indiano che da anni nei suoi romanzi intreccia narrazione e critica ambientale. Una seconda linea di forza su cui il nostro programma insisterà è sicuramente legata allo scenario internazionale che ci circonda: cosa ci promette la politica? Di quali tradimenti prendere consapevolezza? Questo snodo ci permette di riprendere il tema dei conflitti affrontato lo scorso anno, cercando però di comprenderli in maniera sempre più profonda e con una chiave differente, provando a focalizzarci su quei Paesi che spesso hanno subìto egemonie e monopoli. Per questo parleremo di Africa con Chiara Piaggio, di Artico con Marzio Mian, di Asia sudoccidentale con Laura Silvia Battaglia ma anche di Stati Uniti con Oliviero Bergamini all’indomani delle elezioni di Midterm. Senza dimenticare il nostro Paese l’Italia: ospiteremo Pierluigi Bersani in dialogo con Giordano Bruno Guerri per parlare di promesse della politica e Marianna Aprile che presenterà il suo libro “La promessa. Storia di una rivoluzione incompleta. Al centro ci saranno anche le storie delle persone che migrano come quelle di cui parlerà Boban Pesov con la sua graphic novel “C’era una volta l’Est” e quelle che ci racconterà don Mattia Ferrari che verrà premiato con il Premio Costruttore di Ponti 2026. Da ultimo vorrei ricordare la sezione dedicata alla morte: l’evento ineluttabile per eccellenza. Percepiamo la sensazione che la morte oggi ci viene rubata, come se fosse qualcosa di osceno, e la nostra vita rischia di non avere più un confronto con il momento della finitudine. Per questo ci sarà un tavolo interreligioso, l’esperienza del Death Spritz, il reading di Lucilla Giagnoni di “Oscar e la dama in rosa” e un dialogo tra Luciano Manicardi e Ines Testoni. Anche quest’anno abbiamo voluto inoltre lasciare spazio a momenti esperienziali: teatri partecipativi come “Common Land”, una living library sul carcere, e un misterioso evento al buio al quale vi chiediamo di partecipare fidandovi della nostra promessa. Quest’anno anche una novità significativa: alcuni degli eventi non saranno in città ma saranno sul territorio provinciale. Si tratta di un tentativo che stiamo facendo pian piano per rendere la rassegna sempre più diffusa rendendola maggiormente accessibile a chi abita lontano dal centro”.

Infine, Francesco Mazzucotelli, direttore artistico della rassegna, annota: “Vorrei partire da alcune ringraziamenti doverosi. Grazie alle autorità presenti, grazie a tutti i soggetti pubblici e privati che contribuiscono alla realizzazione di questa diciannovesima edizione di Molte Fedi sotto lo stesso cielo. Grazie alle ACLI, a questa associazione con la sua storia, i suoi valori, la sua identità che ancora crede in questo progetto così impegnativo. Grazie a Martino Rovetta, grazie a Davide Tintori, che da quest’anno si occupa di tutta la parte logistica, pratica e organizzativa. A Giuditta Zambaiti che l’ha preceduto, grazie a Daniel Agnelli e a Giulia Alari per il lavoro di comunicazione. Grazie al comitato scientifico, il gruppo di persone che ci aiuta ogni anno a trovare il tema, il filo conduttore della rassegna e gli ospiti. Un grazie in particolare anche alle volontarie e ai volontari: sono le persone che trovate arrivando nelle varie sale, che vi accolgono, che scansionano i biglietti, che gestiscono l’ingresso e l’uscita e a cui potete sempre rivolgervi per qualsiasi esigenza. Un grazie in particolare ad Anna Vailati che coordina questo gruppo. Quest’anno c’è stato un grande lavoro di coordinamento e siamo molto felici di aver provato a lavorare insieme a tante altre associazioni, a tante altre realtà culturali dell’associazionismo, del terzo settore, dei sindacati per realizzare e progettare insieme tante serate”.
