segnali dal corpo
Lombalgia, guida pratica per capire come gestirla e quando preoccuparsi
Dalle cause principali a qualche consiglio utile per fare prevenzione, il Dr. Taiocchi ci guida alla scoperta del mal di schiena
Quasi tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato una sensazione di blocco o di dolore acuto e pungente alla schiena. Spesso ci spaventiamo, ma la buona notizia è che nella stragrande maggioranza dei casi il mal di schiena non è segno di una malattia grave, quanto piuttosto un segnale che il nostro corpo ci invia. Cerchiamo di fare chiarezza con approccio scientifico ma semplice grazie al contributo del Dr. Nicola Taiocchi, fisiatra di Habilita e responsabile dell’area riabilitativa di Habilita Sport Medicine.

Perché viene il mal di schiena?
“Le cause più comuni sono di tipo “meccanico“. Spesso si tratta di un sovraccarico muscolare, di una piccola infiammazione delle articolazioni tra le vertebre o di una sofferenza del disco intervertebrale (come le protrusioni discali o la nota ernia). Solo raramente il dolore è causato da patologie sistemiche infiammatorie oppure è l’espressione secondaria di una patologia viscerale; il più delle volte è il risultato di come usiamo (o non usiamo) il nostro corpo”.
Esistono persone più predisposte?
“Sì. Oltre alla componente genetica, il rischio aumenta per chi conduce una vita sedentaria (muscoli deboli sostengono meno la colonna), per chi è in sovrappeso o per chi svolge lavori che richiedono la movimentazione di carichi pesanti o posture fisse prolungate. Anche lo stress gioca un ruolo chiave: la tensione psicologica spesso si scarica proprio sui muscoli della schiena, irrigidendoli”.
Quando è il caso di rivolgersi allo specialista?
“Il dolore non deve allarmare se è isolato e passa in pochi giorni. Tuttavia, è bene ipotizzare una visita specialistica fisiatrica se:
– Il dolore persiste per più di 2-3 settimane senza migliorare.
– Il dolore si irradia lungo la gamba
– Si avvertono formicolii, perdita di sensibilità o debolezza muscolare.
– Il dolore è così forte da impedire il riposo notturno“.
In questi casi è meglio il riposo o mantenersi in movimento?
“Questo è il mito più grande da sfatare: il riposo assoluto a letto è controproducente. Rimanere fermi indebolisce i muscoli e irrigidisce le articolazioni, rallentando la guarigione. Attualmente raccomandiamo un “riposo attivo“: ovvero evitare sforzi intensi, ma continuare a muoversi con cautela nel limite e nel rispetto del dolore. Il movimento è la vera medicina per la colonna”.
Quali sono i rimedi più efficaci?
“Nella fase acuta, i farmaci (prescritti dal medico) possono aiutare a gestire l’infiammazione. Tuttavia, i rimedi a lungo termine più efficaci sono le terapie fisiche e manuali e, soprattutto, l’esercizio terapeutico mirato. In casi specifici, il fisiatra può intervenire con trattamenti infiltrativi o ossigeno-ozonoterapia, ma l’obiettivo resta sempre ripristinare la corretta funzione del corpo”.
Quindi l’attività fisica aiuta davvero?
“Assolutamente sì. Non esiste uno sport “miracoloso”, ma alcune attività sono particolarmente indicate: il Pilates terapeutico, lo Yoga, il nuoto (se fatto bene) e la ginnastica posturale. L’obiettivo deve essere rinforzare il “core” (i muscoli addominali e dorsali che fanno da corsetto naturale) e migliorare l’elasticità. Anche una semplice camminata quotidiana di 30 minuti può fare un’enorme differenza”.
C’è qualche buona abitudine che può migliorare la qualità di vita?
“La prevenzione si fa a tavolino e in piedi:
– Cambiate spesso posizione: se lavorate al PC, alzatevi ogni 40 minuti.
– Attenzione alle scarpe: evitate tacchi troppo alti o suole troppo piatte per tempi lunghi.
– Sollevate i pesi correttamente: piegate le ginocchia e non la schiena.
– Mantenete un peso forma: ogni chilo in meno sull’addome è ossigeno per le vostre vertebre.
Il mal di schiena non deve essere un limite, ma un’occasione per imparare a prendersi cura di sé”.
Per informazioni o prenotazioni
T 035.4815970
Gli esami più utilizzati per la diagnosi del mal di schiena sono:
– Radiografia della colonna (per valutare postura e allineamento della colonna);
– Risonanza magnetica (quando si sospettano ernie del disco o compressioni nervose);
– Tac (per studiare strutture ossee, stenosi vertebrali o fratture);
– Elettromiografia (quando il dolore è associato a formicolii, perdite di forza, sciatalgia);
– Esami del sangue (in caso di infiammazioni, infezioni o patologie reumatiche).
Per informazioni o prenotazioni degli esami
T 035.4815515

