Bergamo
|Servizi abitativi pubblici, 1,2 milioni per recuperare 23 alloggi sfitti e maxi intervento in viale Venezia
Il Comune approva tre progetti esecutivi per intervenire su appartamenti bisognosi di lavori. Prevista anche la riqualificazione energetica, finanziata in larga parte da Regione Lombardia, di un edificio con 15 alloggi in viale Venezia
Bergamo. Recuperare gli appartamenti oggi non assegnabili perché necessitano di lavori, ridurre il tempo in cui gli alloggi rimangono vuoti tra un’inquilino e l’altro e, parallelamente, migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Sono le due direttrici lungo le quali si muove il Comune per intervenire sul proprio patrimonio di Servizi abitativi pubblici, con tre nuovi progetti esecutivi approvati dalla Giunta.
Per il recupero e la manutenzione straordinaria degli appartamenti, l’amministrazione ha previsto 1,2 milioni di euro nel 2026 attraverso un Accordo quadro che consentirà di intervenire progressivamente sugli immobili che necessitano di lavori. Il patrimonio comunale potenzialmente interessato è composto da 987 unità abitative. Con i primi due progetti vengono ora attivati interventi per complessivi 23 appartamenti, oltre a lavori sulla copertura di un edificio in via Gombito.
Il primo contratto attuativo, del valore di 220.204,31 euro, riguarda 11 appartamenti di proprietà comunale: sei in via delle Cave e cinque in via Grossi, al Villaggio degli Sposi. A seconda delle condizioni delle singole unità, sono previsti il rifacimento dei bagni, la sostituzione di porte interne e d’ingresso, lavori su pavimenti e rivestimenti e opere di sistemazione e finitura.
Il secondo progetto, invece, vale 577.199,95 euro e interessa altri 12 alloggi: uno in via Monte Misma, sei in viale Santuario dell’Addolorata e cinque in via Einstein. Anche in questo caso sono previste ristrutturazioni degli interni, con interventi su bagni, pavimenti, rivestimenti, porte, serramenti e impianti elettrici. In via Einstein è inoltre prevista la ricostruzione della soletta tra due appartamenti, compromessa in seguito a un incendio.
Nello stesso intervento rientra anche la sistemazione della copertura dell’edificio comunale di via Gombito 20, dove le infiltrazioni hanno interessato gli appartamenti sottostanti. Il progetto prevede una verifica complessiva del tetto, la sostituzione delle parti ammalorate e l’installazione dei necessari dispositivi di sicurezza.
Accanto al recupero degli alloggi, il Comune punta poi sull’efficientamento energetico. La Giunta ha infatti approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione dell’immobile comunale di viale Venezia 22/30, che ospita 15 abitazioni, per un investimento complessivo di 1,3 milioni di euro.
Il progetto, candidato al bando regionale Seed Pa, si è classificato al primo posto della graduatoria, ottenendo un contributo di 978.835,98 euro da Regione Lombardia. L’edificio, realizzato nel 1951, sarà interessato da una riqualificazione che comprende la realizzazione di un cappotto esterno, l’isolamento del solaio verso il sottotetto e delle superfici verso gli spazi comuni, la sostituzione dei serramenti e dei portoncini d’ingresso, interventi sull’impianto termico e l’installazione di un impianto fotovoltaico. Previsti anche sistemi di gestione da remoto e domotica, nuove dotazioni arboree, interventi per un uso più sostenibile dell’acqua e la de-impermeabilizzazione di alcune aree esterne.
“Il patrimonio abitativo pubblico richiede un lavoro continuo di cura, manutenzione e investimento, tanto più importante perché parliamo di case destinate alle fasce della popolazione che hanno maggiori difficoltà ad accedere al mercato abitativo – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici, Ferruccio Rota -. Con questi interventi recuperiamo appartamenti che oggi non possono essere assegnati, affrontiamo situazioni di manutenzione che richiedono interventi importanti e, con il progetto di viale Venezia, investiamo sull’efficienza energetica e sulla qualità complessiva di un intero edificio”.
L’obiettivo, aggiunge Rota, è “utilizzare al meglio il patrimonio che già abbiamo, riducendo il numero di alloggi che rimangono inutilizzati e rendendo gli edifici pubblici più efficienti”. Un lavoro “forse meno visibile rispetto alla costruzione di nuovi immobili, ma altrettanto importante per rendere disponibile un patrimonio abitativo pubblico di qualità e dare risposte concrete a chi ha più bisogno”.