“Crediamo davvero tanto nel valore del fare rete, perché pensiamo che il progetto culturale non si esaurisca soltanto nei singoli eventi, nelle singole serate, ma nel cercare di offrire uno spazio per incontrarsi, per vedersi dal vivo, per confrontarsi anche in maniera civile, rispettosa. E uno spazio in cui provare a ragionare, a riflettere sui temi, anche quelli impegnativi e difficili dei nostri giorni. Alcune persone mi hanno detto che il tema della promessa è un tema difficile. In ogni promessa ci sono gli impegni per il futuro, le responsabilità che ci assumiamo. Ma certamente credo che, nella vita di tutte e tutti noi, non siano mancate anche le promesse deluse, le promesse tradite. Quindi parlare di promessa vuol dire anche parlare di delusioni, di frustrazioni, di tradimenti. Certamente è comprensibile voler essere voler avere delle rassicurazioni. Crediamo anche che sia utile, opportuno e importante, raccontarci anche le nostre ansie, le nostre preoccupazioni, condividerle, parlarne insieme e così scoprire che non sono così rare, che anzi abbiamo tante, tanti pensieri, tante sensazioni in comune. Noi guardiamo questo mare che abbiamo davanti, che qualche volta ci spaventa e ci sconcerta. Però parliamo di promessa in tutte le serate, oltre due mesi. Anche per riconoscere la possibilità di futuro e anche per riconoscere quelle oasi di umanità e di bellezza che, nonostante tutto, continuano a esistere e a resistere” – conclude Mazzucotelli.
Il calendario
L’inaugurazione si terrà lunedì 7 settembre alla Basilica di Santa Maria Maggiore, a Bergamo (Città Alta) con “Te lo prometto”, incontro che vede protagonisti Maria Grazia Calandrone e Vittorio Lingiardi.
Si proseguirà il 9 settembre alla Chiesa di Longuelo con un concerto acustico di Dimartino (L’improbabile piena dell’Oreto); il 12 settembre all’Abbazia di Fontanella con la giornata di spiritualità intitolata “Camminare il silenzio”; il 14 settembre con lo scrittore, giornalista e antropologo Amitav Ghosh all’Aula Magna dell’Università di Bergamo in Sant’Agostino (“L’occhio fantasma: scrivere mentre il mondo brucia”) e il 15 settembre all’Abbazia di San Giacomo Maggiore con il Tavolo interreligioso “Sorella morte”, con interventi di Davide Sisto, Sumaya Abdel Qader, Prema Kumara Das e Vanesa Gutiérrez.
Il 16 settembre sarà la volta dell’antropologa Chiara Piaggio, che smonterà gli stereotipi sul continente africano al Cineteatro Santa Caterina, mentre il 18 settembre l’antropologo e geografo Matteo Meschiari esplorerà le controgeografie al Rifugio Mut de Nes.
Sempre nel mese di settembre, il 19 la GAMeC rifletterà sul passaggio dai parchi privati alla bellezza pubblica, il 20 al Teatro Serassi di Villa d’Almè andrà in scena lo scontro pop ’80 contro ‘90 con Gino Castaldo ed Ema Stokholma, il 21 Concita De Gregorio affronterà il tema de “La cura” in Sant’Agostino, il 22 Boban Pesov intreccerà Italia e Macedonia al Teatro di Loreto con “C’era una volta l’Est”, il 24 la Casa dello Sport ospiterà l’evento segreto “Non ancora. Nel tempo della promessa”, il 25 Licia Colò al Casinò di San Pellegrino illustrerà le sfide di “Eden” dando sguardo all’emergenza climatica e il 26 settembre un appuntamento in Città Alta esplorerà la storia della Mia, dalla Domus Magna alla Sala Piatti.
Lunedì 28 settembre Pier Luigi Bersani e Giordano Bruno Guerri si confronteranno al Cinema Conca Verde su “La politica può ancora promettere?” (evento riservato ai possessori della MolteFedi card), martedì 29 Giusi Palomba presenterà “Frammenti di un discorso di classe” alla Biblioteca di Albino e mercoledì 30 Marianella Sclavi e Giovanni Grandi al Tempio Votivo di Santa Lucia si confronteranno su “Educare e riparare”.
