La lettera
“Non si giochi la partita Atalanta-Hapoel Tel Aviv: pensiamo ai bambini di Gaza uccisi da Israele”
“Non dimentichiamo i tantissimi bambini e le tantissime bambine palestinesi che non potranno mai tirare un calcio a un pallone, perché amputati dalle bombe e dai proiettili dell’esercito israeliano o da quelli dei coloni armati dal governo” scrive BDS, movimento internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di BDS, Movimento internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni.
Spettabile Redazione
Giovedì 20 agosto allo stadio di Bergamo si giocherà la partita Atalanta – Hapoel Tel Aviv. Poiché lo sport dovrebbe essere portatore di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani, come gruppo locale di BDS, movimento internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, per il riconoscimento e il rispetto dei diritti del popolo palestinese, riteniamo grave la presenza nella nostra città della squadra israeliana che rappresenta uno Stato che da quasi ottant’anni perpetra l’apartheid, la pulizia etnica e il genocidio nei confronti del popolo palestinese, in piena violazione del diritto internazionale.
Non si può rimanere indifferenti davanti a quanto sta accadendo anche in questi giorni, sia nei territori occupati della Cisgiordania, sia nella striscia di Gaza. Quando una squadra israeliana partecipa a campionati internazionali, non si disputa soltanto una partita, ma si legittima, si normalizza, si fa sportwashing verso uno Stato accusato dalla Corte Internazionale di Giustizia di crimini contro l’umanità, di genocidio, di apartheid e di occupazione illegale.
Come avvenuto in passato nei confronti del Sudafrica e più di recente nei confronti della Russia, lo sport deve rispettare gli stessi principi: escludere chi non rispetta il diritto internazionale. Agli sportivi e ai tifosi bergamaschi vorremmo ricordare quando guardiamo il nuovo stadio di Bergamo che Israele ha raso al suolo tutti gli stadi della Palestina, rendendoli campi per sfollati o luoghi di tortura; quando assistiamo al calcio d’inizio di una partita, ricordiamoci che Israele ha ucciso oltre 807 sportivi/e palestinesi di cui almeno 420 calciatori/calciatrici. E non dimentichiamo i tantissimi bambini e le tantissime bambine palestinesi che non potranno mai tirare un calcio a un pallone, perché amputati dalle bombe e dai proiettili dell’esercito israeliano o da quelli dei coloni armati dal governo. Qualunque sia il risultato della partita di giovedì prossimo, non sarà una bella partita se giocata senza nessuna voce di condanna verso i crimini commessi da Israele , crimini riconosciuti da numerosi organismi internazionali.
Per questo, raccogliendo l’appello delle Federazioni Sportive Palestinesi, chiediamo che Israele venga espulsa dall’Uefa e dalla Fifa.
Distinti saluti
Nadia Milani
(portavoce di BDS Bergamo)





