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Il Campo Utili al Rugby Bergamo, la Polisportiva dei Colli torna a bussare: “Vorremmo fosse ancora casa nostra”

Un giovane tesserato scrive all’assessora Messina, che replica: “Fatto il possibile per incastrare le necessità di tutti, mettendo a disposizione l’impianto di via Solari completamente riqualificato. Ma sono aperta a un nuovo incontro”

Con una delibera approvata lo scorso 5 agosto, il Comune di Bergamo ha affidato al Rugby Bergamo la gestione decennale del Campo Utili, diventato così a tutti gli effetti la nuova casa di una società dalle grandi ambizioni. Una scelta che però ha lasciato l’amaro in bocca a chi, fino a poco fa, era abituato a vedere la struttura come proprio punto di riferimento, nonostante le mille peripezie che negli anni l’hanno riguardata.

È il caso della Polisportiva dei Colli che ora, tramite un proprio tesserato storico, ha voluto prendere nuovamente carta e penna (qui un altro intervento di qualche settimana fa) e rivolgersi direttamente all’assessora Marcella Messina, titolare dell’ambito sportivo a Palazzo Frizzoni.

“Cara Marcella,
Voglio scriverti questa lettera in maniera informale perché vorrei che le mie parole ti arrivassero in quanto persona e non assessore. Mi chiamo Leonardo Valli ho 27 anni sono residente in città alta e da quando ho 6 anni gioco a calcio nella società ex Polisportiva Bergamo Alta, ormai Polisportiva dei Colli.

Scrivo a nome di tutti coloro che amano questa società e come me sono addolorati dalla notizia che non giocheremo più al Campo Utili: come lei ben sa da questa stagione non avremo più il permesso dal Comune di usufruire di quella che per anni è stata la nostra casa. In questi vent’anni ho vissuto tutti i periodi di questo campo, da quando ci cambiavamo negli spogliatoi in mattoni dove ora è situato il nuovo campo sintetico, gelidi di inverno e roventi d’estate, le docce funzionanti allo stesso modo. Con l’indimenticabile Zio Gianni che ci asciugava i capelli.

Gli stessi spogliatoi che da un giorno all’altro crollarono a causa di un temporale, e meno male che nessuno vi si trovava dentro.

Per i dieci anni successivi ci siamo cambiati dentro a dei container sempre con problemi di riscaldamento sia di ambiente che di acqua. Durante questi vent’anni abbiamo vissuto come nomadi, a causa della mancanza di illuminazione che non permetteva l’utilizzo del campo per allenamenti serali, quindi ci siamo dovuti arrangiare affittando campi nel comune di Bergamo e provincia, passando dall’oratorio di San Colombano, campo di calcio a 7 noi in 25 ragazzi, arrivando persino a Stezzano.

Due anni fa quando abbiamo visto il campo sintetico realizzato e l’inizio della costruzione degli spogliatoi sotto la tribuna, non ci sembrava vero, un sogno diventato realtà, finalmente anche noi avevamo una casa, un luogo in cui dai più piccoli ai più grandi potevamo manifestare la nostra passione, con i valori che il Bergamo Alta ci ha sempre insegnato fin da bambini di rispetto, educazione, condivisione e amore per questo sport.

Oggi, finalmente i lavori sono completati, purtroppo però non sono destinati a noi, ma alla società di Rugby Bergamo. Sapevamo già che gli spazi sarebbero stati concessi in condivisione e ci andava benissimo così, non volevamo uno spazio solo per noi, eravamo molto contenti che quella casa fosse di tutti.

Oggi le promesse non sono state mantenute e ci ritroviamo un’altra volta senza una casa, il Comune ha deciso: ci permetteranno di fare gli allenamenti al Campo Utili e le partite a Sant’Antonio, in Via Solari, dove per altro risiede la nostra squadra ‘rivale’ di sempre. So che questo per il Comune di Bergamo ha poca rilevanza ma quello non è il nostro quartiere.

Specifico che, in questi primi allenamenti e per tutta la stagione, gli allenamenti al Campo Utili sono concessi con le porte da Rugby in mezzo al campo, impossibilitate allo spostamento, a parer mio non allenante per una squadra di calcio perché rende inutilizzabili le porte.

Ogni sabato e domenica, persone da 6 a 40 anni si ritrovavano su quel campo per dare l’anima e il corpo per questa squadra, il pensiero che nessuno di questi lo possa più fare mi spezza il cuore.

