Logo

Temi del giorno:

Malumori nella Lega, quando i sondaggi fanno le sedie a tre gambe
Matteo Salvini

La dura presa di posizione di Roberto Pedretti, militante della prima ora della Lega Nord e già consigliere regionale, dopo i malumori emersi contro il segretario della Lega Matteo Salvini

Ecco quello che succede nel partito di Salvini in questi giorni; criticato, contestato, quasi ignorato alle poche feste di partito che riescono ad organizzare, le sezioni di una volta sono da partite a briscola. Al nord è da qualche anno che la base di quella che fu la Lega Nord, mugugna, lamenta il distacco fra il partito ed suoi militanti. Distacco dovuto a scelte poco Nordiste di un segretario che ha voluto circondarsi solo di yes man; gli eletti per timore di perdere la posizione acquisita, si lamentavano quasi sottovoce, i vari sindaci e consiglieri comunali più assorti nel loro mandato che a far politica.

Risultato che in questi anni l’esercito della Lega Nord è diventato un’armata Brancaleone della Lega Salviniana che nulla ha da che da spartire con le origini di un Movimento chiamato e votato per difendere le istanze del Nord. Del federalismo abbiamo visto qualche goccia che si è asciugata ancor prima di arrivare a terra. Ed è come dopo anni di terreno arido sperare di fare crescere un bosco con l’innaffiatoio del giardino.

Abbiamo visto votare la legge Roma Capitale dalle truppe di Salvini, per poi dimenticarsi di Milano, abbiamo visto Salvini dare anima e corpo per il Ponte sullo Stretto di Messina e dimenticarsi delle infrastrutture del Nord; abbiamo visto crescere a dismisura il costo del carburante per poi far finta di doverci accontentare di qualche centesimo di sconto con il timer; abbiamo visto penalizzare la sanità al Nord.

Abbiamo visto molto, troppo, abbiamo capito che questa Lega è l’abito della festa romana, ciò che la Lega Nord ha sempre combattuto. Ora che, come già detto i sondaggi vedono la Lega salviniana in crollo, i “duri e puri” finora addormentati, sopiti dai ruoli di potere all’interno del partito danno segnali di vita, di contestazione anche pubblicamente al loro leader.

Fino a qualche tempo fa se gli si ricordava delle istanze nordiste dei malumori dei militanti, della perdita della rotta, ci si sentiva dire, vorrei, ma non posso, sai com’è all’interno della Lega; ora uno ad uno sembra che stiano uscendo dal letargo per ricordarsi più a loro che a noi che mai abbiamo perso l’obiettivo, che il Nord esiste con tutte le sue istanze federaliste.

Meglio tardi che mai? Forse. A tutti coloro che rivestono cariche politiche od incarichi dati dal partito di Salvini, se avete coraggio andate a portare al vostro leader zoppo, le vostre dimissioni. Andate a chiedere scusa ad uno ad uno a tutti quegli elettori che avete permesso fossero traditi, perché così come ora siete solo complici di un fallimento. Subito dopo abbandonate le cariche o poltrone, chiamatele come vi pare, ma fatelo, adesso.

Fa gioco a voi, fa gioco sui giornali scrivere delle “battaglie agostane” in seno al partito; voi cercate di accaparrarvi qualche seggiolino futuro, i giornali hanno da riempire gli spazi e gli elettori che fessi non sono vi manderanno le cartoline con selfie dal partito di Vannacci (altro “capolavoro” salviniano).

Per essere politici poco ci vuole, per essere Uomini politici ci vogliono gli attribuiti, posto che i vostri non si siano atrofizzati sulle poltrone, tirateli fuori; il coraggio non è un saldo estivo, o c’è o non c’è; diversamente possiamo liberamente pensare che solo sia questione di opportunità politica sulle spalle di chi vi ha votato.


Roberto Pedretti, già consigliere regionale della Lega Nord