Il Provvedimento
|Piscina abusiva a Fara: scatta l’ordinanza di demolizione
Dopo lo stop della Polizia Locale, il Comune ordina la demolizione: ora il proprietario ha 90 giorni. Se non ottempera, l’area può finire nel patrimonio comunale
Fara Gera d’Adda. Prosegue l’iter relativo alla piscina abusiva realizzata in un’abitazione privata di via Abele Crespi. Dopo l’ordinanza di sospensione dei lavori dello scorso luglio, il Comune ha ora disposto la demolizione delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi, fissando in 90 giorni dalla notifica il termine entro cui il proprietario dovrà intervenire.
La vicenda era emersa a seguito di un controllo della Polizia Locale. Il comandante Luca Ubbiali, affiancato dall’agente Miele, aveva effettuato il sopralluogo dopo aver notato un viavai di maestranze e materiali nell’area dell’abitazione. Gli agenti avevano quindi accertato la presenza di una piscina parzialmente interrata dalle dimensioni di circa 11,50 metri per 6, pari a quasi 70 metri quadrati, oltre a un manufatto accessorio destinato a spogliatoio.
Dagli accertamenti effettuati negli archivi comunali non erano emersi titoli edilizi idonei a legittimare l’intervento. Il Comune aveva quindi ordinato l’immediata sospensione dei lavori con il provvedimento del 17 luglio. Ora arriva l’ordinanza di demolizione: il proprietario dovrà quindi rimuovere la piscina, il manufatto destinato a spogliatoio e tutte le opere direttamente collegate all’intervento. Dovrà inoltre eliminare i materiali di risulta, riempire gli scavi e sistemare l’area per riportarla allo stato precedente ai lavori.
Una volta completato il ripristino, dovrà essere inviata al Comune una comunicazione corredata dalla documentazione fotografica e dall’attestazione relativa allo smaltimento dei materiali. Sarà poi l’ufficio tecnico a verificare sul posto l’effettiva esecuzione degli interventi.
L’ordinanza prevede conseguenze rilevanti anche nel caso in cui il proprietario non rispetti il termine fissato. Trascorsi inutilmente i 90 giorni, infatti, potrebbe scattare l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’area di sedime delle opere e di un’ulteriore superficie di 100 metri quadrati, secondo quanto indicato nel provvedimento.
L’atto è stato inoltre trasmesso alla Procura della Repubblica di Bergamo per le valutazioni di competenza in relazione agli eventuali profili penali legati alle opere edilizie contestate.