Sarà denso di iniziative anche il mese di ottobre, a cominciare da giovedì 1, con Marianna Aprile che ripercorrerà la storia dei diritti delle donne con “La Promessa” al Cinema Conca Verde (riservato MolteFedi card). Il 2 Luciano Manicardi e Ines Testoni rifletteranno sul senso del limite e della fine all’Ospedale Papa Giovanni XXIII; il 3 sarà possibile partecipare a una passeggiata culturale alla scoperta delle opere del Palazzolo in Città Bassa; il 5 lo scrittore ucraino Andrej Kurkov affronterà il tema della narrazione in tempo di guerra al Cineteatro Qoelet di Redona; il 6 Emiliano Bos racconterà “Nelle trincee del mondo” all’Auditorium De André; il 7 Andrea Pennacchi porterà in scena Una “Piccola Odissea” al Cineteatro Forzenigo di Villa d’Ogna e l’8 l’Auditorium Gramsci ospiterà il dibattito “Maternità promesse” con Alessandra Pellegrini De Luca e Tullia Penna.
Venerdì 9 Jerome Fenoglio analizzerà le trasformazioni dell’informazione all’Auditorium Confindustria Bergamo; lunedì 12 Laura Silvia Battaglia presenterà “I Partigiani di Allah” a Redona; martedì 13 verrà consegnato il Premio “Costruttori di Ponti” 2026 a don Mattia Ferrari a Longuelo; mercoledì 14 Vittorio Pelligra approfondirà il tema del lavoro alla Casa del Giovane, e giovedì 15 Irma Bertocco ripercorrerà la figura biblica di Davide alla Chiesa di San Fermo.
Nella seconda metà di ottobre, invece, il 16 Valeria Deplano analizzerà la memoria coloniale italiana al Cineteatro Santa Caterina; il 19 Matteo Motterlini tratterà la crisi climatica e le trappole cognitive all’Auditorium De André; il 20 Vera Gheno sarà al Cineteatro Qoelet di Redona per riflettere sulle parole che usiamo per definire l’altro; il 22 al Circolino di Città Alta si terrà la cena esperienziale “A centro tavola. Oltre il carcere”; il 23 Simona Segoloni affronterà la figura di Giuda a San Fermo; il 27 Serena Giacomin parlerà di comunicazione climatica al Palamonti; il 28 Daria Bignardi presenterà il suo libro “Nostra solitudine” in Sant’Agostino e il 29 Luca Mazzinghi chiuderà il ciclo teologico di San Fermo riflettendo su Gesù come promessa compiuta.
Giungendo a novembre, lunedì 2 Lucilla Giagnoni porterà in scena “Oscar e la dama in rosa” al Tempio di Ognissanti; martedì 3 Vittorio Agnoletto e Luca Casarini ricorderanno i 25 anni dal G8 di Genova al Teatro Modernissimo; giovedì 5 tornerà l’appuntamento conviviale al Circolino con l’incontro “Death Spritz”; e sabato 7 il Museo Time ospiterà l’evento della Consulta Giovanile su democrazia e partecipazione con Giovanni Mori, Rosanna Tabasso e Francesco Vignarca (riservato Card Giovani).
Da annotare, inoltre, che lunedì 9 novembre Marzio Mian analizzerà le dinamiche del Grande Nord al Teatro Borgo Santa Caterina; mercoledì 11 Oliviero Bergamini esaminerà lo scenario geopolitico al Conca Verde con “Gli Stati Uniti dopo le elezioni di Midterm”; giovedì 12 Alberto Bertoli proporrà l’omaggio musicale “Bertoli canta Bertoli” a Villa d’Almè e venerdì 13 Elena Granata parlerà di spazio urbano alla Casa dell’Economia Sociale.
Dal 13 al 15 novembre l’Atelier Maffei ospiterà la performance immersiva “Common Land” della compagnia Trickster-p, proposta in più repliche nel corso del fine settimana.
Infine, il 17 novembre Antonio Spadaro e Alessandro Aresu torneranno in Santa Maria Maggiore per l’incontro “La grande promessa?”, mentre il giorno seguente, mercoledì 18, Miguel Benasayag chiuderà l’edizione 2026 all’Auditorium Cult Lab 80 con un intervento intitolato “Vivere in mezzo al caos”.
Per avere ulteriori informazioni, consultare il programma dettagliato e prenotarsi accedere al sito www.moltefedi.it



