Dalla ciclabile ai boschi, denunce per spaccio tra Casazza e Rogno: i cittadini fanno scattare i controlli
Le segnalazioni della cittadinanza hanno consentito ai militari di concentrare le verifiche in punti ritenuti sensibili, portando al sequestro di droga, denaro e telefoni cellulari e a tre denunce. Un’attività di osservazione ha inoltre permesso di documentare una cessione di eroina e di individuare i presunti responsabili
Le segnalazioni della cittadinanza hanno permesso ai Carabinieri di intensificare i controlli in alcune zone dell’Alto Sebino e della Val Cavallina, portando a due distinte operazioni contro lo spaccio di sostanze stupefacenti.
A Casazza, l’attenzione dei militari si è concentrata sulla zona di via Isonzo, vicino alla pista ciclabile, dove erano stati segnalati movimenti sospetti di giovani in diversi momenti della giornata. I successivi servizi di controllo hanno portato, nel pomeriggio del 7 agosto, al fermo di un giovane italiano del 2007, studente residente in paese.
Durante il controllo è stato trovato in possesso di un bilancino di precisione e di uno spinello. La successiva perquisizione ha permesso di recuperare, all’interno del marsupio, circa 2,7 grammi di hashish suddivisi in tre involucri, 345 euro in contanti in banconote di piccolo taglio e un secondo bilancino. Il giovane è stato denunciato in stato di libertà.
Nello stesso pomeriggio, a Rogno, i Carabinieri della Stazione di Lovere, con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia di Clusone, hanno effettuato un intervento nella zona boschiva di Castelfranco, dove erano state raccolte segnalazioni relative a un’attività di spaccio organizzata tra la vegetazione.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, alcuni soggetti si sarebbero stabiliti da tempo nei boschi dell’Alto Sebino e della Val Cavallina, spostandosi verso i centri abitati per incontrare i clienti e facendo poi ritorno nella zona boschiva.
I militari hanno svolto un servizio di osservazione a distanza, riuscendo a documentare la cessione di circa mezzo grammo di eroina a un giovane bosniaco del 2003. Fermato poco dopo, l’acquirente ha consegnato spontaneamente la sostanza ai carabinieri e ha dichiarato di averla appena acquistata dopo aver preso accordi telefonici con i venditori.
I due presunti spacciatori si erano nel frattempo allontanati nel bosco. Dopo quasi due ore di ricerche sono stati individuati e fermati. Non avevano altra droga con sé, ma i militari hanno sequestrato tre telefoni cellulari ritenuti utili alle indagini e 380 euro in contanti, di cui non è stata fornita una spiegazione ritenuta convincente.
I due sono risultati essere cittadini marocchini, uno nato nel 1999 e l’altro nel 2005. Il primo era incensurato, mentre il secondo era già stato condannato nel 2025 per spaccio di droga dalla Corte d’Appello di Brescia. Entrambi, privi di una residenza stabile, sono stati denunciati in stato di libertà per la cessione di sostanze stupefacenti e per la permanenza irregolare sul territorio nazionale.


