Bergamo
|Le foto del materiale pirotecnico sequestrato nel B&B del centro. Daspo di tre anni ai due israeliani
I due tifosi dell’Hapoel, di 42 e 43 anni, erano ospiti in una struttura cittadina: i 45 chili tra fuochi d’artificio e torce erano destinati alla partita di Conference League. Il bilancio della Questura della giornata: “Nessuna criticità”
Giovedì mattina Bergamo si era svegliata con la città già blindata. Ore prima del fischio d’inizio di Atalanta-Hapoel, mentre la squadra israeliana si preparava a scendere in campo per la Conference League, gli agenti della Digos e i carabinieri della Compagnia di Bergamo entravano in un B&B del centro per un controllo di routine. Quello che hanno trovato, però, di quotidiano aveva ben poco: oltre 45 chili tra torce e fuochi d’artificio, nella disponibilità di due tifosi dell’Hapoel, rispettivamente 42 e 43 anni.
Gli investigatori hanno ricostruito che il materiale sarebbe dovuto finire allo stadio, per essere acceso durante la partita (i tifosi israeliani sono in realtà riusciti a entrare nell’impianto con torce e fumogeni, dando vita a un vero e proprio show pirotecnico).
Per i due, denunciati a piede libero per possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive e omessa denuncia di materie esplodenti, è scattato anche un Daspo di tre anni, notificato prima ancora del calcio d’inizio.
Il sequestro è solo la punta emersa di un dispositivo di sicurezza pensato nei giorni scorsi e messo in campo su scala cittadina. Bergamo si preparava ad accogliere oltre mille tifosi israeliani, in un contesto che la Questura stessa definisce “delicato”, complice il clima geopolitico internazionale. I controlli non si sono fermati ai cancelli dello stadio: hanno riguardato gli accessi alla città, le zone di transito, i luoghi considerati più sensibili. L’obiettivo, spiegano dalla Questura, era uno solo: tenere separati eventuali gruppi contrapposti e gestire i flussi senza intoppi.
Un capitolo a parte riguarda la manifestazione dei movimenti Pro Palestina, organizzata per protestare contro la presenza in città della squadra israeliana. Qui il compito delle forze dell’ordine si è fatto più delicato: garantire il diritto di manifestare, da un lato, e prevenire ogni possibile contatto con la tifoseria ospite, dall’altro. “Un equilibrio che ha richiesto – raccontano dalla Questura — un raccordo costante tra le diverse componenti impegnate sul territorio, pronte ad adattare i servizi al mutare della situazione”.
Alla fine, la partita si è chiusa senza particolari incidenti. Il deflusso dei quasi 22mila spettatori dallo stadio è filato liscio. Il bilancio tracciato dalla Questura di Bergamo parla di una giornata gestita senza particolari criticità grazie a un dispositivo di sicurezza definito “eccezionale” per una sfida che, fin dalla vigilia, si sapeva tutt’altro che ordinaria.







