La riflessione
|Costo del carburante ma non solo, in aiuto dei proprietari di automezzi
Il presidente dell’Aci di Bergamo, Valerio Bettoni, richiama l’attenzione sull’aumento dei costi legati alla mobilità e invita a considerare non solo il prezzo dei carburanti, ma l’intero peso economico della proprietà di un automezzo, dalle spese di gestione fino ai nuovi modelli basati sull’abbonamento
Il caro carburante e l’incertezza legata agli scenari internazionali stanno pesando sempre di più su chi utilizza quotidianamente un’automobile. A richiamare l’attenzione su una situazione che va ben oltre il prezzo alla pompa è Valerio Bettoni, presidente dell’Aci di Bergamo, che invita a considerare nel loro insieme tutte le spese legate alla proprietà e all’utilizzo di un automezzo. “La guerra tra USA e Iran e le conseguenze di quanto accade a Hormuz sul traffico mercantile hanno le ricadute che stiamo sperimentando sui costi della benzina e del diesel. – spiega Bettoni -. Sarà un’estate memorabile per il prezzo del petrolio nell’altalena di questi mesi, anche perché riesce difficile intravedere una discesa”.
Secondo il presidente, il quadro internazionale resta particolarmente fragile e rende difficile prevedere un ritorno alla normalità. “Il quadro è incerto nel precario equilibrio di rotte in permanente complessità. Si auspicano da più parti interventi strutturali, in particolare alla voce ‘accise’, con tutte le oscillazioni viste e relative ripercussioni sulle tasche di chi deve a vario titolo viaggiare”.
Ma il problema non può essere circoscritto al solo costo del carburante. Milioni di automobilisti affrontano ogni giorno una serie di spese necessarie per poter utilizzare il proprio veicolo: “Il rincaro dei carburanti e gli avvenimenti che popolano ancor più le cronache dei notiziari, al punto in cui siamo, impongono una radiografia allargata della situazione, che concerne le molte voci del popolo di chi ogni giorno deve mettersi al volante: milioni sulle strade della rete nazionale”.
La riflessione si allarga quindi al concetto stesso di mobilità e al costo complessivo che comporta possedere un mezzo. “È la realtà che lo impone ed è il concetto stesso della mobilità che deve far riflettere sui costi all’insù di chi deve dotarsi di un automezzo. – sottolinea Bettoni -. Oltre il prezzo di benzina o diesel al litro, c’è tutto un corollario di spese che avvolgono la proprietà di un veicolo con il relativo uso”.
Dall’acquisto alle spese necessarie per mantenerlo efficiente e in regola, il proprietario deve sostenere numerosi costi: “Si comincia dal momento dell’acquisto con la cascata di ‘annessi’: assicurazione, tassa di circolazione, manutenzione, revisione, collaudo quando è il caso, fino alla voce terminale dello smaltimento”.
Il presidente guarda anche alle trasformazioni che potrebbero interessare il rapporto tra cittadini e automobili. La crescente diffusione di modelli basati sull’accesso anziché sulla proprietà potrebbe infatti modificare profondamente il modo in cui utilizziamo i beni: “Lo scenario possibile è che il modello verso cui ci stiamo dirigendo sia un mondo in cui non possederemo più realmente ciò che utilizziamo, ma pagheremo un servizio mensile per continuare ad averne accesso”.
Da qui nasce una domanda che riguarda non soltanto l’automobile, ma più in generale il futuro della proprietà: “La domanda allora dovrebbe essere non soltanto quanto ci costa possedere qualcosa, ma anche quanto ci costerà non possederla più: perché un pagamento ‘una tantum’ finisce; un abbonamento, invece, può diventare permanente o peggio sempre più costoso”.
La conclusione è un invito a non sottovalutare le conseguenze di una mobilità sempre più legata a servizi e formule di utilizzo. “Occorre scongiurare il rischio che la comodità della tecnologia ci trasformi, lentamente, da proprietari in semplici utenti vincolati a vita”.


