Gaetano: “Sarri mi chiede equilibrio e di stare alto. Atalanta ambiente straordinario”
Le prime parole nerazzurre del nuovo regista della Dea. Giuntoli anticipa l’arrivo di Kristensen dall’Udinese: “Sarri il nostro miglior acquisto, Ederson un top europeo”
Zingonia. Dopo un mese e oltre di lavoro sui campi del Bortolotti e in campo con la maglia nerazzurra, Gianluca Gaetano ha imparato a conoscere il mondo Atalanta a fondo. E viceversa: in campo si è visto un giocatore di tecnica ed estro, che sta crescendo in un nuovo ruolo, quello di regista, pivotale nel gioco di Sarri. Nella sua prima conferenza stampa nerazzurra, il classe 2000 ha parlato anche di questo aspetto.
L’introduzione di Cristiano Giuntoli – “L’Atalanta è un progetto incredibile e straordinario da fuori, da dentro ho trovato una situazione ancora migliore. Abbiamo cambiato il modo di pensare ed è stato un lavoro duro, ma ho trovato grandi disponibilità. Stiamo facendo tante valutazioni, siamo contenti dei calciatori che abbiamo, la proprietà ci è stata molto vicina sin da subito, facendo anche sforzi, portandolo via ad un’avversaria più importante. Abbiamo rinnovato Ederson, uno dei migliori d’Europa, grazie alla proprietà e alla sua disponibilità, all’amore per questo club. Abbiamo acquistato Gaetano, un giovane talento straordinario che ha cambiato ruolo da poco. Lo conoscevo da bimbo, ora è diventato un uomo. E in ultimo abbiamo acquisito Kristensen, che è in definizione e a breve sarà annunciato. Sul mercato siamo vigili a quel che può succedere, ci faremo trovare pronti se ci saranno occasioni. Nel percorso ci sarà bisogno di tempo, ma ci arriveremo. Si tratta di un percorso da tanti piccoli mattoni. Ho visto nell’ultima gara che abbiamo una direzione, sappiamo dove dobbiamo andare. Con Luca Percassi abbiamo pensato di aprire le porte di Zingonia: è un primo evento, ma ne faremo anche altri”.
Le parole di Gaetano
Il nuovo ruolo – “Il mister è molto bravo a far capire subito il metodo di lavoro, mi chiede equilibrio, di stare compatto, in una squadra molto corta. A Cagliari invece giocavamo più sull’uomo. Sento responsabilità, ma penso di dover stare molto tranquillo e fare le cose che facevo anche prima con molta tranquillità. All’inizio un po’ ho faticato, è normale, ma ci stiamo amalgamendo bene. L’estro da trequartista me lo porto dentro, anche se bisogna stare più attenti”.
L’Atalanta – “Una grande opportunità, i ragazzi si sono messi a disposizione sin da subito, mi hanno accolto alla grande. Ho visto questo straordinario centro sportivo che ti fa salire di livello. Ho trovato una società ambiziosa e un ambiente straordinario, sin dalla prima amichevole a Clusone: è stato magnifico”.
Sarri – “Ho fatto 6 mesi con lui, in settimana con i grandi e poi giocavo con la Primavera. Io vedo sempre un allenatore forte, a cui piace molto dare ritmo alla palla e alla squadra”.
Il sogno Nazionale – “Ci penso, è un obiettivo, l’importante è fare bene col club. Se poi arriva una chiamata sarà molto bello”.
I compagni di reparto – “Un po’ presto per definire i titolari, ma abbiamo una rosa di una qualità incredibile, è un onore e uno stimolo imparare da giocatori come Ederson, che può correre tantissimo, oppure Samardzic o Pasalic. La strada è lunga, ci vorranno mesi per stare bene insieme”.
La Conference League – “Un dentro-o-fuori a cui farci trovare pronti, sarà emozionante tornare in Europa”.
Il feeling con le punte – “Con Scamacca ci siamo trovati bene, spero di fare altri assist come a Gelsenkirchen. Non nego che un po’ mi manca fare gol, ma da lì ci possono essere tante soluzioni con il tiro da fuori”.