Quello che chiediamo è di prendere in considerazione anche noi all’interno di questo progetto, e di avere un po’ rispetto da parte del Comune, lo stesso che noi abbiamo avuto per tutti questi anni di gentile concessione, dando una seconda vita ad un luogo verde che era ormai in stato di abbandono.

Cara Marcella, siamo stanchi di cambiare casa, così è difficile anche che le famiglie scelgano questa società per i propri figli perché non da segno di stabilità, i bambini sono il futuro della prima squadra, i progetti sono fatti grazie a loro e se questi verranno a mancare questa realtà storica e romantica, rappresentante di un borgo importante come Città Alta morirà e ne rimarrà solo il rimpianto e il triste ricordo.

A noi ragazzi piacerebbe incontrarla per capire come costruire insieme un futuro che possa essere soddisfacente per tutti”.

campo utili erba sintetica

La replica dell’assessore Messina

Una lettera che non è caduta nel vuoto, perché l’assessora allo Sport ha replicato aprendo a un incontro con la società: “Gentile signor Valli, ricevo la sua cortese ed emozionante lettera e provo a spiegare i motivi che hanno portato l’Amministrazione comunale a compiere una scelta che, me lo lasci dire, ha scontentato voi ma non ha nemmeno accontentato completamente la società di Rugby.

Da attento osservatore quale si rivela nel suo scritto, anche Lei si sarà accorto che negli ultimi vent’anni il mondo dello sport è molto cambiato: se prima il sogno di tutti i ragazzini era giocare a calcio (quello che a tutt’oggi definiamo “sport popolare” perché c’è molta offerta e le quote associative di solito sono approcciabili da tutte le famiglie), oggi non è più così.

Il mondo sportivo è in fermento e continua evoluzione: imprese sportive alle quali ci hanno abituato Sinner e, di recente, i campioni dell’atletica e delle attività natatorie, impongono all’amministrazione un momento di riflessione sul dove siamo e dove stiamo andando.

Se è vero che, in ogni contesto cittadino, la presenza di impianti sportivi determina la nascita di movimenti sportivi e anche vero il contrario: movimenti sportivi determinano la nascita di impianti.

Il Comune di Bergamo vanta 10 campi da calcio comunali, dei quali 7 a 11 giocatori, utilizzati praticamente al 100% ogni giorno della settimana.

A questi bisogna poi aggiungere i vari campi da calcio di oratori e strutture private: credo sia evidente che l’offerta, per quanto insufficiente rispetto alla richiesta, sia comunque notevole rispetto a quella diretta a qualunque altro sport. Aggiungo che il Comune gestisce ben 33 palestre tra agonistiche e non agonistiche: anche le palestre sono sature e ogni anno l’ufficio Sport riesce a ”incastrare” tutte le richieste con grande sforzo e chiedendo sacrifici e compromessi a tutti.
Ma veniamo al campo Utili: l’Amministrazione comunale aveva pensato di poter realizzare una condivisione delle due attività (calcio e rugby) ma da subito ci si è resi conto che non potevano convivere: troppo impegnativo montare e smontare le porte da rugby per condividere il campo.

A fronte della presa d’atto di tale difficoltà e cercando una soluzione, l’Amministrazione, in accordo con l’oratorio di Sant’Antonio da Padova, ha contribuito e favorito la riqualificazione del campo da calcio per dare modo a voi di avere un terreno di gioco e al rugby di avere la stessa possibilità.

Il campo dell’oratorio è stato poi subito convenzionato in vostro favore, condividendo tale impianto con l’ASD Antoniana: un campo che, grazie all’importante riqualificazione, risulta essere nuovo e attrattivo e, soprattutto, insiste sul vostro quartiere di riferimento.

Oltre a questa convenzione il Comune ha provveduto a garantirvi, attraverso la disponibilità del Rugby Bergamo, le giornate di martedì e giovedì presso il campo Utili e altre possibilità che il Rugby Bergamo ha messo a disposizione, dialogando con il Presidente, al fine di garantire una molteplicità di spazi nei campi: il tutto a pari condizioni economiche per la società.
Ritengo pertanto di aver accompagnato la decisione assunta in modo responsabile, con costanza, impegno, obiettività e imparzialità verso tutti.
Resto a disposizione come sempre per incontrarvi anche e soprattutto con il vostro Presidente”.