Il mistero
|Sono di un adulto le ossa murate in un bar di Borgo Santa Caterina: indagini a tutto campo per risolvere il giallo
Al lavoro il team dell’antropologa Cristina Cattaneo. Le ricerche, coordinate dal pm Emanuele Marchisio, hanno per ora escluso l’ipotesi che si tratti di un bambino
Bergamo. Nella mattinata di martedì 25 agosto sono proseguiti i rilievi per l’indagine all’interno del Crystal Bar al civico 20 di via Borgo Santa Caterina. Ventiquattro ore prima alcuni operai impegnati nei lavori di ristrutturazione avevano fatto la macabra scoperta di resti di ossa umane e di un teschio decomposto, apparentemente datato.
Sul posto sono intervenute anche le professioniste dell’Università degli Studi di Milano, che fanno parte dello staff del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense diretto dal medico legale e antropologa Cristina Cattaneo. I resti umani sono stati trovati in profondità, nella parte bassa del perimetro, murati e immersi nel terriccio. Gli esperti hanno continuato a perlustrare con attenzione il locale, alla ricerca di ulteriori elementi utili a chiarire l’origine dei reperti.
Nei prossimi giorni le ossa saranno trasferite nei laboratori di Milano, dove saranno sottoposte ad analisi più approfondite. Uno dei primi obiettivi, tutt’altro che semplice, sarà quello di cercare di individuare il periodo esatto a cui risalgono i resti.
Le ricerche, coordinate dal pm Emanuele Marchisio, hanno per ora escluso l’ipotesi che si tratti di un bambino. Secondo le prime valutazioni, dunque, dovrebbe trattarsi di resti appartenenti a una persona adulta. Le indagini si concentreranno anche sulla ricostruzione della storia dell’immobile, che al momento risulta essere di proprietà di un bergamasco residente all’estero. I nuovi gestori, due ragazzi sudamericani, dopo la chiusura di maggio, avevano deciso di ristrutturare il locale. Ora il cantiere è fermo, con il locale nuovamente sotto sequestro penale e circoscritte da fioriere e tavolini per allontanare i curiosi.
Nel frattempo, in quartiere la voce si è rapidamente sparsa e sono molti gli interrogativi e i dubbi tra gli abitanti. Borgo Santa Caterina è uno dei quartieri storici della città: qui si sono susseguite negli anni moltissime attività, spesso con cambi di identità e gestione. Ricostruire la storia del locale che oggi ospita il Crystal, dunque, non è semplice nemmeno per chi vive nella zona da sempre. “Se non ricordo male, negli anni ’60, quando ero bambino io, c’era una cartoleria” racconta un pensionato residente nel borgo.
Curiosità, dunque, ma anche tanta incertezza. Perché dietro a quei resti si nasconde una storia ancora tutta da ricostruire. E, per ora, ogni ipotesi resta possibile.
“Può anche essere che qualcuno lo abbia fatto per nascondere qualcosa, o per venerazione, per conservare il ricordo di una persona cara. Non esisteva ancora la pratica della cremazione”, spiega monsignor Gianni Carzaniga, 76 anni, parroco della parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna, nativo di Borgo Santa Caterina e grande appassionato di storia locale.
I pensieri si tuffano così nel passato del quartiere e nei trascorsi che lo hanno segnato. “Nel ’700 il sagrato della chiesa di Borgo Santa Caterina era letteralmente un cimitero, nel quale venivano sepolti i corpi” ricorda il sacerdote.
Ma il tempo scorre, appunto, nell’incertezza. Anche perché, al momento, sulla base delle prime supposizioni, i resti sembrerebbero appartenere almeno al periodo compreso tra le due guerre. È però possibile che risalgano a un’epoca precedente, così come a un periodo successivo. Si continuerà a lavorare, passo dopo passo. Ogni particolare potrebbe essere decisivo per iniziare a rimuovere il velo che ancora avvolge il mistero e dare finalmente una collocazione ai resti trovati.






